Roma, parla Florenzi: “Romanista fin da piccolo”

Hellas Verona - Roma

Il centrocampista della Roma, Alessandro Florenzi, ha rilasciato una lunga intervista riportata dal sito ufficiale della squadra di James Pallotta, nella quale parla del suo antico amore verso la Roma: “Sono cresciuto nella zona periferica di Roma, in un comune che si chiama Vitinia. I ricordi più vivi sono ovviamente quelli legati ai miei cari… e al pallone: bastava infatti avere una sfera tra i piedi ed io ero felice, semplice. Ho scoperto la Roma quando avevo quattro o cinque anni, quando ho iniziato a vedere le prime partite alla tv con mio padre: lì ho iniziato a capire il calcio, le sue regole e cosa fosse quella squadra che giocava con i colori giallo e rosso. un mio amico quando ero piccolo ha provato a convincermi a tifare per la Lazio. si chiamava Alessandro e veniva a scuola con me alle elementari. Io ero stato ‘instradato’ bene da mio padre, lui però stando a scuola insieme a me tutti i giorni ha tentato di convertirmi. È stato anche bravo nel suo pressing, ma alla fine ho resistito e sono rimasto della Roma. Ho tirato il mio primo calcio a un pallone a un anno e mezzo. Mi sono innamorato del pallone presto, subito dopo aver imparato a camminare. Mi ricordo che, non avendo un giardino, giocavo dentro casa. L’unica persona meno contenta di questa mia passione all’inizio infatti era mia madre, dato che gli ho rotto un po’ di cose nell’appartamento. Quando si giocava con sotto casa o a scuola i nomi dei giocatori famosi erano i soliti, ovviamente Francesco Totti era il più gettonato da tutti nella capitale: conta che quando la Roma vinse lo Scudetto nel 2001 avevo dieci anni… Poi però, a dire il vero, quando sono cresciuto e ho iniziato a giocare nelle squadre di calcio il mio idolo era Cesc Fabregas, un giocatore fantastico per me. Ho iniziato a giocare a come attaccante, come seconda punta o come esterno nel tridente. Quando avevo nove anni sono andato a giocare nella Lodigiani, in quella che al tempo era considerata la terza squadra della capitale, visto che militava nell’allora serie C. Dopo due anni lì mi sono trovato nella situazione di dover scegliere tra Roma e Lazio, che mi volevano entrambe. Io mi sono convinto quando sono andato con mio padre a Trigoria e lì ho incontrato Bruno Conti, il responsabile del settore giovanile del club. Non mi ricordo bene cosa ci dicemmo, ma mi bastò la sua presenza e la sua accoglienza per farmi scegliere i colori giallorossi. Non feci un provino vero e proprio. Mi ricordo di sicuro il primo allenamento. Eravamo all’Eucalipti, un campo vicino a Via Marconi, zona Sud di Roma. Era la stagione 2001/02 ed io iniziai con la categoria Esordienti. Ero sicuramente un po’ emozionato, dato che comunque indossavo per la prima volta la divisa della Roma e c’erano i tecnici del club. Poi, però, una volta iniziato a giocare, passò tutto. Mi ricordo benissimo Roma-Parma, l’ultima di campionato, che vidi da casa. E poi non posso scordare la festa, con la città che era impazzita di gioia. Io con mio padre andammo in giro per Roma il giorno della vittoria e anche la settimana dopo, quando ci fu la festa al Circo Massimo. Indimenticabile“.

Il centrocampista della Roma e della Nazionale classe ’91, ha collezionato, dal 2012, ben 124 presenze con la maglia giallorossa, realizzando anche 18 reti.

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