Dalla gioia per la vittoria contro il Manchester United all’amarezza per gli attacchi razzisti. Brutta storia, quella vissuta da Yaya Touré nelle ultime ore. Il 31enne centrocampista del Manchester City aveva riattivato il suo account twitter dopo cinque mesi proprio per festeggiare la vittoria. Subito dopo, la pioggia di messaggi razzisti. La faccenda è stata sottoposta subito all’attenzione delle autorità e potrebbe essere aperta un’indagine.
E’ il caso di dire: ”Mal comune, mezzo gaudio?” Il razzismo non è mai stato un problema solo italiano. L’Inghilterra ha conosciuto in passato altri eventi del genere. Differisce la risposta: la Lega italiana ha dovuto attendere un procedimento dall’Uefa per sospendere Tavecchio, a Londra e dintorni un giocatore viene processato dietro sospetto di aver insultato un collega nero in campo (ricordiamo il caso-Terry). Il mondo del calcio combatte da anni il razzismo con campagne di vario tipo, ma forse gli sforzi non sono ancora sufficienti.



