#RoadToEuro2016 – Belgio, l’incredibile ascesa dei Red Devils

FOOTBALL : Belgique vs Serbie - FIFA Eliminatoire CM 2014 - 07/06/2013

Se ripensiamo a dieci anni fa, quando il calcio italiano si apprestava a vivere uno degli anni più intensi, diviso tra scandali e vittorie mondiali, la Nazionale del Belgio si trovava al 55° posto del Ranking FIFA il che la poneva alla stregua di nazionali come Angola, Uzbekistan e Guatemala. Arrivo il momento del Mondiale in Germania, ma i belgi non riuscirono a qualificarsi e dal quel momento scatto qualcosa di impensabile che ha portato la nazionale delle fiandre al primo posto nella classifica mondiale, la prima in assoluto a finire in cima al mondo senza aver mai vinto un titolo europeo o mondiale. In dieci anni si è costruito qualcosa di magico, di unico, tanto da diventare un modello per molte federazioni calcistiche internazionali ben più blasonate dei Belgian Red Devils.

Marc Wilmots, CT della Nazionale Belga

Marc Wilmots, CT della Nazionale Belga

Lo sviluppo calcistico in Belgio è un fenomeno del tutto giovanile, basato appunto sui giovani e sul lavoro con la palla ai piedi. Il primo punto di partenza è stata la collaborazione tra Governo, Federazione, scuole calcio e college, permettendo la crescita del fenomeno calcistico sul vasta scala, andando a selezionare e scremare i migliori talenti a partire dai 14 ai 18 anni. Nel corso del tempo, i ragazzi vengono inseriti nelle Topsport Schools, ovvero dei veri e propri centri federali dove i giovani calciatori vengono seguiti, istruiti e allenati dagli istruttori della federazione belga che, oltre a insegnare calcio, insegnano tutte le materie scolastiche, partendo dalla storia per poi arrivare alla fisica. Durante il pomeriggio i calciatori hanno l’allenamento giornaliero che va ad integrare l’allenamento che i ragazzi fanno con le proprie squadre. Le relazioni tra Governo e federazione, costringe gli istruttori al continuo aggiornamento, sfruttando e studiando le nuove conoscenze calcistiche per poi istruire i giovani talenti del settore giovanile e renderli così pronti alla chiamata europea. Il secondo punto sul quale la Federazione lavora da anni e la geometria del campo e la tecnica collettiva. Gli istruttori federali hanno imparato dai vicini olandesi, francesi e tedeschi, ponendo alla base di tutto il divertimento. L’aspetto caratteriale però, viaggia di pari passo con l’aspetto tecnico, in quanto un calciatore si diverte di più quando riesce ad avere il pieno controllo della palla e a divertirsi in mezzo al campo con la stessa. Ecco che, partendo dai calciatori più piccoli, gli istruttori sviluppano le loro capacità tecniche individuali, sfruttando la coordinazione, l’agilità e la rapidità. Questo a fatto si che il Belgio si riempisse di calciatori molto tecnici che divertendosi in campo fanno divertire anche il pubblico che li supporta. La terza chiave di volta è rappresentata dall’integrazione, utilizzata come risorsa e non vista come un problema. Negli ultimi anni abbiamo assistito all’exploit di calciatori come Kompany, Lukaku, Dembele, Januzaj, Fellaini e di molti altri che hanno si origini belghe ma che provengono da genitori stranieri. Da questo punto di vista l’Italia dovrebbe imparare tanto. Tutto ciò è stato portato avanti per anni da Michel Sablon, ex direttore tecnico del Belgio che ha portato una ventata di novità, dopo degli studi conseguiti in Olanda e Francia. Sablon, riunisce tutti i tecnici federali, portando alla luce il metodo Gag (Global-analytique-global), per un nuovo calcio totale che riunisca la fantasia olandese all’organizzazione francese, vietando le partite 11 contro 11 a tutto campo fino ai 12 anni, partendo da 2 contro 2, poi 5 contro 5 e infine 8 contro 8. Successivamente imposta un unico modulo per tutti, il 4-3-3, in modo tale da esaltare le ali nel gioco palla a terra. Il risultato è la nascita delle scuole federali e il primo posto nel Ranking FIFA.

Witsal, Alderweireld, Benteke, Hazard e Kompany mentre celebrano un gol

Witsal, Alderweireld, Benteke, Hazard e Kompany mentre celebrano un gol

Altro aspetto da non sottovalutare è l’allenatore Mark Wilmots. Cresciuto calcisticamente sotto la guida di Advocaat e Leekens, Wilmots è da considerarsi uno dei migliori allenatori in circolazione a livello internazionale, ma per poter entrare nell’olimpo dei grandi allenatori dovrà inesorabilmente vincere a Francia 2016. Prima politico poi allenatore, il CT dei belgi è riuscito a far coesistere il gruppo francofono con quello fiammingo, creando un gruppo coeso grazie anche al suo spirito combattivo che lo caratterizzava anche nel periodo da calciatore. Wilmots però non è solo il leader emotivo della squadra, ma è anche un abile stratega e tattico che lavora molto sull’intermezzo tra fase difensiva e offensiva, facendo cambiare aspetto alla propria squadra, a seconda dell’avversario da affrontare. Il Belgio riesce a stare in 30 metri di campo con tutti e dieci gli uomini di movimento, muovendosi all’unisono secondo il movimento dettato dagli avversari, riuscendo nell’intendo di chiudere le linee di passaggio, intercettando ogni tentativo di avanzamento. Il pressing non è nel loro DNA, ma nel momento in cui perdono il possesso, il raddoppio di marcatura diventa automatico, riportando, nel migliore dei casi, la palla a loro favore. Oltre alla tattica, Wilmots dimostra di voler improntare ogni partita sul piano fisico, schierando 4 difensori centrali in ogni partita. Il contropiede successivo poi è un arma micidiale che può colpire da qualsiasi parte. Basti pensare ai vari Hazard, De Bruyne, Mertens, Chadli e Dembele, che sono l’incubo di qualsiasi difesa che gli si pari davanti. Nonostante tutti questi calciatori offensivi, i Red Devils sono molto forti anche nelle retrovie, dove troviamo due ottimi portieri come Courtois e Mignolet, i centrali Kompany, Vermaelen, Vertoghen, Alderweireld e i terzini Pocognoli, De Bock e Cavanda. Indubbiamente è la candidata N°1 alla vittoria finale, ma sarà abbastanza pronta per arrivare fino alla fine? Una cosa è certa, quando scendono in campo, il divertimento è assicurato.

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