#Esclusiva – Lucarelli: “Felice della scelta di restare al Parma. Futuro? Giocherò un altro anno qui”

lucarelli

E’ intervenuto questa mattina a GoalCafé il capitano del Parma Alessandro Lucarelli. Ecco le sue parole in esclusiva per RadioGoal24:

Nel momento in cui hai saputo del fallimento del Parma che cosa hai provato?

Fino che a che non c’è stato il verdetto del giudice  ho sperato in una soluzione che potesse salvare la società e di conseguenze anche i dipendenti e  i tifosi, con i quali ho dovuto interagire come referente, visto che i dirigenti se ne erano andati tutti via. Fino alla fine però ci ho sperato. Quando però è arrivato il verdetto mi sono sentito triste e sconfitto, perché è stata una causa per cui ho combattuto tanto, quindi al livello morale è stata una grande delusione, perché i sacrifici di me e dei miei compagni non sono valsi a niente.

I complimenti che ti giungono derivano sopratutto dal fatto che ti sei battuto sempre per la causa, vivendo la situazione a 360° e  prendendoti responsabilità non tue…

“Si, purtroppo l’anno scorso ho fatto praticamente tutto tranne il calciatore. Sono stato in tribunale,  ho avuto colloqui con la FIGC, con L’AICcon i sindacati e con tutte le persone dell’ambiente Parma. Per questo per me è stato un anno davvero sfiancante, però l’ho fatto volentieri perché ho ritenuto che fosse giusto così, che ci fosse una persona che si prendesse la responsabilità  di tutelare i diritti del Parma. E’ ovvio però che dopo tutta questa fatica il non aver ottenuto nulla è stato parecchio frustrante.

Sono state molo belle le iniziative di alcuni organi informativi come Sky, che ha comunque trasmesso in diretta tutte le partite del Parma, oppure i bookmakers, che continuavano a quotare le partite della squadra.  Questo è stato sopratutto grazie a uomini di valore come lei, che hanno sostenuto fino in fondo questa causa…

Si, devo dire però che questo deriva anche da fatto che il Parma abbia un  certo blasone e una storia importante. Poi quando riparti con persone come Scala, Minotti e Apolloni, uomini seri che hanno fatto la storia di questa società, è chiaro che in molti scommettono su di te, visto anche che il Parma ha un seguito importante, anche a livello nazionale. Abbiamo infatti ricevuto tante manifestazioni d’affetto che ci hanno fatto molto inorgoglire di noi stessi.

Adesso passiamo a quello che è successo quest’anno, la stagione in Serie D. Come è stato giocare in una divisione di questo livello? Hai notato qualche comportamento insolit0 nelle facce dei tuoi avversari, che comunque hanno affrontato un giocatore che ha fatto così tanta Serie A?

All’inizio è stato veramente difficile, considerando che la prima giornata siamo andati ad Arzignano dove c’era un terreno che era un campo di patate. Dentro di me ho dubitato di potercela fare perché, nonostante in casa era come se fossi in Serie A, quando invece andavo in trasferta nei primi tempo avevo difficoltà nell’adattarmi. Però ci è voluto poco a mettere la testa a posto e  a pensare solo di fare bene per la maglia. Alla fine le cose sono andata bene, è stata una stagione trionfante. Per quanto riguarda gli avversari, beh, sopratutto quando salivo per i corner vedevo loro che mi guardavano con una faccia un po’ stupita. Per esempio ad Arzignano l’allenatore a fine partita mi ha chiesto la foto: questo per me è importante, perché significa che qualcosa ho dato e lasciato.  Del resto sono sempre stato una persona molto umile e ho messo a disposizione a tutti i miei compagni la mia esperienza.

In futuro sarai ancora capitano del Parma? Quali sono i progetti per la Lega Pro?

Giocherò ancora un altro anno, perché nonostante l’eta, ho ancora voglia di giocare e dimostrare il mio valore, anche dopo i fatti dell’anno scorso. La volontà è quella di vincere anche la Lega Pro, perché una piazza come il Parma non può che far altrimenti, anche se sarà sicuramente più difficile.

Per una persona che ha marcato i più forti attaccanti della Serie A come te è normale essere oggetto di attenzioni dei più giovani che magari cercano, oltre a delle foto, anche dei consigli, no?

Beh si, ho fatto gran parte della mia carriera in Serie A, nei miei primi anni ho marcato giocatori del calibro di Ronaldo e Zidane. Adesso non è più così perché qui vengono solo le seconde o terze scelte delle grandi squadrè. Però ripeto, quello che è stato della mia carriera e della mia esperienza l’ho messo a disposizione dei miei compagni, perché ritengo sia giusto così. In molto si atteggiano per dei risultati raggiunti, ma io credo che, essendo calciatori per sole 2 ore al giorno, mentre nel resto siamo uomini, il rispetto delle persone e dei ragazzi va oltre il fatto di avere quindici anni di Serie A.

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