#Approfondimento – La fine di un mito: l’Aston Villa retrocede in Championship

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Il calcio è un gioco tanto amato quanto spietato e non ha mai fatto sconti a nessuno. Neanche all’Aston Villa che dopo ben 28 anni di militanza in Premier League, dal 1988, è clamorosamente già retrocessa in Championship con 5 giornate d’anticipo.

Per i Villans, uno dei club storici e più importanti di tutta l’Inghilterra, è una vera e propria caduta, anzi è un vero e proprio incubo da cui non ci si può svegliare. 16 punti racimolati in ben 34 partite di campionato sono troppi per sparare di giocare un’altra stagione nella Premier League che, come quest’anno, si è dimostrata assolutamente competitiva, dura ed incerta ma la dirigenza dei Lions non ha saputo ne organizzare ad inizio anno una squadra adatta per competere in tale campionato ne ha saputo aggiustarla con appropriate e mirate modifiche. Infatti, i giocatori discreti come Ayew e Veretout, non mancano ma non si sono visti degli uomini veri, dei calciatori in grado di traghettare lontano dalla tempesta una squadra alla deriva che ha visto avvicendarsi nel corso della stagione ben 4 allenatori differenti, uno meno preparato dell’altro, senza risolvere un bel niente.

I tifosi del Villa Park che hanno potuto vedere il predominio del loro team in patria ed in Europa soprattutto tra gli anni ’70 e ’80, quando c’era ancora un’idea di calcio romantico ricco di storie e aneddoti e non di soldi, vedendo sollevare la Coppa dei Campioni nel lontano 1982 e la Supercoppa Europea nello stesso anno, non meritano di certo una retrocessione indegna di una squadra, anzi un’intera città, retrocedere nella seconda divisione inglese per delle scelte azzardate da parte dei proprietari che non hanno saputo adeguare il team alla nuova visione di calcio che negli ultimi due anni ha mostrato la Premier League.
Una domanda che molti appassionati del football britannico si saranno sicuramente posti è il motivo per cui questa sciagurata sorte sia capitata proprio ai Villans che, tutto sommato negli scorsi campionati si era sempre salvata in maniera dignitosa. A questo spinoso quesito è difficile dare una risposta razionale; molto probabilmente il livello della Premier League, in questa stagione, si è pesantemente elevato, portando squadre come il Leicester, il Watford, West Ham e Stoke City a fare un campionato molto sopra le aspettative, invece, alcuni top club favoriti per la vittoria finale come il Chelsea, il Manchester United e City, il Liverpool e l’Arsenal hanno leggermente abbassato l’intensità dei ritmi di gioco, divenendo sfavoriti per il la vittoria del campionato ma favoriti contro le piccole e medio piccole come ad esempio l’Aston Villa, quindi per una squadra poco attrezzata e povera di giocatori capaci come i Villans o anche il Newcastle ( che anch’esso sta facendo una finaccia) ogni squadra risultava totalmente superiore e quasi impossibile da battere. In pratica un destino segnato fin dall’inizio.
A pregiudicare la stagione dei Lions ci sono messi anche alcuni giocatori che dovrebbero essere d’esempio per tutti e che dovrebbero caricarsi la squadra sulle spalle nel momento del bisogno come Gabriel Agbonlahor che per una notte folle all’insegna di alcol, droghe e sesso, finendo su tutti i giornali di Birmingham e della nazione, ha definitivamente e anticipatamente concluso il rapporto con il club di cui è tifoso sin da bambino e con cui gioca dal lontano 2005, realizzando in totale ben 73 reti in 317 presenze. Insomma, il capitano che abbandona la nave prima che coli a picco. Vergognoso.

Alla fine, tutti i tifosi di questo sport tanto amato chiamato calcio sperano che l’anno di agonia in Championship per i Villans sia solo di passaggio e che la proprietà americana del club rappresentata da Randy Lerner riesca ad architettare un progetto giusto per la squadra e per i suoi formidabili tifosi che nonostante tutto continueranno a cantare a squarcia goal al Villa Park per i propri beniamini. Nonostante tutto questo è il calcio.

 

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