Inter, Mancini a 360°: scudetto e mercato

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Dopo la sconfitta arrivato al San Paolo contro il Napoli, in 10 contro 11, l’allenatore dell’Inter Roberto Mancini si toglie la maschera e parla per la prima volta dello scudetto: “Crederci non costa niente e sognare è la cosa più bella che si può fare. L’Inter ha una grande storia e una tradizione che le consente di giocarsela fino in fondo, penso che i nostri giocatori stiano facendo un grande lavoro e non si fermeranno. E poi non avremo le coppe europee: a marzo questo potrebbe essere un vantaggio. Detto questo, il nostro obiettivo è qualificarci per la prossima Champions League, meglio con il secondo posto che con il terzo almeno evitiamo i play off. Ma è difficile firmare per il secondo posto per uno sportivo”.

Le pretendendenti sono tante e ben attrezzate: Napoli, Roma, Fiorentina e Juventus sono più attrezzate di noi perché giocano insieme da tanto tempo. La Juve ha cambiato tre pedine di un certo calibro, ma ha messo dentro 4-5 calciatori importanti, le altre si conoscono da più anni. Il ritorno della Juve non mi stupisce ed i 7 punti di distacco dal Napoli sono recuperabili. La Roma è una squadra forte, ma Roma è… Roma. E questo vale per la Roma e per la Lazio. Un giorno sei in alto, un giorno sei sotto il tavolo. Intendiamoci questa è la più bella città del mondo e ci sono stato benissimo per 7 anni, ma lavorarci per tecnici e giocatori non è semplice”.

Quindi l’allenatore dell’Inter torna a parlare della partita di lunedi e si esprime sul protagonista: “Il dispiacere per il risultato subito dopo la partita è forte, ma poi uno metabolizza.  Il Napoli è stato bravo e Higuain ha fatto la differenza con un goal straordinario dopo un minuto. Higuain in Italia è come Messi nel mondo. In Serie A c’è lui e tutti gli altri… dietro: fa 1-2 goal a partita e può essere decisivo a ogni palla che tocca.

Mancini parla anche di mercato e rivela che Dybala era il primo obbiettivo estivo per la sua Inter: Dybala è bravo e ha un grande futuro perché è tecnico e veloce. E’ stato il nostro primo obiettivo. Icardi è giovane ed è il classico attaccante da area di rigore che fa sempre 20 goal. Ha un tipo di gioco che necessita dell’aiuto della squadra, ma ha margini di miglioramento importanti. Lui e Jovetic hanno bisogno di giocare insieme 6 mesi e non è detto che bastino per trovare un’intesa. Dzeko invece ha bisogno di tempo per capire il calcio italiano. Vedrete che farà 20 reti. Come Mauro. Pirlo e Biglia? Non credo. Potremmo avere bisogno in altri ruoli”. 

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