#Esclusiva – Pistocchi sul calcio spagnolo: “Il collettivo chiave dei loro successi. Champions? Favorito l’Atletico”

Pistocchi

Maurizio Pistocchi, noto giornalista di Mediaset Premium, è intervenuto questa mattina durante la trasmissione di Radio Goal 24 Goal Cafè. Ecco le sue parole:

Partiamo dallo scontro per il 2° posto tra Roma e Napoli. Chi vedi favorito?

“Se sapessi queste cose sarei un mago, ma non lo sono. Sono due squadre che stanno bene e nello scontro dell’Olimpico il Napoli aveva fatto un’ottima partita fino all’80’. Hanno entrambe valori importanti ma la Roma ha il vantaggio di poter contare sul talento di Totti che ultimamente è stato inpiegato in maniera saggia da Spalletti quando le partite calano di ritmo e lui sta diventanto determinante. Entrambe le squadre devono vincere le due partite che restano ma credo che quella più difficile ce l’abbia il Napoli a Torino soprattutto perchè gioca contro una squadra che ha una grande organizzazione difensiva, cercando di chiudere tutti gli spazi per poi giocare al contrattacco, che è un atteggiamento che ha dato sempre fastidio al Napoli e il secondo motivo è ovviamente che giocando in trasferta con l’obiettivo di vincere per qualificarsi alla Champions diretta è molto inpegnativo. Secondo me il Napoli non avrà vita facile ma dal punto di vista del gioco stanno meglio rispetto alla Roma”.

Parliamo delle competizioni europee: 3 squadre su 4 in finale tra Europa League e Champions League sono spagnole. Cosa ha il calcio spagnolo di cosi importante rispetto a Serie A e Premier League? E’ solo un fatto di maggior motivazioni?

“Il calcio in Spagna è stato importantissimo sin dagli anni 50′ con il Real Madrid che vinse le prime 5 edizioni della Coppa dei Campioni, grazie ad un calcio spettacolare e individuale. Nel loro gioco emergevano i singoli come Di Stefano, Puskas, Gento piuttosto che il talento del collettivo. Il calcio spagnolo ha vissuto su questi concetti fino agli anni ’90. Negli anni 90′ il Real Madrid, che aveva vinto 2 edizioni della Coppa UEFA massacrando squadre italiane come l’Inter di Bergomi, si trovò di fronte una nuova realtà: il Milan di Arrigo Sacchi e venne travolto. In quel momento il Milan era la squadra più forte ed innovativa. Da quel momento in poi, in Spagna, si cambiò modo di pensare passando dal calcio individuale al calcio collettivo, cominiciando a sviluppare le cantere specialmente il Barcellona con l’arrivo di Crujiff  che ha plasmato un nuovo modello di calcio e di storia calcistica. E’ questo movimento calcistico che ha portato lo sviluppo nel loro gioco e che da noi fa fatica a succedere perchè ancora molte realtà fanno fatica a pensare al calcio come viene inteso in tutto il mondo, ormai da 40 anni a questa parte, ossia totale nel quale vengono rischiesti non giocatori specialisti ma capaci di formare una grande organizzazione di gioco. Basta vedere giocare il Siviglia di Emery, alla sua terza finale consecutiva di Europa League, o il Barcellona di Guardiola e, ad oggi, il Bayern dello stesso Guardiola, per capire quali sono i concetti chiave del calcio spagnolo ossia possesso palla, organizzazione dei giocatori disponibili per giocare un calcio totale”.

Ultima domanda Maurizio: chi vedi favorito nella finale di Champions League tra Real e Atletico Madrid?

“La vera finale di Champions League c’è già stata, cioè Bayern Monaco-Atletico Madrid, che hanno offerto 2 partite di altissimo livello  nelle quali c’è stata una squadra assolutamente protagonista che è il Bayern che ha tirato 53 volte in porta contro le sole 18 conclusioni dell’Atletico ma come succede nel calcio, e spesso anche nella vita, quelli che non meritano spesso vanno avanti. Il passaggio del turno della squadra di Simeone ha riportato alla mente dei nostalgici quello che era il calcio italiano di una volta facendo delle assonanze tra i due. Io credo che oggi l’Atletico sia una squadra che ha una grandissima organizzazione e difendono in 11, con grande ferocia, pur essendo una squadra non bella da vedere con i giocatori che a me personalmente non piacciono come simulazioni, esagerazioni di falli subiti, polemica; diciamo un pò troppo provinciale nell’atteggiamento ma rimane una squadra molto difficile da affrontare. Negli ultimi 5 incontri con il Real hanno vinto 2 volte, ci sono stati 2 pareggi e solo una vittoria per il Real, i numeri dicono che è favorito l’Atletico Madrid, me compreso,  soprattutto per il concetto di collettivo che esprime che il Real non ha”.

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