#InPanchina – Claudio Ranieri

Ranieri

Claudio Ranieri è primo in Premier League con il suo Leicester. A luglio sarebbe sembrata una barzelletta, visti i trascorsi della squadra e del suo allenatore. I Foxes erano reduci da una salvezza miracolosa, ottenuta con un filotto di vittorie inaspettato e imprevedibile nel finale di campionato (7 vittorie e un pareggio nelle ultime otto giornate). L’allenatore romano, poi, veniva da una disastrosa esperienza alla guida della nazionale greca, conclusasi con l’esonero dopo la sconfitta interna rimediata contro le Isole Far Oer. Anche solo la scelta della società di puntare su un allenatore così “esperto” sollevava non pochi dubbi. Nel mondo calcistico 64 anni sono un’eternità, in un ambiente costantemente alla ricerca di volti nuovi da lanciare sul grande palcoscenico (il “guardiolismo”, in tal senso, ha fatto molti danni, ma questa è un’altra storia). Dunque, perchè Claudio Ranieri? E soprattutto, quali sono le ragioni del suo successo?

ranieriIl soprannome, ben poco lusinghiero, affibbiatogli ai tempi del Chelsea è “The Tinkerman“. Parafrasando, indica un allenatore indeciso, che cambia continuamente formazione e giocatori. Il modulo di base della sua carriera è sempre stato il 4-4-2. ma effettivamente il tecnico italiano non è mai riuscito a dare alle sue squadre un imprinting decisivo del suo modo di fare calcio. Guardando le sue squadre non si riesce mai a dire “Questa è una squadra di Ranieri” come magari si potrebbe fare identificando le tipologie di gioco degli altri allenatori. Forse per questo l’allenatore romano è sempre stato più bravo nelle situazioni di crisi rispetto a quando c’era da “costruire” un’idea di gioco. Tuttavia il ruolo di equilibratore gli riesce veramente bene. Nel 2007 riuscì ad ottenere una insperata salvezza alla guida del Parma. La stagione successiva, alla guida della Juventus neo-promossa in Serie A, ottiene la qualificazione ai preliminari di Champions League, mentre l’anno dopo l’esonero arriva a due giornate dalla fine, con i bianconeri terzi e sicuri dell’accesso alla massima competizione continentale (il fatto che a sostituirlo sia stato Ciro Ferrara fa capire l’impulsività e la poca lungimiranza della scelta).

RanieriRipercorrendo la sua carriera, è evidente come il buon Claudio abbia la dote innata di riuscire a calmare l’ambiente e ricostruire in breve tempo. Agli inizi porta il Cagliari dalla Serie C alla Serie A in sole due stagioni, mantenendo la categoria in quella successiva. Arriva quindi la chiamata del Napoli, ma la sua esperienza alla guida dei partenopei dura solo una stagione, conclusa comunque con un buon quarto posto e annessa qualificazione alla Coppa Uefa. Nel 1993 inizia la sua avventura a Firenze, durata quattro stagioni, in cui ottiene una vittoria del campionato di Serie B ed una Coppa Italia. Questa sarà l’ultima panchina italiana fino al 2007: inizia infatti il suo girovagare sulle pancbine europee (Valencia, Atletico Madrid e Chelsea) ottenendo buoni risultati tra cui la vittoria della Coppa del Re con il Valencia nel 1999 e la semifinale di Champions League con il Chelsea nel 2004. Ma con l’avvento alla guida dei Blues di Roman Abramovic viene sollevato dall’incarico e sostituito da Jose Mourinho. Dopo le esperienze con Parma e Juventus, nel 2009 subentra a Luciano Spalletti sulla panchina della Roma, la sua squadra del cuore. E’ senza dubbio la sua miglior stagione: guida infatti i giallorossi ad una straordinaria rimonta sull’Inter di Mourinho (touchè), completata nell’aprile del 2010. Il destino è però beffardo, e la sconfitta casalinga contro la Sampdoria segna il controsorpasso definitivo dei nerazzurri, che devono però attendere l’ultima giornata per la certezza matematica del titolo. Anche in Coppa Italia la Roma è costretta ad arrendersi in finale contro l’Inter del triplete.

RanieriLa stagione seguente arriva l’esonero, e anche la successiva esperienza sulla panchina dell’Inter non è delle migliori (per usare un eufemismo). Tuttavia il prestigioso Monaco del magnate russo Dmitrij Rybolovlev, lo sceglie per riportare in alto la squadra monegasca, centrando la promozione in Ligue 1 e, successivamente, il secondo posto dietro il Paris Saint Germain. Puntualmente, dopo l’ennesimo secondo posto, Ranieri viene allontanato per un allenatore più giovane e ritenuto più vincente. Il resto è storia recente. La cavalcata in Premier League sta stupendo tutti, trascinata da un Jamie Vardy in stato di grazia. Ma il miracolo è anche merito del “Piccolo Lord” che, nonostante l’età, ha saputo innovare le sue idee tattiche adattandole al calcio inglese. Ad un età in cui i suoi coleghi si fossilizzano e pensano forse già alla “pensione”, Ranieri ha ancora voglia di apprendere: lo dimostra la sua umiltà nell’andare ad osservare gli allenamenti di Schmidt al Bayer Leverkusen (ed in generale l’attenzione verso il movimento calcistico tedesco) per migliorare le transizioni offensive della sua squadra. Le ripartenze del Leicester sono infatti l’arma su cui i Foxes hanno costruito le loro fortune, vista la non impeccabile fase difensiva (una novità per Ranieri). Quanto durerà questo momento di grazia non è dato saperlo, ma la caparbietà dell’allenatore italiano è certamente da lodare.

Ranieri è un anti-divo, che al nervosismo ostentato dai suoi colleghi contrappone una calma ed una serenità molto british. La sua pacatezza è forse stata sempre vista come un segnale di debolezza, in un’epoca in cui i presidenti cercano sempre un sergente di ferro che possa raddrizzare caratterialmente una squadra. Ranieri non ha mai sbraitato in conferenza stampa, non ha mai esibito fantomatiche manette a bordo campo. Il lavoro sul campo ha sempre parlato per lui, nel bene e nel male. I suoi detrattori sostengono che non sia un vincente: suggerirei loro anche di dare un’occhiata alle rose delle squadre che ha allenato. In medio stat virtus. Nel frattempo, lui guarda tutti dalla vetta della Premier, scorgendo in fondo uno dei suoi più grandi nemici, Josè Mourinho. Touchè. Ma anche in questo caso, inutile vantarsene. A parlare sarà sempre e solo il campo.

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