Tevez

L’exploit di martedì scorso della Juventus,ai danni del Real Madrid, fa sognare i tifosi bianconeri sparsi per il globo terrestre. Il punteggio finale di 2-1 a favore della compagine allenata da Allegri non fa dormire sogni sereni per quanto riguarda il risultato in se (facilmente rimontabile dato il gol subito fuori casa) ma per il gioco espresso dalla squadra bianconera.

Nel rettangolo verde non si è sentita per niente la differenza del valore della rosa anzi la partita di martedì ci lascia il dolce sapore delle vittorie importanti in campo europeo e non ci fa sentire inferiori, almeno per una notte, a nessuno. La sensazione è che la Juventus abbia preso consapevolezza dei propri mezzi e, nonostante tecnicamente sia leggermente un passo indietro alle altre squadre impegnate nelle semifinali di Champions League, può giocarsela con chiunque nella partita secca. Ma quali sono i motivi che mi fanno pensare ad un esito positivo della spedizione europea della Juve? Sicuramente la famosa “fame” dei vari Marchisio, Vidal, Pirlo, Bonucci, Chiellini e Buffon potrebbe giocare un ruolo cardine nella marcia che porta alla finale di Berlino del 6 giugno. Tutti i giocatori precedentemente citati hanno stravinto tutto nei confini nazionali ma, a parte il 21, nessuno ha vinto la maggiore competizione europea e questo potrebbe dare quella “garra” in più agli uomini di Allegri. Altro fattore che fa ben sperare per un proseguo di competizione positivo è sicuramente l’Apache Tevez che è tornato decisivo in Europa. Mai così decisivo in Champions con la maglia bianconera. Gli anni precedenti faticava a trovare la via del gol mentre in questa stagione ha già collezionato 7 centri, dietro solo a Messi (10) e Cristiano Ronaldo (9). Ultimo fattore, ma non meno importante è che in Champions non conta essere i più forti, ma i più bravi. Di questa esclamazione devono farne tesoro tutti gli effettivi di Allegri tenendo conto che nella partita secca conta saper sfruttare gli episodi, anche quelli più marginali. Così si può sopperire alle carenze tecniche e magari portare in Italia, dopo 5 anni, il trofeo europeo.

Di fatto è dal 2010 che una squadra italiana non veniva celebrata anche fuori i confini nazionali (l’ultima è stata l’Inter di Mourinho) e questo inorgoglisce tutti i tifosi di calcio. A prescindere dalla fede calcistica. D’altronde vedere Buffon alzare un altro trofeo nel cielo di Berlino ci fa riaffiorare splendidi ricordi legati al calcio. Che sia di buon auspicio.

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