Garcia rassegnati, la Champions è ormai un’utopia

Garcia

Premessa: la passata stagione sono stato ammaliato dal gioco del francese, la Roma tatticamente era la squadra ad esprimersi meglio in campo e psicologicamente era l’unica all’altezza della Juventus di Conte.
La rosa dei giallorossi era stata preparata adeguatamente, la Roma aveva un’ossatura e un’anima. De Sanctis, Maicon, Castan, Benatia, De Rossi, Strootman, Pjanic, Gervinho e l’intramontabile Totti tenevano in piedi questa squadra e Garcia trovò la giusta alchimia. A questi poi vanno aggiunti i vari Florenzi, Destro, Nainggolan che diedero al tecnico la possibilità di variare e di preparare al meglio ogni match.

Roma-AtalantaIn questa stagione invece, complice una serie di circostanze (calciomercato, fortuna e scelte tecniche), la Roma nel tempo ha evidenziato una serie di difficoltà. Da cosa derivano? Beh, questa è una domanda da un milione di euro; non voglio concentrarmi sulla preparazione estiva, la scelta dello staff medico, il calciomercato… bensì sulle colpe del tecnico francese, perché un grande allenatore si vede proprio da questo, dalla capacità di lavorare al meglio nonostante gli errori della propria società. 

La Roma vinse le prime 5 partite del campionato (superando Fiorentina, Empoli, Cagliari, Parma e Verona), arrivando così allo scontro diretto allo Juventus Stadium a punteggio pieno. Tutti sappiamo come andò e tutti sappiamo quali furono le dichiarazione di Garcia al termine della partita: “vinceremo lo scudetto”. Nulla da recriminare, sei ottime prestazioni ed uno show in conferenza stampa, dettato dalla voglia di alzare il morale alla propria squadra. Da qui partirono però una serie di risultati altalenanti, ma ancora conditi comunque da buone prove.
Ma il campionato della vera Roma terminò il 30 novembre 2014, dalla vittoria per 4-2 contro la neo Inter di Mancini. Da quel giorno Garcia raccolse 27 punti sui 54 disponibili, non una media consona ad una squadra che “vincerà lo scudetto”. Il dato più allarmante però è che in queste 18 partite la Roma non ha disputato una prestazione convincente. Le vittorie che sono arrivate non sono mai state figlie di un gioco positivo (Genoa, Udinese, Cagliari, Cesena e Napoli).
Nei 12 pareggi collezionati, invece, la Roma ha alternato prestazioni deludenti a prestazioni a metà, ovvero per 45′ minuti.
L’unica sconfitta, per verità di cronaca, fu quella maturata in casa contro la Sampdoria, che arrivò, ironia della sorte, proprio in una delle poche partite ‘decenti’ della Roma.

Un duello tra Soriano e Nainggolan nel match di andata tra Sampdoria e Roma
Ripeto, non voglio entrare nel merito delle varie scelte sbagliate della società, mi chiedo solamente una cosa: possibile che Garcia in 18 match di campionato non sia riuscito a trovare una soluzione per rivitalizzare la propria squadra? Il tecnico si è ostinato a far giocare i suoi sempre nello stesso modo, fino ad arrivare a disputare partite orribili. Nelle ultime settimane si è vista una squadra spenta e demotivata, non si riescono neanche più a vedere movimenti senza palla da parte dei giocatori.
Insomma, la Roma è spenta sia mentalmente che tatticamente. A chi si può dare colpa di questa situazione? 

Ecco perché credo che sarà pressoché impossibile vedere disputare dai giallorossi la prossima Champions League: la Lazio è dieci gradini superiore ai cugini e raggiungerà semplicemente il secondo posto, mentre il Napoli, nonostante tutti i suoi problemi, continua a dimostrare un’ottima qualità di gioco (e qui l’allenatore è determinante)… ed attenzione anche alla Fiorentina di Montella.

Due mesi fa scrissi che per la Roma la Champions fosse a rischio, oggi ne sono praticamente certo.

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