Ranking FIFA, storia di una classifica poco retrò ma molto attuale

Fifa

In vista delle amichevoli internazionali e degli spareggi Play-Off in vista del Campionato Europeo che si disuterà dal prossimo giugno in Francia, ci ritroviamo un Ranking FIFA “anomalo” dove la capolista Belgio, non ha mai vinto un titolo continentale, quantomeno un titolo Mondiale, ma allora perché i “Belgian Red Devils” sono primi in classifica mentre la Francia, paese ospitante della manifestazione e vincitrice di due titoli europei, di un mondiale e di due Confederations Cup si ritrova al 24esimo posto? Secondo quanto scrive la stessa FIFA sul proprio sito, la classifica delle Nazionali di calcio, si evolverebbe in base ai risultati recenti di ogni squadra, così facendo, i risultati ottenuti da ogni nazionale durante l’ultimo Euro 2012 (qualificazioni/fase finale), hanno un peso del 20%, mentre la Coppa del Mondo FIFA e i risultati di Euro 2016, peserebbero il doppio, il 40%.

Dunque, il Ranking Mondiale FIFA tiene conto degli ultimi risultati ottenuti, ma, a differenza della classifica UEFA, l’organo mondiale tiene conto anche delle amichevoli disputate e dei risultati ottenuti durante queste partite, calcolando il punteggio in base ai risultati conseguiti dalle squadre negli ultimi 4 anni. Questo metodo di calcolo viene utilizzato dal mondiale vinto dagli azzurri di Marcello Lippi nel 2006 a Berlino. Infatti, prima della manifestazione svoltasi in Germania, la FIFA considerava i risultati degli ultimi otto anni, cambiamento che è stato apportato dopo le continue critiche, secondo le quali il Ranking non rispecchiava la situazione attuale delle Nazionali.

La prima classifica comparativa tra le Nazionali di calcio, venne pubblicata dalla stessa FIFA nel 1992, ma in quel periodo, le federazioni calcistiche presero sottogamba l’avvento del Ranking. Solo quando la Coca-Cola sponsorizzò ufficialmente la lista nell’agosto del ’93, la classifica assunse un carattere ufficiale, con un aggiornamento costante e una pubblicazione mensile. Il Punteggio veniva calcolato in maniera molto semplice, 3 punti per una vittoria e 1 punto per ogni pareggio. Nel 99′ la FIFA capì che non tutte le partite avevano lo stesso valore, di conseguenza modificò i parametri per l’assegnazione dei punteggi ed istituì due premi importanti: Team of the Year e il Best Mover of the Year.

L’exploit del Belgio quindi, non è da considerarsi strano o pazzesco, anzi, la nazionale guidata dal tecnico Marc Wilmots gioca forse, il miglior calcio, fatto di pressing, determinazione e velocità e in fatto di campioni, non si può certo dire che la squadra sia a corto. Ma la loro vera forza sta nell’essere costantemente al passo coi tempi, riuscendo ad unire due correnti di calcio “vicine”, per poter creare la base per il futuro che più roseo di così non si poteva sperare. Osservando attentamente, si può notare come nelle fiandre, siano stati abili ad integrare il modello tattico dei vicini olandesi, al modello dei centri federali francesi, collaborando con scuole e club, sono riusciti a produrre giovani talenti di grande prospettiva come De Bruyne, Hazard, Nainggolan e l’ultimo arrivato Tielemans. Insomma, viste le premesse, tutto il mondo calcistico deve stare in guardia dai Belgian Red Devils.

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