#Approfondimento – Milan, storia di un mito decaduto

CALCIO

Tutto il mondo conosce il Milan, la squadra Rossonera di Milano che detiene più trofei a livello internazionale: infatti, oltre a 2 titoli di Serie B, 5 Coppe Italia, 6 Supercoppe italiane e 18 titoli di Serie A, la società di via Aldo Rossi ha vinto ben 2 Coppe Latine, 1 Coppa Mitropa, 1 Coppa del mondo per Club, 3 Coppe intercontinentali, 5 Supercoppe Uefa, 2 Coppe delle Coppe e 7 Champions League.

Guardare questa abbondanza di trofei e collegarli con l’attuale Milan che noi conosciamo ora, potrebbe far rimanere perplessi ma sì, questi titoli li ha vinti la squadra rossonera.

In effetti molti potrebbero rimanere confusi dalle terribili prestazioni che la squadra, allenata ora da Christian Brocchi, ci sta offrendo da un pò di anni a questa parte, quindi difficile pensare che il Milan sia al livello di  squadre come il Barcellona, il Real Madrid, il Bayern Monaco (ecc… ecc…),. Sicuramente ora no, ma prima, durante gli ultimi decenni del XX secolo,  i Diavoli Rossoneri dominavano calcisticamente il mondo intero schiacciando avversari di qualsiasi livello.
Per capire meglio bisogna partire dalla sua storia:

Il Milan viene fondato nell’ 1899 nell’ Hotel Du Nord di Milano da un gruppo di inglesi, frequentatori dell’American Bar, e da un  gruppo di italiani, clienti della Birreria Spaten. La sua nascita viene resa pubblica anche dalla Gazzetta dello Sport  che riportò queste parole:
Finalmente! Dopo tanti tentativi infruttosi, finalmente anche la sportiva Milano avrà una società per il giuoco del football. Lo scopo di questa nuova società sportiva è quello nobilissimo di formare una squadra milanese per concorrere alla Coppa Italiana della prossima primavera. All’uopo, la presidenza ha già fatto pratiche ed ottenuto per gli allenamenti il vasto locale del Trotter. La nuova società avverte che chiunque desideri imparare il football non avrà che recarsi al Trotter nei giorni stabiliti e troverà istruttori e compagni di giuoco“.

Alfred Edwards, già vice-console britannico a Milano e personaggio noto negli ambienti dell’alta società milanese, è il primo presidente eletto del Milan. Inizialmente la società comprende anche una sezione di cricket affidata a Edward Nathan Berra oltre alla sezione di calcio controllata da David AllisonHerbert Kilpin, primo allenatore e primo capitano della squadra, porta con sé una serie di completi di gioco della squadra di cui era, oltremanica, acceso sostenitore. Da allora il Milan vestirà la classica maglia a strisce verticali di colore rosso-nero.

I rossoneri salgono presto alla ribalta delle cronache calcistiche italiane con la conquista del primo titolo nazionale nel1901, interrompendo, così, la serie di vittorie consecutive del Genoa, sconfitto in finale per 3-0. Il club milanese è il secondo in assoluto a fregiarsi del titolo di Campione d’Italia. Samuel Davies è il primo milanista a segnare una rete in campionato (la rete dell’1-0 contro la Mediolanum nel primo turno del torneo).
Nel 1906 ottiene un altro successo nel massimo campionato nazionale: in quell’occasione sorge uno dei primi “casi” del calcio italiano: dopo il Girone Finale Milan e Juventus (campione d’Italia in carica) sono a pari punti, per cui si rende necessaria una gara di finale. Si gioca a Torino sul campo dei bianconeri, in virtù della loro migliore differenza reti: il confronto termina in parità (0-0) dopo i tempi supplementari. A quei tempi, non essendo previsti i calci di rigore, si procedeva alla ripetizione della partita. La Federazione sceglie il campo neutro dell’U.S. Milanese a Milano, e i Bianconeri in segno di protesta rinunciano a giocare. Il Milan può tuttavia sancire la legittimità del suo successo ripetendo l’exploit nel 1907 con Daniele Angeloni in panchina: questa volta i Diavoli prevalgono nel Girone Finale sul Torino e sull’Andrea Doria.
Nel 1908, a seguito di dibattiti interni riguardo alla necessità o meno di tesserare giocatori stranieri, un’ala della dirigenza si separa dalla società Rossonera e il 9 marzo fonda un nuovo club, chiamato Football Club Internazionale, cosciuta oggi come l’Inter. Il primo derby tra queste due squadre lo vince il Milan prevalendo sulla neo squadra per 3 reti a 2 nel 1909.
Oltre ai trofei già citati, il Diavoli vinsero quasi tutte le competizioni (locali e internazionali) a cui parteciparono, anche quelli non riconosciuti dalla FIGC.

In seguito alla prima Guerra Mondiale però, il club, nonostante la costruzione dello stadio San Siro,  l’apparizione nella seconda edizione in Coppa Italia (successivamente interrotta) nel 1926 e nella prima edizione della Serie A nel 1929, visse un lungo periodo senza successi che è durato decenni (1919-1950).

Negli anni ’50 però, ecco che la squadra Rossonera torna alla ribalta: grazie al tridente svedese formato da Gunnar GrenNils LiedholmGunnar Nordhal, (quest’ultimo 5 volte capocannoniere e miglior marcatore del club di tutti i tempi) il Milan vince due Coppe Latine, tre Scudetti e raggiunge per la prima volta la Finale della Coppa dei Campioni, persa 3-2 ai supplementari contro il Real Madrid, vincitore delle prime cinque edizioni della competizione. Grande delusione per il club di Milano che, però, durò poco: dagli anni sessanta in poi, infatti, il Milan cominciò a diventare la prima potenza calcistica del calcio italiano diventando la prima squadra italiana a guadagnarsi una “stellina” nel 1979 (10 coppe italiane vinte) e, sopratutto, nel calcio europeo vincendo le prime coppe internazionali (Coppa delle Coppe e Coppa dei Campioni). La serie di vittorie del Milan cresceva in modo esponenziale nonostante le due retrocessioni in Serie B in seguito allo scandalo del Totonero: il Milan venne retrocesso insieme alla Lazio.

Da considerare doveroso ricordare però quello che venne chiamato come “Il Grande Milan“: con l’insediamento alla presidenza di Silvio Berlusconi, dopo una stagione di transizione, nasce il team soprannominato gli Immortali di Arrigo Sacchi, considerato come il più forte di tutti i tempi. Dopo il già citato tridente svedese, ecco arrivare infatti nel periodo 1987-1991 il trio olandese formato da tre veri fenomeni: Van Basten, GullitRijkaard, nel 1988 occuparono tutti e tre il podio per il Pallone D’oro (vinto da Van Basten). Va assolutamente ricordata la straordinaria capacità, grinta e passione che mettevano in ogni partita; così come il team Rossonero  degli Invincibili allenati da Fabio Capello negli anni 1991-1996: un vero incubo per tutti gli avversari.

Inutile continuare a dire che i tempi sono cambiati, che il calcio era più lento, meno fisico, meno tecnico (ecc.. ecc..) i giocatori che hanno fatto la storia del Milan sono coloro che hanno trascinato sulle loro spalle l’intero calcio italiano portandolo molto lontano, e non si tratta di essere fenomeni o meno. Quello che ci hanno insegnato i giocatori del Grande Milan è la passione per il calcio, il divertimento e la professionalità che si allacciano tra loro. Una lezione che potrebbero apprendere gli attuali giocatori del Milan (o di un’altra squadra) dai Rossoneri del passato è quello di non soffermarsi alle apparenze e ai soldi che guadagnano, se in campo non si dimostra la passione per il calcio allora non solo non sono minimamente degni di indossare quella maglia, ma nemmeno di essere chiamati calciatori.

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