#UnCalcioAllaStoria – Ranieri nella storia, tra Andrea Doria e Garibaldi

Ranieri

Lunedì sera con il pareggio in extremis del Chelsea sul Tottenham, il Leicester è diventato per la prima volta nella sua storia campione d’Inghilterra. La vittoria ha consacrato l’allenatore italiano Claudio Ranieri, come uno dei più grandi condottieri nella storia del calcio.

“Tutti sanno che, sotto un buon condottiero, non ha grande valore la fortuna, ma sono a prevalere l’intelligenza e la razionalità”, così Tito Livio parla dei grandi capitani che nel corso della storia romana hanno guidato gli eserciti. La definizione dello storico calza a pennello con la descrizione del tecnico romano, nel corso della storia del calcio tanti sono i paragoni possibili, alcuni si possono trovare anche in tempi piuttosto recenti.

Noi però oggi in questa rubrica vogliamo scomodare qualche grande nome che ha fatto la storia del nostro Paese e del nostro continente.

Il primo grande personaggio è Alberico da Barbiano, celebre capitano di ventura e conte di Cunio.

Lo storico Ariodante Ferretti attribuì a lui una genialità salvifica per tutta Italia: “L’Italia osservava con dispetto le orde di avventurieri, aspettava un genio che a quelle milizie mostrasse in che è locata la gloria e dove l’infamia (….) E venne quindi il genio cui sospirava l’Italia: Alberico da Barbiano”.

Il condottiero si schierò per salvare Roma dalle milizie dell’Antipapa, aiutò per un certo punto della sua vita i Visconti e da sempre, fino alla fine della sua vita mostrò una dedizione totale all’arte della guerra.

Ad oggi nella cittadina di Barbiano si organizza un palio per ricordare questo grande personaggio poco citato pur essendo uno dei più grandi condottieri italiani di tutti i tempi.

Spostandoci sul mare, possiamo trovare tanti grandi marinai che hanno condotto grandi campagne militari.

Andrea Doria, a cui fu intitolato anche un transatlantico affondato a causa di uno scontro con un mercantile svedese, è stato un maestoso condottiero del mare, pur cominciando a navigare ad un’età piuttosto avanzata, più di quarant’anni, riuscì a portare varie vittorie alla Repubblica di Genova.

Importanti le sue battaglie contro i corsari barbareschi, intorno al 1519 arrivarono le vittorie più importanti contro la pirateria.

Il marinaio genovese lo possiamo paragonare a Ranieri tranquillamente, tutti e due erano degli assoluti outsider ma in poco tempo, anzi quasi improvvisamente, sono diventati istituzioni delle città che rappresentano.

Chissà se Ranieri in qualche intermezzo tra primo e secondo tempo si è messo a gridare: “Qui o si vince la Premier o si muore”, sicuramente con la vittoria di ieri è diventato anche lui, come Garibaldi un eroe dei due mondi, e come il comandante delle spedizione dei mille ha messo d’accordo tutti, ribaltando dei pronostici che lo davano per morto ancora prima di scendere sul campo.

A noi di Radio Goal 24 e agli appassionati di #UnCalcioAllaStoria piacciono questi personaggi che un secondo prima di sapere se si vive o si muore, vanno via per pranzare con la mamma.

Tolstoj in “Guerra e Pace” scrisse che: “Un condottiero dev’essere un uomo limitato, fermamente convinto che ciò che fa è molto importante”, Ranieri ha vinto non solo contro il calcio degli oligarchi e petrolieri qatarioti, ma ha dato una speranza per quegli uomini che: “in mezzo alla fila degli eserciti gridano Urrà”.

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