Il calcio italiano ha bisogno di mettersi al passo con i tempi e, seguendo la scia della Juventus, anche il Milan sta valutando seriamente l’idea di cambiare “casa” e costruire uno stadio di proprietà per massimizzare i profitti e far ritornare i rossoneri ai livelli storici.
L’amministratore delegato, Barbara Berlusconi, ha approfittato dell’incontro con i giornalisti, organizzato come ogni venerdì, per descrivere il progetto e, a domanda precisa, risponde:
“Il lavoro sullo stadio è in costante divenire ed è quasi pronto il plastico. Ci aspettiamo risposte positive dalla burocrazia nei primi mesi del 2015 e contiamo di riuscirlo a realizzare entro il 2020. La scelta dell’area dipende dallo stadio che andremo a costruire, sarà la zona ad adattarsi allo stadio e non viceversa. Non c’è alcun problema di natura economica, dato che ci sono molte aziende e sponsor interessati al progetto e sono pronti ad investire per la sua realizzazione“.
Un passo nostalgico ma necessario, questo, per la società rossonera che abbandonerà “San Siro“, dove ha costruito i suoi più importanti successi, per andare a giocare in un impianto moderno e polifunzionale tentando di colmare il gap, prima economico e poi tecnico, con le big europee e riportare il Milan a livelli più appropriati alla sua storia ultracentenaria.



