Caro Allegri ti scrivo…

Allegri

5 punti in 5 partite. Sarebbe un buon ruolino di marcia, per evitare la retrocessione. Ma alla Juventus gli obiettivi sono ben altri. L’attuale cassifica è impietosa: 10 punti dall’Inter, 3 dalla Roma. 4 dal Milan, 7 dalla Fiorentina. Ma a preoccupare è il gioco espresso dalla squadra bianconera. Il pareggio di ieri sera contro il Frosinone è l’emblema dell’opaco avvio di stagione: una partita dominata (alla fine saranno ben 35 i tiri dei bianconeri) ma tenuta in bilico fino al 93° minuto. E nel calcio certi errori si pagano. Allegri lamenta la mancanza di esperienza dei propri giocatori. L’abbassamento dell’età media è evidente, ma può bastare come alibi per giustificare il pessimo risultato? Lo Juventus Stadium, fortino invalicabile delle passate stagioni, sta diventando stregato per i padroni di casa, con soli due punti raccolti tra le mura amiche. Il tecnico livornese è inevitabilmente sotto processo e il calendario non aiuta: la trasferta di Napoli e l’impegno in Champions League contro il Siviglia incombono. Il peggio sembrava passato, con le vittorie ottenute contro Manchester City e Genoa: la Juventus è invece stata nuovamente risucchiata dalle sue insicurezze. Vediamo, in 5 punti (proprio come quelli raccolti in classifica) le possibili chiavi di lettura della crisi bianconera.

1. Confusione tattica

Allegri contro il Frosinone ha varato la settima formazione diversa in altrettante partite. Dopo le prime due di campionato affrontate con un 3-5-2 prettamente difensivo, il tecnico ha alternato il 4-3-1-2 al 4-3-3, con un ritorno alla difesa a 3 nel secondo tempo di ieri con Cuadrado e Alex Sandro sulle fasce (dunque in proiezione molto più offensiva rispetto alle prime giornate). La squadra ha perso le proprie certezze, le distanze tra i reparti aumentano e proprio il centrocampo, punto di forza delle passate stagioni, sembra annaspare appena gli avversari alzano il pressing sui portatori di palla bianconeri. La confusione tattica deriva dalla confusione sul mercato? La mancanza del trequartista tanto sognato in estate inizia a farsi sentire (Hernanes è sembrato sin da subito un ripiego).

2. Preparazione atletica ed infortuni

Ecco l’elemento che più di tutti ha influenzato l’avvio di stagione bianconero. Una sequenza impressionante di infortuni ha colpito infatti i campioni d’Italia in carica. Si sono infatti fermati: Marchisio, Khedira, Morata, Mandzukic, Lichtsteiner, oltre al desaparecido Asamoah. Oltretutto la forma fisica mostrata non sembra ancora al top, nonostante la stagione stia ormai entrando nel vivo. Quanta colpa attribuire ad Allegri e allo staff?

3. Leadership e carisma

Perdere Vidal, Pirlo e Tevez non è solo una perdita dal punto di vista tecnico. Il “peso” di questi giocatori è evidente soprattutto dal punto di vista caratteriale. Sono leader nati, capaci di risvegliare i compagni dai cali di concentrazione possibili durante una partita. La Juventus versione 2015/2016 va a strappi, contando sulle invenzioni e sulla frenesia dei singoli. Si appoggia sulle spalle di Pogba, con il suo 10 sulle spalle, responsabilizzandolo forse oltre misura. Dybala è chiamato a raccogliere l’eredità di Tevez, a soli 21 anni. Senza considerare che un vero e proprio sostituto di Pirlo non è stato trovato, soprattutto con Marchisio fermo in infermeria. Tuttavia i leader in casa bianconera non mancano: Buffon, Bonucci e Chiellini sono sempre al loro posto.

4. Tenuta difensiva…

La tanto efficace difesa bianconera si è riscoperta improvvisamente fragile e vulnerabile. Sono ben 5 i gol subiti: la porta è rimasta inviolata solo contro il Genoa. E’ evidente che la squadra ha perso le proprie certezze: manca il pressing a tutto campo di Vidal, l’intelligenza tattica di Pirlo nello sporcare le linee di passaggio avversarie (emblematico il gol preso contro il Chievo). Così la miglior difesa italiana delle passate stagioni non trasmette più quella sensazione di solidità mostrata negli ultimi anni: si ha la sensazione che la Juventus possa prender gol in ogni ripartenza degli avversari. Soprattutto su palla inattiva.

5. …e rendimento offensivo

Già, perchè se la difesa non assicura il rendimento degli anni passati, anche l’attacco juventino è in crisi. Sono 5 i gol segnati, nonostante la costante rotazione di tutti gli attaccanti in rosa. Con il passaggio al 4-3-3 Cuadrado è diventato indispensabile, mentre Dybala fatica ad inserirsi, anche a causa dello scarso minutaggio riservatogli. Mandzukic spende molte energie nel pressare gli avversari, ma sottoporta sembra aver smarrito la sua proverbiale freddezza. Morata, nonostante la perla dell’Etihad, sembra intestardirsi in giocate personali. Manca affiatamento, ma gli infortuni impongono di cambiare l’intero reparto partita dopo partita…

I tifosi avversari già ironizzano sul famoso secondo anno di Allegri. Di certo gli elementi per renderlo un annus horribilis non mancano. Come ribadito dalla dirigenza, la Juventus non può permettersi anni di transizione: l’Inter è già in fuga, il tempo per il tecnico livornese stringe…

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