#UnCalcioAllaStoria: El Salvador, l’anima di una nazione tra calcio e guerra

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14 dicembre 1948, El Salvador viene scossa da un golpe: il generale Salvador Castaneda Castro fu destituito in favore di Oscar Onorio. Le politiche del nuovo presidente, nonostante l’iniziale spinta democratica che lo aveva sostenuto furono inconcludenti e nel giro di poco tempo si fecero nuovamente dittatoriali, portando ulteriori problemi ad una nazione con gravi piaghe sociali.

Uno dei conflitti più accesi per questo paese si verificò al confine con le Honduras nel 1969 dal 14 al 19 luglio, si svolse la ”prima guerra del football”.

L’evento è stato raccontato nel saggio La prima guerra del football e altre guerre di poveri” da Ryszard Kapuściński. Il giornalista esprime un’opinione ben precisa su questa storia: ”I due governi sono rimasti soddisfatti della guerra, perché per qualche giorno Honduras e Salvador hanno riempito le prime pagine dei giornali di tutto il mondo e suscitato l’interesse dell’opinione pubblica internazionale. I piccoli Stati del Terzo, del Quarto e di tutti gli altri mondi possono sperare di suscitare qualche interesse solo quando decidono di spargere sangue. Strano ma vero”. La vicenda scattò dopo che migliaia di salvadoregni furono espulsi dal governo delle Honduras.

Prende il nome di guerra del football perchè le forti tensioni tra i due popoli, si manifestarono palesemente durante le qualificazioni a ”Messico 1970′‘. Nella partita, decisiva per la qualificazione mondiale, scattarono molteplici proteste da parte degli Honduregni, da sabotaggi al bus al disturbo delle attività dei giocatori. Il caso di Amelia Bolanos, figlia di un generale dell’esercito, scatenò inoltre il caos tra gli abitanti di El Salvador. Alla fine della partita, presa dalla delusione per l’atteggiamento dei tifosi avversari e dalla sconfitta, la giovane si sparò un colpo di pistola nel petto, diventando una martire del paese centroamericano.

Nella partita di ritorno a El Salvador, i giocatori furono scortati dai carri armati e le tifoserie vennero più volte a contatto lasciando una scia di sangue abbastanza copiosa. La guerra totale però fu dichiarata dopo lo spareggio avvenuto allo stadio Azteca in Messico, al termine del quale, dopo la vittoria di El Salvador ai tempi supplementari, i rapporti tra i due paesi si interruppero.

Il conflitto iniziò il 14 luglio e nonostante la sue breve durata, contò circa 6000 vittime. Il 5 agosto le truppe salvadoregne si ritirarono nei loro confini.

Le guerra si dimostrò insensata e non portò a nessun cambio sostanziale nei rispettivi paesi.  Proprio citando lo scrittore polacco, autore del saggio precedentemente richiamato , si può tranquillamente affermare: ”La storia è spesso il risultato di una mancanza di riflessione. È il frutto bastardo della stupidità umana, parto dello smarrimento, dell’idiozia e della pazzia”.

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