Focus On: Belgio, ecco come è nata la favola

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Questa sera è in programma un’amichevole di lusso tra Belgio e Italia, con gli azzurri che dovranno affrontare quella che, per Euro 2016, è considerata la vera antagonista della Germania campione del mondo.
La nazionale allenata da Wilmots ha nella propria rosa alcuni dei giocatori più forti al mondo, che hanno anche una più che discreta esperienza nei maggiori campionati europei, sopratutto in Premier League: Courtois, Hazard, De Bruyne, Benteke, Lukaku, sono solo alcuni dei grandi giocatori che compongono la rosa belga.
La cosa più sorprendente è che tali giocatori sono tutti molto giovani, nati sopratutto intorno agli anni ’90. Si può dunque dire che il Belgio in questi anni abbia avuto a disposizione  una vera e propria generazione di talenti, che ha portato la propria nazionale a traguardi prestigiosi, come il quarto di finale raggiunto nei mondiali del 2014 in Brasile. Tutto questo però non è frutto del caso, non c’è stata nessuna benedizione divina o rito magico, ma è solo stato il prodotto di un lungo lavoro di ristrutturazione del sistema calcistico che ha portato ad una vera e propria rivoluzione del movimento sportivo belga. Visto che in questo momento il nostro sistema è in grande difficoltà (sia per i club, che per la nazionale) è oppurtuno analizzare casi come il Belgio per trarne esempio, affinché l’Italia possa riproporre quei campioni ammirati in passato. Fidatevi, il materiale c’è.
Nel nostro caso, ma come in tantissimi altri esempi, la rivoluzione calcistica Belga è iniziata da una disfatta, nel 1998, ai mondiali in Francia, dove il Belgio viene eliminato al primo turno. La federazione decide quindi di voltare pagina e affida il ruolo di direttore tecnico a Michel Sablon, che come prima mossa decide di riunire vari tecnici federali del paese per discutere di un’importante novità, ovvero che nelle giovanili  ogni squadra di qualsiasi categoria debba adottare il 4-3-3, modulo che stava cominciando ad essere utilizzato da molte squadre europee (e che oggi è il più usato). Esso ha come caratteristica principale quella di esaltare le doti delle due ali, che hanno il compito di scardinare le difese avversarie,  due intermedi che pressano e mantengono corta la squadra, un mediano che imposta, i terzini bravi in entrambe le fasi e una punta che ha il compito di sfruttare il lavoro degli esterni ma anche in grado di svariare su tutto il fronte offensivo. Ciò aveva come prima conseguenza quella di lavorare sul talento individuale, in particolare sull’abilità dei giocatori di sapere manovrare bene la palla e di riuscire a saltare l’uomo per creare superiorità numerica in zona d’attacco. Questo gran progetto doveva però essere messo in atto: nasce così a Tubise un nuovo centro federale che il compito di formare gli allenatori del futuro, mentre nel frattempo anche le vecchie università cambiano volto grazie anche al lavoro di Werner Hensen, che rivoluziona in Belgio il modo di allenare i giovani: viene innanzitutto abolita la concezione che vede il risultato, anche ai livelli inferiori, come primo obbiettivo, a favore di una vera e propria “palestra” per il talento individuale. Vengono quasi accantonate le classiche partite 11 contro 11, a favore di 2 contro 2, 5 contro 5, 8 contro 8, che permettono come prima cosa di far toccare tantissime volte la palla ai giocatori, enfatizzando doti come il dribbling e il palleggio, senza contare che vengono vietati tackle in scivolata e uno degli obbiettivi a fine partita è quello di avere la maggior percentuale di possesso palla.
Il passo più importante però è la fondazione delle Topsport, accademie calcistiche che propongono stage periodici per i ragazzi più giovani provenienti da squadre di qualsiasi livello, dalle giovanili dell‘Anderlecht alle squadre di periferia, grazie all’assunzione di tantissimi talent scout con il solo scopo di osservare quante più promesse possibili. I club ne sono entusiasti e così nascono, per migliorare ancora di più i giocatori in orari fuori allentamento, altre scuole dove si svolgono sessioni di allenamento per migliorare i fondamentali: Non stupisce infatti vedere una punta di peso come Lukaku tirare tiri molto potenti e veloci, visto che è stato uno dei protagonisti della Purple Talents, scuola istituita dall’Anderlecht.
Tutto ciò è sopratutto possibile grazie ad un sistema che si fonda e si caratterizza su una collaborazione che unisce ogni apparato, tramite confronti e riunioni annuali.
Certamente il percorso per arrivare a questo livello non è breve: il Belgio. a parte la parentesi del mondiale del 2002, non è riuscita a qualificarsi nei campionati del mondo del 2006 e del 2010 e negli europei del 2004, del 2008 e del 2012. E’ stato un percorso lungo e difficile, ma che alla fine ha portato i suoi risultati: basti pensare che un giocatore come Nainggolan, considerato da tempo uno dei migliori centrocampisti in Italia, è entrato in pianta stabile della propria nazionale solo di recente.
Oggi il Belgio è una delle realtà europee più belle, nonostante non riesce a trattenere a lungo i giovani nei propri club causa un campionato che ha veramente poco appeal e risorse, ma che è comunque riuscita con una popolazione di poco più di 10 milioni di abitanti  ad uscire dalla periferia delle piccole nazionali e a diventare una grande potenza, che a Euro 2016 ci farà sicuramente divertire.

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