#RoadToEuro2016 – Svizzera, il multiculturalismo che funziona

Switzerland's national soccer players pose for a team photo before their 2014 World Cup Group E soccer match against Ecuador at the Brasilia national stadium in Brasilia

Quando si parla di Svizzera viene logico pensare ai soldi, al lusso e al cioccolato. Ma il lato sportivo degli elvetici ha sempre lasciato un alone di mistero, soprattutto la Nazionale di calcio, da sempre squadra imbottita di talenti acerbi che non trovano la via della consacrazione. Pur non avendo un campionato d’Elite, la Svizzera porta avanti da sempre un progetto incentrato sui giovani e non a caso il Basilea, mantiene costantemente un’età media di circa 25/26 anni. Purtroppo però a livello di selezione Nazionale non hanno mai oltrepassato il primo turno alle fasi finale di un europeo, la Svizzera ha avuto poco di che festeggiare, ma analizzando la rosa si possono trovare parecchi giocatori in grado di poter dare man forte alla compagine elvetica. Che sia questo l’anno buono per i crociati?

Xherdan Shaqiri, Granit Xhaka e Valon Behrami mentre celebrano un gol

Xherdan Shaqiri, Granit Xhaka e Valon Behrami mentre celebrano un gol

Per una Nazione come la Svizzera l’integrazione svolge un ruolo fondamentale sia dal punto di vista sociale, essendo meta di approdo per molti rifugiati nel corso degli anni, sia da un punto di vista sportivo perché grazie ai rifugiati la Svizzera ha potuto migliorare qualitativamente la rosa della Nazionale di Calcio. Nonostante questo, lo sviluppo calcistico elvetico non ha mai avuto dei grandi exploit a livello di campionato nazionale, questo dovuto anche al fatto che la Svizzera non possiede delle grandi strutture adatte per giocare a calcio vista la posizione geografica dello stato alpino. Il solo Basilea cerca sempre di dare voce al calcio svizzero in Europa, ma con scarsi risultati. Ma, considerando la difficoltà di crescita di Repubblica Ceca, Grecia e Romania, la Svizzera può conservare saldamente il 12° posto della classifica UEFA che nel 2017 varrà l’accesso diretto alla Champions League, ovviamente solo per il vincitore del campionato Svizzero, mentre per il secondo piazzamento ci saranno gli spareggi e per il vincitore della Coppa Nazionale ci sarà l’accesso all’Europa League. Con ogni probabilità sarà sempre il Basilea a vincere il campionato e sempre grazie alla squadra di Lugano, la Svizzera ha potuto assicurarsi la finale di Europa League di quest’anno che si terrà proprio al St. Jakob-Park di Lugano, lo stadio casalingo della squadra rossoblu. Buttando uno sguardo al Ranking FIFA notiamo che la formazione elvetica occupa la 14° posizione, gettandosi alle spalle Nazionali come Italia, Olanda, Messico, Francia e Russia, confermando il periodo positivo di Petkovic e i suoi. I precedenti dei crociati ai campionati europei sono solo 3, tutti terminati prematuramente al primo turno, facendo fatica a dimostrare il vero potenziale della rosa alpina. Per anni la Svizzera ha infilato una serie di delusioni internazionali che sembravano non avessero fine, poi un giorno arrivò Roy Hodgson cambiando per sempre le sorti della squadra riportandola prima alla fase finale del Modiale del 94′ (non accadeva da 28 anni), poi alla fase finale dell’Europeo del 96′, riportando gli elvetici ad essere protagonisti a livello internazionale.

Vladimir Petkovic a colloquio con il capitano della Svizzera, Gokhan Inler

Vladimir Petkovic a colloquio con il capitano della Svizzera, Gokhan Inler

L’approccio di Hodgson al calcio svizzero ha rinvigorito lo spirito sportivo di un intera nazione che de li in poi ha sempre sostenuto la propria compagine calcistica in ogni torneo o qualificazione internazionale. Questo è un po lo spirito intrapreso nuovamente da Vladimir Petkovic, attuale CT della Svizzera e precedentemente allenatore della Lazio. Petkovic ha sin da subito riportato armonia nello spogliatoio lasciato da Ottmar Hitzfeld, riuscendo a far coesistere i giovani con i veterani della Nazionale. Il cammino verso Francia 2016 però, ha riservato agli elvetici tante sorprese che hanno rischiato di minare l’obbiettivo qualificazione. Pur avendo la sola Inghilterra come avversario di alto valore, la Svizzera ha patito l’inesperienza dei nuovi calciatori convocati da Petkovic, ma alla fine è riuscita a strappare il pass per gli Europei grazie al secondo posto conquistato alle spalle dei britannici che alla prima partita di qualificazione hanno rifilato agli elvetici 2 gol, portando a casa la vittoria. La sconfitta contro l’Inghilterra però passa in secondo piano quando la Svizzera vola a Maribor per giocare contro la Slovenia che miracolosamente vince per 1-0 contro i crociati, scatenando l’ira funesta dei tifosi svizzeri che chiedono subito la testa dell’ex allenatore della Lazio. L’Associazione Svizzera di Fotball però è convinta della propria scelta e prosegue il suo cammino agli europei con Petkovic che di li a poco ripagherà la fiducia concessagli, vincendo le successive due partite di qualificazione per 4-0, rispettivamente contro San Marino e Lituania. La 5° partita poi finisce 3-0 sempre per gli elvetici contro l’Estonia e ora  vedono il traguardo della qualificazione ad un passo dall’essere conquistata. Al giro di boa la Svizzera conquista nuovamente 3 punti contro la Lituania e altrettanti 3 contro la Slovenia, vendicando così la partita di andata che terminò 1-0 per la Nazionale slava. La successiva battuta d’arresto contro l’Inghilterra però non demoralizza la squadra che mette a segno altre 3 importanti vittorie che le concedono la qualificazione in Francia, dove come prima partita affronterà la sorprendente Albania, una sorta di derby per molti dei calciatori Svizzeri che prenderanno parte all’europeo come, Valon Behrami, Pajtim Kasami, Granit Xhaka, Xherdan Shaqiri e Admir Mehmedi. Tutti questi calciatori sono parte integrante della Nazionale Svizzera ma che provengono dai paesi dell’Est Europa come l’Albania a seguito dei conflitti interni dell’ex Jugoslavia. Ecco che l’integrazione ritorna prepotentemente nelle file della Nazionale Svizzera, pronta a conquistare l’Europa in maniera “neutrale”.

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