#RoadToEuro2016 – Repubblica d’Irlanda, the Irish boys in green

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Pensate ad un colore che possa definire il calcio. Pensateci attentamente. Il primo colore che ci verrebbe in mente è il verde. Verde come il terreno di gioco, verde come la speranza di veder trionfare la propria compagine in un torneo prestigioso, verde come la Repubblica d’Irlanda. In Irlanda il calcio non è considerato lo sport nazionale, ma le recenti prestazioni della squadra Nazionale, hanno acceso i riflettori sul movimento calcistico, alimentando le speranze di far risultato ai prossimi campionati europei in Francia. Non sarà facile scalfire l’egemonia del Rugby irlandese per gli uomini di Martin O’Neil, ma siamo ceti che daranno il 100% affinché la Nazionale riesca ad ottenere un risultato più che dignitoso.

Robbie Keane, il capitano dei Greens

Robbie Keane, il capitano dei Greens

The Boys in Green, come vengono soprannominati i calciatori dell’Irlanda, debuttano nel 1988 al loro primo torneo internazionale, nonostante la compagine Nazionale sia stata fondata nel Giugno del 1921, questo perché il calcio in Irlanda è vissuto in maniera particolare rispetto agli altri sport. Questa visione del calcio come uno sport quasi di nicchia è principalmente dovuta al fatto che a livello professionistico, i tifosi e i veri appassionati del Football preferiscono seguire i campionati di Scozia e Inghilterra, considerati dei veri e propri campionati professionistici in confronto a quello irlandese. Questo non si può dire però se si guardano le serie inferiori, infatti il calcio diventa uno sport quasi virale e seguitissimo da milioni di tifosi irlandesi quando varchiamo la soglia del dilettantismo dove, a detta di tutti, il calcio assume un valore più umano e sportivo, andando ben oltre alla presunta professionalità del campionato professionistico. La passione viscerale degli irlandesi al puro calcio dilettantistico, forgia dei calciatori che sentono il bisogno di difendere la maglia che indossano, compresa quella della Nazionale per la quale danno il tutto e per tutto, pur di vincere una partita. Nonostante ciò, i ragazzi in verde non sono mai riusciti a vincere un torneo internazionale vantando tra l’altro poche apparizioni sia agli europei che ai mondiali, ottenendo come miglior risultato i quarti di finale nel mondiale “italiano” del 90′. L’Italia ha in comune un uomo o per meglio dire, un allenatore con gli Irlandesi, Giovanni Trapattoni. Il mitico allenatore italiano ha preso le redini della nazionale irlandese nel 2008, riuscendo a far convivere la tattica e la preparazione italiana con furore agonistico dei britannici. Trapattoni con il suo modo di fare chiaro e conciso, ha saputo rapportarsi prima con gli uomini e poi con i calciatori, instaurando così un rapporto sincero che è poi maturato in una lenta ma efficace rivoluzione del calcio irlandese, sfiorando l’impresa nel 2009 di qualificare nuovamente i Greens al Mondiale del 2010, uscendo per “mano” della Francia. Trapattoni però non si scompone e dopo aver visto fallire quell’impresa, riesce comunque a portare l’Irlanda a disputare i campionati europei del 2012, ventiquattro anni dopo l’ultima apparizione. Inutile dire che il tecnico italiano ha lasciato un segno indelebile in Irlanda, segno che prosegue ancora con il nuovo allenatore Martin O’Neil. Attualmente la Republic of Ireland national football team occupa la 31° posizione nel Ranking FIFA, ma tutto potrebbe ridimensionarsi a favore dei Greens dopo l’esperienza europea e l’andamento della Copa America, visto che davanti si ritrova squadre come gli USA, Repubblica Ceca, Polonia, Russia e i cugini Nord Irlandesi. Avendo guadagnato il pass per gli europei solo grazie alla vittoria contro la Bosnia nella doppia sfida valida per gli spareggi di qualificazione, l’Irlanda non ha potuto accedere come testa di serie nei sorteggi, finendo nel girone con Belgio, Italia e Svezia.

Shane Long mentre celebra un gol dell'Irlanda

Shane Long mentre celebra un gol dell’Irlanda

Anche il cammino verso la fase finale degli europei è stato a dir poco travagliato, dovendo battagliare con Germania, Polonia e Scozia per un posto nei primi tre. Come da pronostico, i tedeschi e i polacchi hanno sin da subito occupato le prime due posizioni del girone, lasciando che la Scozia e appunto l’Irlanda, si dessero battaglia per l’ultimo posto disponibile. I Greens sono riusciti a passare per un soffio davanti agli scozzesi, grazie alla divina provvidenza che ha fatto si che la Scozia riuscisse a perdere contro la Georgia. La tenacia e la voglia di ribalta irlandese hanno permesso a O’Neil e la sua rosa, di potersela giocare con chiunque, riuscendo addirittura a strappare un meritato pareggio contro la Polonia, e una straordinaria vittoria contro la Germania che non è riuscita a battere l’Irlanda nemmeno nella gara di andata che terminò con il punteggio di 1-1. L’imprinting di Trapattoni c’è ed è evidente, ma la grossa mano è data dalla forza e la volontà, voluta dall’assistente di O’Neil, l’eterno Roy Keane. Oltre alla buona base tecnica dovuta alle esperienze di Keane e O’Neil, l’Irlanda può contare su dei calciatori di assoluto valore come Claran Clark dell’Aston Villa, Seamus Coleman dell’Everton, John O’Shea ex Manchester United e attualmente al Sunderland, Marc Wilson dello Stoke City, Harry Arter del Bournemouth, Robbie Brady del Norwich, Darron Gibson dell’Everton, James McClean del West Bromwich Albion, James McCarthy dell’Everton, Robbie Keane dei Galaxy, Jon Walters dello Stoke City e Shane Long del Southampton. La base su cui lavorare è solida e ben organizzata, ora sta a loro far vedere all’intera Europa di che pasta sono fatti. Non ci resta che attendere il 13 Giugno 2016 per vederli scendere in campo contro la Svezia del temibile Zlatan Ibrahimovic.

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