Herta Berlino, la rinascita della vecchia signora teutonica

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Torino e Berlino. Oltre ad avere in comune la desinenza e una bellezza innata, queste due città hanno in comune un altro aspetto, più formale e se vogliamo dirla tutta, quasi profano. La città di Torino è la sede di due gloriose società sportive chiamate Juventus e Torino che da sempre regalano emozioni ai rispettivi tifosi. Berlino invece, viene ricordata soprattutto per la seconda guerra mondiale e la conseguente divisione in due parti della stessa città e dell’Europa intera, ma da qualche tempo una piccola società di calcio sta risorgendo passo dopo passo e punta decisamente ad affermarsi in Bundesliga. Herta Berlino e Juventus hanno un particolare in comune che le contraddistingue da qualsiasi società di calcio. Entrambe sono riconosciute nei rispettivi paesi come La Vecchia Signora. Questo piccolo particolare, lega le due società e fino ad ora è l’unico elemento comparativo tra le due.

L’Herta però, dal suo ritorno in Bundesliga, sta vivendo la sua miglior stagione. Attualmente si trova terzo in campionato, dietro alle inarrivabili Bayern Monaco e Borussia Dortmund, ma mettendosi alle spalle squadre come Wolfsburg, Borussia M’gladbach e Bayer Leverkusen. E pensare che la scorsa stagione terminò il campionato al 15° cioè all’ultimo posto valido per la salvezza in campionato (La Bundensliga gioca con 18 squadre). Come la vecchia signora nostra, punta decisamente ad una rapida rinascita, altro fattore che lega i bianconeri ai tedeschi. Dopo due anni di purgatorio in Zweite Liga, nel 2013/2014 riescono a risalire in Bundes e a piazzarsi al 11° posto in campionato. Durante lo scorso anno, qualche meccanismo viene a mancare e a Febbraio del 2015 viene esonerato l’allenatore della promozione, Jos Luhukay, per fare spazio ad un ex calciatore proprio dell’Herta e commissario tecnico dell’Ungheria: Pál Dárdai. Il 39enne Ungherese riesce a salvare la squadra e a guadagnarsi la panchina della società di cui è già stato calciatore.

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All’inizio di questa stagione, pochi in Germania avrebbero puntato sulla squadra della capitale come la vera rivelazione del campionato fino a questo punto. L’Organizzazione di gioco del coach Dárdai, punta ad inserire difensori alti, rocciosi e che incutano timore negli attaccanti avversari. Il modulo utilizzato è il 4-2-3-1, in stile europeo che si basa su conquista rapida del pallone e ripartenze fulminee. Se vogliamo dirla tutta l’allenatore ungherese opta per un duo di centrocampo che sia di carattere e che rappresenti una minaccia fisica per chi si avvicini nella loro metà campo. Un po come fa Mancini con l’Inter. Davanti invece, un trio di trequartisti molto abile nel gioco palla a terra, veloce e rapido per poter essere in grado di servire al meglio l’unica punta della formazione. La rosa è composta da 30 calciatori, di cui la metà sono stranieri, ma vanta un forte apporto tecnico dal settore giovanile, in grado di lanciare calciatori come i fratelli Boateng, il bosniaco Salihovic e il centrocampista centrale Dejagah, oltre che a numerosi calciatori presenti nella rosa attuale.

Il portiere titolare è Thomas Kraft che proviene dal settore giovanile del Bayern Monaco, ma attualmente è infortunato, al suo posto si è fatto trovare pronto il 31enne norvegese Rune Jarstein che ha subito 16 reti in 15 partite giocate. Merito di questa buona media va dato in parte alla difesa dell’Herta, un mix tra giovani ed esperti in grado di segnare anche qualche gol da palla inattiva. Ecco che entrano in scena i difensori rocciosi alti e fisici da cui partono le azione della squadra berlinese. Il capitano Lustenberg e lo statunitense Brooks rappresentano il nuovo tipo di centrali difensivi. Molto intelligenti ed in grado di leggere bene lo sviluppo dell’azione avversaria, permettendo l’anticipo e la rapida ripartenza, oltre al fatto che essendo molto abili di testa, rappresentano una minaccia in più sui calci d’angolo. Terzino destro è Mitchel Wiser, ex attaccante esterno proveniente dal Bayern Monaco e riadattato ad un ruolo molto più arretrato, ma che gli permette facili sovrapposizioni a supporto della manovra offensiva. In mediana, Skjelbred rappresenta da sempre una garanzia. Pur avendo solo 28 anni, il centrocampista norvegese è stabilmente in Bundesliga dove con il passare degli anni ha acquisito tanta esperienza. Al suo fianco troveremo Niklas Stark, classe 1995 attualmente indisponibile, ma con un futuro già scritto. Il giovane centrocampista nasce difensore centrale, ma per volere del tecnico Ungherese è stato portato 20 metri più avanti dandogli modo di migliorare con i piedi e per ottenere maggior copertura. Sulla trequarti troviamo Solomon Kalou, Vladimir Darida e Valentin Stocker. Il nigeriano venne considerato il nuovo Drogba, ma le cose per lui non sono andate di certo come il bomber ex Chelsea. In Germania però ha trovato la sua dimensione. Utilizzato spesso da prima punta, il calciatore classe ’85 rende al meglio sulla sinistra, un po il ruolo che ricopriva Eto’o sotto la guida di Mourinho, permettendogli di sfruttare la sua velocità e i suoi inserimenti in area di rigore. Darida invece è quel centrocampista completo in grado di ricoprire più ruoli a centrocampo ma che da alle spalle dell’attaccante, crea la superiorità numerica in proiezione offensiva. Infine lo svizzero ex Basilea è il classico esterno tutto corsa e dribbling che si rivela indispensabile nelle fasi d’attacco. L’unica punta titolare è Ibisevic, nazionale bosniaco molto prolifico sotto porta con movimenti da attaccante puro che penetra in profondità sfruttando gli inserimenti alle spalle dei difensori.

salomonkalou_1hjn26aulxz681x6i3hugzrw7qLa squadra vista così può sembrare una delle solite squadre che rinasce per un anno e che poi finirà agli ultimi posti della classifica durante la fine del campionato. Ma la vecchia signora non è così. Il lavoro e la dedizione al sacrificio, rappresentano un ottima arma a favore dei biancoblu della capitale tedesca. L’umiltà che caratterizza la squadra può seriamente spezzare le gambe a squadre ben più attrezzate di loro e con il cuore e la tenacia messe in campo ogni partita siamo sicuri di vederne delle belle. Ben ritrovata Vecchia Signora Teutonica!

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