I 10 colpi peggiori del mercato di gennaio degli ultimi 10 anni

Portugal midfielder Maniche (C) poses wi

Con il mercato di gennaio le compagini in difficoltà cercano di rafforzare l’organico per compiere qualche impresa, la salvezza e il calciomercato come ancora di speranza. Anche le grandi squadre attingono dalla sessione invernale per completare la rosa e puntare ancor con più decisione agli obiettivi prefissati ad inizio stagione. Certe vole però le cose non vanno come dovrebbero, da regalo invernale qualche nuovo acquisto è diventato un pacco di quelli belli e buoni. Ecco i 10 calciatori acquistatati a gennaio che negli ultimi 10 anni ha deluso.

MARCIO AMOROSO. Ben 50 gol in Italia con le maglie di Udinese e Parma, la sensazionale coppia con Jan Koller nel Borussia Dortmund e la Libertadores e Mondiale per Club vinti con il San Paolo. Dopo l’impresa in Brasile, il Milan ha bisogno di un attaccante per sostituire il partente e deludente Bobo Vieri. Galliani pensa subito a questo brasiliano con il gol nel sangue, maglia numero 37 e si mette subito a disposizione di Ancelotti. Saranno sei mesi di panchina, solo quattro presenze e il rigore trasformato all’ultima giornata contro la Roma. L’inizio del definitivo declino.

amoroso

 

FRANCESCO TAVANO. Le due magiche stagioni ad Empoli, 38 reti in due anni tra serie B e massima serie, gli valgono la chiamata del Valencia. L’impatto con la Liga non è dei migliori, non si ambienta e 6 mesi dopo ritorna in Italia. La Roma ha bisogno di un attaccante e ottiene il prestito oneroso di Tavano. Il gol alla Reggina, qualche buona prestazione ma nulla più. A Roma si aspettavano qualcosa di meglio, Tavano torna in Toscana e ricomincia da dove aveva lasciato, il gol.

presentazione Tavano

 

MANICHE. Uno dei calciatori preferiti dallo Special One Mourinho, ha vinto tutto con il suo Porto formando una formidabile coppia di centrocampo con Costinha. Un destro al fulmicotone, reti da incorniciare, è l’esempio del centrocampista moderno. Dopo le esperienze in Spagna ed Inghilterra, Maniche nel gennaio 2008 accetta la corte dell’Inter di Mancini. Si parlava di un grande acquisto, le presenze saranno solo 8 e di lui ricordiamo solamente un bel gol contro la Juventus.

Portugal midfielder Maniche (C) poses wi

JESUS DATOLO.  Un anno da romanzo per questo argentino arrivato a Napoli. Dopo le ottime prestazioni sulla fascia mancina del Boca il club partenopeo decide nel gennaio 2009 di portarlo in Italia. Presentato in pompa magna, Datolo tradisce le attese e soprattutto quei 6,5 milioni spesi per il suo acquisto. Nell’ottobre del 2009 è il grandissimo protagonista della sfida vinta in rimonta con la Juventus, impresa condita con assist e gol. Posa per una rivista gay e De Laurentiis va su tutte le furie, l’argentino avrebbe intaccato negativamente la figura del club e viene subito ceduto in Grecia.

datolo-napoli

 

MANCINI. Con Quaresma doveva formare la fortissima coppia d’esterni, al fianco di Ibrahimovic, della prima Inter di Mourinho. Un fiasco totale, la brutta copia ingiallita del Mancini ammirato a Roma. Galliani fiuta l’affare, sono ancora vivi i ricordi di Pirlo e Seedorf acquistati dall’Inter, e decide di vestire di rossonero il brasiliano. Sarà un fallimento, solamente qualche spezzone di partita e via libera a Giugno per il triste ritorno in nerazzurro.

mancini milan

 

LUCA TONI. La Juventus di Del Neri per cercare di salvare qualcosa di quella stagione fallimentare si affida alla voglia di rivalsa di Luca Toni. Scottante l’esperienza al Genoa, l’offerta irrinunciabile della Juventus e la maglia numero 20 bianconera. Non tutto è andato come ci si aspettava, il bomber gonfia per sole 2 volte la rete in 14 presenze e per la stagione seguente Conte decide di tagliarlo. Sembrava l’ultima stagione a grandi livelli, gli anni di Verona hanno detto il contrario.

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AMAURI. La Fiorentina ha bisogno di un attaccante e per 500 mila euro preleva Amauri dalla Juventus. Sono ancora impresse nella mente le gesta della passata stagione con la maglia del Parma ma l’italo brasiliano non riesce a ripetersi. Segna una rete ma pesantissima, non tanto per la sua Fiorentina ma per la sua vecchia squadra, la Juventus. Regala la vittoria con il Milan che perde il primato proprio a favore dei bianconeri che vanno, di lì a poco, a vincere il primo scudetto di Antonio Conte.

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NICOLAS ANELKA. Il rendimento deludente di Bendtner obbliga la Juventus a tornare sul mercato per reperire un attaccante. Dopo l’avventura in Cina, i bianconeri decidono di tesserare il 33enne Nicolas Anelka. Un curriculum ricchissimo, enorme esperienza internazionale ma questa parentesi italiana da cancellare. Non convince mai Antonio Conte, scende in campo solamente 2 volte senza lasciare traccia.

Anelka-Juventus

 

HELDER POSTIGA. Un fantasma. In Portogallo e Spagna è un attaccante affermato, non è stato mai un bomber ma un giocatore utile alla causa. Arriva infortunato alla Lazio nel gennaio 2014. Può fare il suo esordio solamente a fine marzo ma sarà un flop clamoroso. Scende in campo 5 volte, forse i tifosi biancocelesti lo avranno già rimosso dalla loro mente. Passa inosservato e mestamente torna a svernare in Liga.

Helder-Postiga

 

XHERDAN SHAQIRI. Batte in volata l’ivoriano Doumbia, doveva essere il colpaccio dell’Inter ma fallisce clamorosamente. Chiuso al Bayern da Robben decide di giocarsi le sue carte in nerazzurro accolto da fenomeno al suo arrivo all’aeroporto di Milano. Segna soltanto un gol, su rigore con l’Atalanta e non conquista mai la fiducia di Mancini. In estate viene messo sulla lista dei partenti e approda allo Stoke City.

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