#UnCalcioAllaStoria – Palestina, una terra tra calcio e dolore

palestina

Nel 1994, grazie alla ratificazione degli accordi di Oslo tra l’OLP (Organizzazione per la Palestina Libera) e Israele, vengono indette le prime elezioni e viene formato il primo parlamento eletto in Palestina. Dal ’94 a oggi il conflitto tra Israele e Palestina ha vissuto varie fasi, e le conseguenze politiche e sociali della guerra sono enormi.

Noi di Un Calcio Alla Storia, ci concentremo però su quelle belle storie, provenienti da questo territorio, che lo sport permette di raccontare.

La nazionale palestinese viene fondata nel 1962 ma sarà riconosciuta dalla FIFA solo nel 1998, dopo l’approvazione degli accordi precedentemente mensionati.

Fino al novembre 2008, questa squadra era costretta a spostarsi per giocare le sue partite casalinghe: molte volte il teatro degli scontri con le altre nazionali è stato il Qatar e gli allenamenti avvenivano spesso in Egitto.

Dal 2008 la nazionale sostiene i suoi match nello stadio Al-Husseini, nella città di Al-Ram. I giocatori simbolo della nazionale sono due: Ramzi Saleh, che ha collezionato oltre 78 presenze dal 2000 come portiere; altro giocatore chiave è Ziyad Al-Kord, fondamentale non solo per il suo record di gol con la maglia palestinese, ma anche perchè è l’unico ad aver giocato in Europa, precisamente in LigueOne con il Valenciennes.

Le soddisfazioni, da quando la nazionale ha una stabilità, sono arrivate e il 30 maggio 2014, grazie ad una vittoria 1-0 contro le Filippine, la squadra palestinese ha vinto il suo primo trofeo: l’ AFC Challenge Cup.

A Gaza le partite ora, quando la Palestina gioca in manifestazioni internazionali, si vedono da maxi-schermi sulla spiaggia.

I tifosi palestinesi, non sempre riescono a raggiungere la squadra, e anche durante le partite del campionato hanno enormi difficoltà per passare tra i vari territori, eppure il calcio da quando fu portato dagli inglesi, sembra essere una passione di tutti.

Per quanto riguarda i club, si giocano due campionati: uno della Striscia di Gaza e l’altro della Cisgiordania; soprattutto per il primo torneo le difficoltà nello svolgere le partite è altissima, molte sono state le edizioni saltate per motivi politici.

Stefano Cusin, tecnico globetrotter italiano, ha allenato per una stagione l’Ahli al-Khalil, proprio lui in un’intervista a “Il Manifesto” ha ricordato a tutti l’essenza del calcio: “La passione va oltre l’aspetto economico”, speriamo che proprio questa faccia incontrare una volta per tutte queste nazioni che da troppo tempo lasciano scorrere sangue in territori in cui ci sarebbe più voglia di calcio e meno di guerra.

Leave a Reply