#PolvereDiStelle – Michael Schumacher

michael schumacher

Nel consueto appuntamento settimanale con la rubrica delle stelle quest’oggi ci occupiamo di una leggenda della Formula 1, il pilota che ha vinto il maggior numero di Mondiali e non solo; stiamo parlando dell’immenso pilota tedesco, Michael Schumacher, che come saprete, da oltre 2 anni è in stato vegetativo, dopo il terribile incidente sugli sci de 29 dicembre 2013, a Maribèl.

Schumacher è nato a Hurth, il 3 gennaio 1969.Fin da subito si trovò proiettato nel mondo dei motori e a 4 anni già girava sui mini kart sul circuito di Kerpen, gestito dal padre. Anno dopo anno, il giovane Michael dimostrava sempre più le sue straordinarie qualità da pilota, vincendo vari campionati nazionali e juniores, attirando l’attenzione dei principali direttori sportivi del mondo.

Fu messo sotto contratto dalla Mercedes, che puntava ad un ritorno da protagonista in F1 dopo il 1955, ma il progetto non si realizzò. Passò così alla Jordan, scuderia gestita dal milionario Eddie Jordan, che ingaggiò Schumi che esordì in F1 nel 1991, nel GP di Spa Francorchamps, in Belgio, uno dei circuiti più belli e difficili del mondiale.

Le sue doti furono subito mostruose tanto che il manager italiano, Flavio Briatore, lo prese per portarlo alla Benetton Renault, dove affiancò il campione del Mondo Nelson Piquet.

Dopo un primo anno tranquillo, al ritiro di Piquet, nel 1992, Schumacher ebbe carta bianca per il mondiale, che nel 1992 andò a Mansell. Schumi però lottò per il secondo posto con Senna. Col mitico pilota brasiliano nacque una rivalità straordinaria, con i due che spesso arrivarono quasi alle mani.

La rivalità proseguì per anni, fino al 1 maggio 1994, quando al Gran Premio di San Marino, sul circuito di Imola, perse la vita Ayrton Senna dopo un terribile incidente. Il mondo della Formula 1 fu sotto schock, anche perchè morì il giorno prima un altro pilota e fu ferito Rubens Barrichello, compagno poi di Schumi in Ferrari negli anni dei record.

Schumacher ottenne il successo dei primi 2 mondiali di Formula 1 alla Benetton, proprio quell’anno, 1994 e il successivo, nel 1995.

Nell’inverno 1995, lo prelevò la Ferrari, scuderia con la quale sarebbe diventato il pilota più vincente della storia della Formula 1. Ma i primi anni sono difficili, sia perchè i rivali per il titolo erano forti, sia perchè l’approccio in rosso non è esaltante. Nei primi anni perse i mondiali con  Hill e Villeneuve, sulla Williams. Nel 1998 sembrava l’anno buono, ma un paio di errori nel finale del campionato Mondiale consegnarono l’iride a Mika Hakkinen, su Mc Laren Mercedes.

Nel 1999, sembrava l’anno buono, ma un incidente ad aprile sul circuito di Silverstone, lo costrinse a saltare metà della stagione e dire addio al Mondiale, che fu rivinto dal finlandese Hakkinen, che a fine stagione si ritirò, magari consapevole del dominio rosso che stava per iniziare.

Infatti, dall’annata 2000, la Ferrari dominò il palcoscenico internazionale per 5 anni di fila. Infatti dal 2000 al 2004, la “rossa di Maranello” fu incontrastabile. Schumacher vinse 5 mondiali di fila, che con i 2 alla Benetton, lo fanno il campione più vincente della F1. Ma non solo, il “kaiser”, in quei 5 anni, stabilì anche il record di vittorie in Gp di Formula 1, il record di giri veloci in gara, il record di podi consecutivi e giri al comando e il record di pole position in qualifiche, il record di doppiette (primo e secondo posto sul traguardo) col compagno di Scuderia, Rubens Barrichello. Un campione assoluto, un dominio che portò la rossa a vincere il mondiale costruttore in tutti gli anni del dominio Schumacher.

Dominio che si interruppe nel 2005, quando un giovane spagnolo,Fernando Alonso, sempre su Renault e lanciato sempre da Briatore, vinse clamorosamente il mondiale, ripetendosi l’anno dopo, con un duello fantastico con Schumacher, giunto al suo ultimo anno di attività Il campione tedesco, infatti lasciò la F1 dopo il Gp del Brasile del 2006, GP che però confermò la sua classe: partendo ultimo, il tedesco riuscì ad arrivare terzo. Alonso sembrava poter ripetere le orme di Schumacher, dopo i primi 2 mondiali in Renault da giovanissimo, ma ad oggi, i mondiali sono gli stessi, anche dopo un’esperienza non troppo esaltante in Ferrari, dove però, nonostante l’inferiorità della vettura, ha saputo lottare contro rivali assoluti.

Ritiratosi dalle corse, Schumacher ebbe per qualche anno un ruolo consulente di pista e collaudatore in Ferrari, fino a quando, clamorosamente nel 2009 fu ingaggiato dalla Mercedes che tornò in Formula 1 dopo oltre 50 anni e mise in pista il pluricampione tedesco più che altro per un’operazione di marketing. Infatti, le due stagioni in “argento”, per Schumi furono deludenti, col tedesco che è riuscito ad ottenere solo 3 podi in oltre 2 anni, anche se va detto, che la Mercedes era in stato di sviluppo. Nel 2012 decise di ritirarsi, quando sulla Formula 1 si era già abbattuto il ciclone di Sebastian Vettel, tedesco che con la Red Bull ha vinto 4 mondiali consecutivi, dal 2010 al 2013 ed è considerato l’ erede ed unico a poter battere i record del grande Schumacher, soprattutto ora che il giovane tedesco è in Ferrari.

Alla fine del 2012 Scumi si ritirò definitivamente dal mondo delle corse, mantenendo però un ruolo importante nella scuderia Mercedes, che intanto si preparava a vivere stagioni vincenti con Hamilton. Il 29 dicembre 203 l’incidente, che ancora lo costringe in uno stato vegetativo e difficilmente riporterà Schumacher alla normalità.

Schumi rimane il pilota più grande della Formula 1, vincitore di ben 7 mondiali, 5 consecutivi in Ferrari (record di mondiali consecutivi), successi, quelli in rosso, che lo hanno fatto amare in maniera assoluta dai tifosi italiani, che lo definiscono un vero e proprio idolo. Il passaggio sul finale di carriera alla Mercedes, ha un pò macchiato quell’amore folle, ma l’affetto e il ricordo indelebile del fuoriclasse della Formula 1 resta tale.

Schumacher sta correndo ora la corsa più difficile, quella della vita, una corsa che non ha nulla a che vedere con tutte quelle che ha vinto nel corso della sua stupenda carriera. Una corsa che corre in compagnia della famiglia e spinto dall’affetto dei suoi fan, che lo hanno amato e sostenuto nel corso della sua leggendaria carriera. E siamo sicuri, che Schumi, riuscirà a vincere anche questa corsa.

“Hals- und Beinbruch Schumi!”

 

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