#UnCalcioAllaStoria – Chiedi se sono felici: la depressione nel calcio

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Il 20 marzo è stata la Giornata Internazionale della Felicità, tante sono state le manifestazioni per questa festa voluta dall’ONU. Tante volte pensando alla figura del calciatore, associamo spontaneamente l’idea di un uomo che ha tutto e che di conseguenza è felice: i rapporti del sindacato dei giocatori però parlano chiaro e mostrano una realtà ben diversa da quella presentata nell’immaginario collettivo. Un giocatore su 3 soffre, secondo lo studio che ha analizzato oltre 800 atleti, di depressione: in una partita almeno 2-3 dei giocatori in campo, a livello statistico, potrebbero soffrire di questa  patologia.

Moltissimi presentano disturbi, soprattutto dopo il ritiro, di alcolismo e insonnia; L’AIC (Associazione Italiana Calciatori) sta lavorando molto nello sviluppare progetti che coinvolgano i giocatori anche dopo l’addio ai calcio.

Cosi Biermann, calciatore suicida tedesco parlò dei suoi problemi: “Desideriamo risparmiarci di dover costruire una facciata di bugie per nascondere il nostro reale stato di salute. Impresa peraltro ardua, dato che la durata non preventivabile dei trattamenti psichiatrici, solitamente lunga, difficilmente può essere camuffata dietro a una lesione muscolare o a un intervento chirurgico che giustifichino l’assenza prolungata dai campi di gioco e dalla vita di squadra”. La lista di giocatori è lunga e comprende anche volti notissimi, uno dei giocatori sicuramente più citati quando si parla di calcio e problemi come l’alcolismo è Paul Gascoigne: il centrocampista passò anche dalla Lazio, e ultimamente sembra risprofondato nei suoi problemi, prima di Natale, stando a molti tabloid, le sue condizioni erano preoccupanti.

Anche Buffon, che proprio questa settimana abbiamo largamente celebrato per il suo record, nel 2004 subì un periodo di depressione ha raccontato più volte con queste parole: “Sono caduto in depressione, sono stato in cura da una psicologa; non ero soddisfatto della mia vita e del calcio, cioè del mio lavoro. Mi tremavano le gambe all’improvviso”.

Sicuramente non possono essere ignorate anche storie come quelle di Ronaldo o Adriano, che per una lunga serie di problemi durante il periodo nerazzurro si trovarono dinanzi a problemi di alcolismo e depressione.

Queste vicende ci ricordano, come peraltro fa lo studio, che il binomio calciatore – felicità non è del tutto scontato, il portiere della Nazionale ha offerto, in un’intervista a La Stampa di alcuni anni fa, la risposta migliore per chi parla dei calciatori come quelli che mai potranno permettersi di soffrire per patologie simili: “Capisci, che sono tutti discorsi sciocchi e superficiali. Perché ci possono essere mille motivi: anche se sei ricco e acclamato, poi questa condizione diventa la norma. E come tutti, che hanno lavori diversi, può capitare che venga a mancarti uno stimolo, o che tu non sia soddisfatto della tua vita”.

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