#ESCLUSIVA – Luigi Simoni: “Il Cittadella è un gradino sopra tutti, la più forte di tutti e tre i gironi”

Simoni

Luigi Simoni, in esclusiva per RadioGoal24,  è intervenuto durante la trasmissione, condotta da Roberto Panetta, Lega PRO-NTI&VIA.
Ecco le parole del presidente della Cremonese:

Con i playoff alle porte, qual è secondo lei la squadra favorita per la serie B?

“Vedo meglio di tutte il Pisa e me lo auguro perché io vivo lì e sono dunque tifoso della squadra”.

Meriti di Gattuso per l’ottima annata?

“Sta facendo molto bene, è un ragazzo di grande temperamento, ha esperienza da vendere e un carattere forte”.

Qual è i l girone più difficile della Lega Pro?

“Il girone A, il nostro, è quello più difficile sul piano tecnico, nello B c’è meno qualità, mentre in quello Sud, lo C, ci sono ambienti difficili e vai a giocare su campi nei quali è dura fare risultato. Il girone A come quantità di squadre di livello è quello più completo, mentre negli altri ci sono squadre inferiori. Le prime quatto compagini del girone A sono tutte forti, hanno un gruppo di giocatori di levatura per la categoria”.

Due parole da spendere sul Cittadella che ha stravinto il gruppo A? Il giocatore che l’ha colpita di più?

“È una squadra molto forte. Un gruppo di spessore, non è facile per nessuno fare un campionato così continuo, pieno di risultati positivi. Il giocatore che mi ha fatto un’ottima impressione è stato Iori, gioca ancora ad alto livello. Il Cittadella era un gradino sopra tutti, forse la più forte di tutti e tre i gironi”.

E la Spal del suo pupillo Marcello Cottafava, che torna in serie B dopo 23 anni di purgatorio?

“A me è piaciuta molto anche la Spal, ho visto Pisa-Spal e hanno giocato una mezzora iniziale veramente alla grande. Il secondo tempo è venuto fuori il Pisa con i tre attaccanti giovani e veloci e li hanno messi in difficoltà. Cottafava è ancora in una condizione invidiabile per un giocatore della sua età e ha fatto benissimo quest’anno”.

E poi anche il Benevento di bomber Marotta, che lei volle fortemente al Gubbio, stacca il pass per la B dopo un’attesa lunga 87 anni…

“Sono molto contento per Marotta che con noi a Gubbio fece un campionato incredibile, 20 gol, in tutti i modi, molti spettacolari. È stato anche a Cremona ma non ha avuto molta fortuna, ci fossi stato io magari sarebbe andata diversamente”.

Il prossimo anno sarà una Lega Pro di alto livello visto che ritornano tra i grandi Parma, Piacenza, Venezia, Gubbio, Siracusa…

“Per il Gubbio provo un piacere immenso, sono rimasto molto legato a questa squadra, alla città e alla gente e speriamo faccia bene. Il Venezia ha stabilito dei programmi importanti, una società nuova, per fare un campionato da vertice. Anche il Piacenza ha fatto un campionato eccezionale”.

Che ne pensa dell’ottima annata di Apolloni che lei volle personalmente sulla panchina del Gubbio?

“È un ragazzo col quale abbiamo lavorato bene, affettuoso nei comportamenti, ha fatto esperienza ed ora è un allenatore completo. Ha fatto molto bene il Parma a puntare su di lui”.

Questa sua Cremonese invece non riesce ancora ad emergere…

“Abbiamo fatto comunque una bella annata, sbagliando 2-3 partite nell’altra gestione, siamo arrivati a 4 punti dai playoff, li meritavamo. Siamo stati gli unici a perdere con la Pro Patria”.

Che cosa non è andato nella precedente gestione del suo vice inseparabile Fulvio Pea? Sembrava sul punto di allenare in serie A e poi invece si è persa la sua traccia…

“Si era fissato con un tipo di gioco che consolidava molto la difesa e in attacco si giocava con una punta e mezzo, e secondo noi per una squadra che vuole vincere il campionato era troppo poco, per salvarsi può anche bastare ma per vincere no. Devi cercare di vincere tutte le domeniche anche se poi perdi, con i pareggi altrimenti non vai da nessuna parte”.

Ma conoscendolo da tanti anni sapeva che era un difensivista…

“Lui organizza molto bene la fase difensiva giocando a 5 dietro, però io ho vinto 14 campionati e ho sempre vinto quando rischiavo di perdere, è una cosa che molti magari hanno imparato e riescono a fare risultato, ma se vai a giocare per pareggiare, per non perdere le partite, allora diventa impossibile fare il salto di categoria. Infatti il nostro campionato è cambiato con Rossitto in panchina, una media di quasi 2 punti a partita, avremmo fatto più di 60 punti”.

Con lui dall’inizio anche voi allora potevate giocarvi la serie B ai playoff?

“Penso proprio di sì. Perché io suggerivo di giocare con i 3 attaccanti, poi a gennaio abbiamo fatto 2-3 acquisti mirati ma anche prima avevamo buoni giocatori per poter giocare con le 3 punte, rischiando di più. Nelle ultime 10-12 partite non abbiamo praticamente mai pareggiato, o vincevamo o perdevamo, una volta vincevi e una perdevi ma erano sempre più punti rispetto ai pareggi”.

Le promozioni che ricorda con più piacere?

“Belle sono state le due di seguito a Gubbio, dalla C2 alla B, un periodo stupendo per la città, il momento più felice della storia. E poi ho vinto un campionato di C2 con la Carrarese e anche quella fu una vittoria piacevolissima. Solo in questi anni non abbiamo vinto con la Cremonese”.

Leave a Reply