Roma, Schick e Karsdorp il tesoretto per il futuro

Roma, Schick e Karsdorp potrebbero diventare pedine fondamentali del mercato futuro della società giallorossa.

Con l’imminente entrata della nuova proprietà, guidata Da Friedkin e figlio, la Roma si prepara a fare tesoro con i giocatori in esubero, attualmente in prestito: parliamo principalmente di Patrick Shick e Rick Karsdorp, due nomi che in giallorosso non hanno brillato ma che sono tornati utili alle squadre alle quali la società giallorossa ha prestato i giocatori.

Patrick Shick in particolare, fino allo stop della Bundesliga, ha brillato con la maglia del RedBull Liepzig, realizzando 7 reti e 2 assist in sole 15 partite, restituendo al mondo calcistico quella brillantezza vista con la maglia della Sampdoria. Un nodo da sciogliere dunque per la società giallorossa, che sembrerebbe dare come unica soluzione il riscatto da parte dei tedeschi, visto che a Roma si è visto come non ci siano le condizioni tattico-tecnico per far brillare il giovane ceco. Dalla sua cessione a titolo definitivo la Roma guadagnerebbe 29 Milioni di Euro, una cifra non indifferente anche se distante da quella iniziale che la Roma aveva prefissato con la Sampdoria.

Capitolo Karsdorp, il terzino olandese è tornato a casa, al Feyeenord, in prestito secco senza riscatto fissato, ma l’ex giallorosso sta convincendo tutti nei Paesi Bassi, in particolare anche il CT De Boer che ha dichiarato di poter riconsiderare il giocatore in ottica nazionale. Di questo passo il Feyeenord potrebbe tentare di riportare definitivamente in rosa il terzino, La trattativa potrebbe portare nelle casse della Roma una cifra intorno ai 10 Milioni, considerando che il club di Viale Tolstoj ha speso la cifra di 14 Milioni per l’acquisto nel 2017 del calciatore olandese.

Con questo tesoretto la Roma potrebbe lavorare su più fronti, ultimo di questi la stella 17enne dell’Ajax Ryan Gravenberch, come riporta la Gazzetta dello Sport, con una valutazione intorno ai 10-12 Milioni, cifra che potrebbe salire visto l’alto interesse sul giovane talento.

 

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Nel podcast tematico sulla Serie A questa settimana abbiamo parlato dei nuovi acquisti dell’Inter: Young, Moses ed Eriksen, tutti e tre provenienti da squadre di Premier League, dunque un calciomercato simile a quello fatto dal duo Marotta-Ausilio già in estate. L’Inter di Conte ora ha tre nuove frecce nella propria faretra, ma cosa possono dare i nuovi arrivati ai nerazzurri? Corsa, dinamismo, tecnica ed esperienza sicuramente, ma basteranno per arrivare alla vittoria del tricolore?

 




Fienga pianifica la gestione della nuova Roma

Fienga pianifica la gestione della nuova Roma

La Roma in questi anni ha sempre pagato profumatamente i propri giocatori, sia per quanto riguarda i cartellini che per quanto concerne gli stipendi, ma i risultati non sono stati all’altezza: la casella trofei segna ancora lo zero e con le spese fatte dalla Roma sul mercato non è accettabile, per questo l’AD del club Guido Fienga è stato incaricato di pianificare una gestione economicamente più sana per poter investire i soldi del budget in maniera più corretta. Come si legge su Tuttomercatoweb la prima cosa che dovrà fare Fienga sarà quella di abbassare il monte ingaggi, gonfiato a dismisura da calciatori poco o mai utilizzati, per reinvestire quei soldi nelle prossime finestre di mercato. C’è poi da considerare anche il fatto che la Roma potrebbe mancare nuovamente l’ingresso in Champions League e questo non permetterebbe al club capitolino di incassare i bei soldi freschi garantiti quando si accede alla competizione.

In scadenza nel 2021 troviamo una serie di calciatori che nella Roma non sono protagonisti ma guadagnano cifre da capogiro, pertanto a quei giocatori andranno rivisti e ridimensionati i contratti o con tutta probabilità verranno lasciati andare. In questa lista figurano Juan Jesus, Bruno Peres, Antonio Mirante, Federico Fazio, Diego Perotti e Aleksándar Kolarov (che però ha rinnovato recentemente).

C’è poi da affrontare il discorso riguardante Lorenzo Pellegrini: l’entourage del talentuoso centrocampista capitolino vorrebbe alzare l’ingaggio del ragazzo fino a toccare i 3 milioni netti a stagione (più bonus) e la Roma sarebbe anche disposta ad accettare queste richieste, a condizione però che venga eliminata la clausola rescissoria esistente nel contratto di Pellegrini che permetterebbe al ragazzo di liberarsi dalla Roma qualora arrivasse un’offerta per il cartellino di “soli” 30 milioni.

Come riportato da La Gazzetta dello Sport un altro dei compiti di Fienga sarà quello di valutare per bene la posizione dell’attaccante Cengiz Under: il turco ha rinnovato il proprio contratto con la Roma lo scorso anno arrivando a guadagnare 2 milioni netti a stagione, ma le sue prestazioni non stanno affatto convincendo né la dirigenza della Roma né tantomeno il tecnico Fonseca. Cengiz Under dunque potrebbe essere uno dei sacrificati in estate qualora ci fosse bisogno di denaro in entrata per le casse giallorosse, anche se la Roma crede nelle potenzialità del ragazzo che sembra proprio non aver espresso ancora tutto il suo potenziale. Su Cengiz Under si registrano interessamenti da parte di club di Bundesliga e Premier League.

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Nel podcast tematico sulla Serie A questa settimana abbiamo parlato dei nuovi acquisti dell’Inter: Young, Moses ed Eriksen, tutti e tre provenienti da squadre di Premier League, dunque un calciomercato simile a quello fatto dal duo Marotta-Ausilio già in estate. L’Inter di Conte ora ha tre nuove frecce nella propria faretra, ma cosa possono dare i nuovi arrivati ai nerazzurri? Corsa, dinamismo, tecnica ed esperienza sicuramente, ma basteranno per arrivare alla vittoria del tricolore?

 




La Fiorentina guarda in casa Roma: piace Florenzi

La Fiorentina guarda in casa Roma: piace Florenzi

L’avventura di Florenzi al Valencia non sta andando come nei desideri del terzino italiano; il rosso contro il Getafe, lo stop a causa della varicella e l’emergenza coronavirus (il ragazzo è risultato negativo al tampone) hanno impedito al giocatore di dare continuità alla buona prestazione fornita all’esordio contro il Celta Vigo. A giugno, considerando la volontà del Valencia di non riscattarlo, farà ritorno in Italia ma non alla Roma; Florenzi, infatti, non rientra nei piani giallorossi ed è per questo che potrebbe finire alla Fiorentina. Il club viola aveva già provato a portarlo alla corte di Iachini durante l’ultima sessione invernale di mercato senza riuscirci.; le cose potrebbero cambiare a giugno con il giocatore, molto probabilmente, senza squadra. Bisogna risolvere il nodo dell’ingaggio: Florenzi ha un contratto con la Roma fino al 30 giugno 2023 e percepisce 3 milioni di euro a stagione. Il terzino, per realizzare il matrimonio con la Fiorentina, dovrebbe allungare il proprio contratto di un altro anno in modo da spalmare il suo ingaggio.


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Roma: interessa Faraoni dell’Hellas Verona

Roma interessa Faraoni

Nonostante l’emergenza Coronavirus e tutte le incertezze da essa derivanti, il calciomercato diventa già un tema d’attualità. In casa Roma si starebbe pensando a Davide Faraoni, esterno destro titolare dell’Hellas Verona, con cui quest’anno vanta 24 presenze, 3 goal e 2 assist in Serie A. Secondo la Gazzetta dello Sport il giocatore, in scadenza di contratto nel 2022, potrebbe partire per una cifra intorno ai 7-8 milioni. Resta da vedere quanto facilmente il presidente Setti sia disposto a liberarsi di un tassello fondamentale della squadra, vista anche la grande stagione fin qui disputata dai gialloblù. Ci si chiede inoltre come Faraoni, impiegato da Juric come esterno di centrocampo, possa adattarsi allo scacchiere tattico di Fonseca, che chiede un terzino destro. Infine, non va dimenticata la grande abbondanza (quantitativa più che qualitativa) dei giallorossi in questo ruolo.

 


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Roma, Friedkin non molla e osserva da lontano

Roma, Friedkin non molla e si attendono notizie sul fronte dell’imprenditore americano che prima dello stop del campionato aveva pronta la firma sulle carte che gli avrebbero consegnato lo storico club giallorosso.

Una trattativa che non si è fermata definitivamente, certamente rallentata, ma non nelle intenzioni; infatti Dan Friedkin e Ryan Friedkin stanno solo attendendo di avere più chiaro il futuro prossimo del calcio italiano ed europeo, fermo insieme a tutto il mondo per fronteggiare l’unico nemico attuale, il Coronavirus.

Scelta obbligata, visto che l’ingresso in società prevede anche una programmazione lavorativa impossibile da costruire al momento, non essendoci alcuna certezza sulla ripresa della stagione in essere e non conoscendo neanche quali saranno le modalità della prossima.

Sul fronte economico, come riporta il Corriere dello Sport, c’è ancora qualche distanza tra la valutazione di Friedkin e quella di Pallotta, valutazione che vista la situazione potrebbe ancora variare. Probabilmente questo non fermerà la trattativa anche ‘perché la volontà è chiara da parte di entrambi; Pallotta vuole vendere e anche in fretta, Friedkin è deciso nell’intento di investire nella società romana e provare ad esportare il suo modello di marketing alla’americana, ancora più intraprendente di quello esposto dal bostoniano Pallotta, il quale è riuscito solo in parte a cambiare il fatturato ed il prestigio della società giallorossa, migliorandone sì il brand ma non ottenendo risultati dal punto di vista sportivo.


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Gli “altri dipendenti” della Serie A valgono 95 milioni

Gli “altri dipendenti” della Serie A valgono 95 milioni

A libro paga dei presidenti di Serie A non ci sono solamente calciatori ed allenatori, c’è un mondo di lavoratori, “gli altri dipendenti”, che costano circa 95 milioni all’anno. La Serie A, come è stato più volte ribadito, è ormai una delle industrie più floride del nostro paese, che, non considerando i calciatori e gli allenatori, conta circa 1600 dipendenti; far proseguire il campionato sarebbe importante sopratutto per loro, che non godono delle stesse tutele dei calciatori milionari. Gli ultimi dati pubblicati dalle squadre di Serie A per la stagione in corso, e riportati da Calcio e Finanza,  ci dicono che i dipendenti non tesserati sono 1581 ed che il numero di personale cambia di società in società: la Juventus conta 250 dipendenti, Roma, Udinese, Inter e Milan ne hanno più di 100, mentre il Brescia solo 10. Se si butta un occhio sui costi annuali dei non tesserati troviamo Inter, Juventus e Roma in cima alla classifica, i nerazzurri investono ogni anni 18,8 milioni, la Juventus 14,4 e la Roma 13,6.; è’ ovvio che questi dati sono gonfiati dai maxi contratti che percepiscono alcuni dirigenti. Mentre le cifre più basse vengono spese da SPAL (750 mila euro), Lecce (493 mila euro) ed Hellas Verona (533 mila euro)( con il Brescia che non fornisce dati specifici). Gli ” altri dipendenti” della Serie A valgono 95 milioni, mentre lo stipendio medio si aggira sui 55 mila euro; riprendere il campionato significherebbe anche salvare posti di lavoro, non solo tornare a guardare lo sport più bello del mondo.

 


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Dzeko: “Pronto per fare il capitano, ma voglio anche vincere”

Dzeko: “Pronto per fare il capitano, ma voglio anche vincere”

L’attaccante bosniaco della Roma Edin Dzeko ha rilasciato una lunga intervista per “The Athletic”, nella quale racconta i suoi trascorsi in maglia giallorossa, alla vigilia del suo 34esimo compleanno. Dai gol meraviglia contro il Chelsea, il Milan e il Torino fino alla situazione attuale, analizzando anno per anno fino ad arrivare ai giorni nostri. Grandi gioie, tra cui ovviamente il ritorno in casa contro il Barcellona, dove i capitolini hanno ribaltato il 4 a 1 dell’andata con uno storico 3 a 0. Grandi rimpianti, come la semifinale d’andata persa malamente contro il Liverpool nello storico cammino in Champions League del 2018 giocata, a suo dire, non pensando al ritorno e il grande rapporto con Salah e Nainggolan, 2 con cui era davvero facile giocare a calcio. La difficoltà nel creare continuità, dato i molteplici cambiamenti di anno in anno, sono la causa, secondo il bosniaco, dell’assenza di trofei fino ad oggi. Tuttavia, dopo gli addi di Totti prima, di De Rossi e di Florenzi recentemente, Edin Dzeko non teme la fascia di capitano ed è pronto al ruolo di leader, sia per anzianità sia per curriculum, essendo nella rosa uno dei giocatori più vincenti. Pronto ad esser capitano e pronta a vincere un trofeo, ovviamente in giallorosso.


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Smalling e Mkhitaryan: il punto sui prestiti

Smalling e Mkhitaryan: il punto sui prestiti

È tempo di riflessioni in casa Roma: il DS Gianluca Petrachi sta valutando l’acquisto a titolo definitivo di due big come Chris Smalling ed Henrikh Mkhitaryan. Approdati alla Roma in estate, entrambi in prestito negli ultimi giorni di mercato, hanno rapidamente scalato le gerarchie in rosa diventando fondamentali nello scacchiere tattico di Fonseca che ora li vorrebbe a titolo definitivo per averli a disposizione anche nella prossima stagione. Gianluca Petrachi sta cercando di acquistare Chris Smalling a titolo definitivo ormai da mesi: la trattativa con il Manchester United è sempre viva ed aperta, i due club parlano in continuazione ed hanno anche un buon rapporto anche se gli inglesi hanno respinto già diverse offerte da parte del DS dei capitolini per Smalling; il cartellino del difensore viene valutato dallo United circa 20 milioni e la Roma potrebbe anche avvicinarsi a quella cifra fino a pareggiarla, in fin dei conti Smalling è un calciatore forte, integro, esperto ma non vecchio e indispensabile per la difesa della Roma. Qualche dubbio in più invece Petrachi lo nutre su Henrikh Mkhitaryan: intendiamoci, il calciatore è forte e piace molto sia al DS che al tecnico Fonseca, ma la propensione agli infortuni che ha il ragazzo da sempre un po’ spaventa Petrachi che comunque dovrebbe sborsare una cifra importante (viene valutato circa 25 milioni) all’Arsenal per acquistarlo definitivamente; numeri alla mano Mkhitaryan sta giocando poco pur facendo molto bene: appena 13 partite in Serie A ma condite da ben 6 gol e 3 asssit. Considerato lo stop delle competizioni Petrachi ed il club capitolino dovranno valutare bene i danni economici e farsi due conti prima di procedere con rinnovi contrattuali ed eventuali riscatti, ma i dialoghi con i club ed i calciatori restano aperti.

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Siviglia-Roma: ecco come l’Atletico aiuterà i giallorossi

Lo zampino dell’Atletico in Siviglia-Roma

Siamo ormai a pochi giorni dall’importante gara, valida per gli ottavi di finale di Europa League, tra Siviglia e Roma. Senza soffermarci troppo sulla questione “porte chiuse”, che sicuramente terrà banco nei prossimi giorni, concentriamoci un attimo sull’importanza che può avere l’Atletico Madrid sul risultato finale.
Nel week end si è giocata la partita proprio tra i colchoneros e la squadra diretta da Monchi (che a Roma non ha lasciato proprio un buon ricordo ndr) terminata 2-2.
L’amicizia che lega il club di Madrid e quello capitolino è ormai nota. Durante la realizzazione della coreografia dei padroni di casa, ed anche durante tutto l’arco della partita, al centro della curva campeggiava una bandiera. Non una qualsiasi, ma quello raffigurante lo stemma storico giallorosso, con la Lupa e la sigla “ASR”. Un messaggio, un segnale importante e sicuramente una sprone per la partita europea.
Ma come, in maniera pratica oltre che sentimentale, l’Atletico Madrid aiuterà indirettamente la squadra di Fonseca?
Torniamo al match di liga. Una partita scoppiettante terminata 2-2 che ha sicuramente tolto energie fisiche e mentali ad un Siviglia che non sta vivendo un grandissimo periodo di forma. Il vantaggio, la rimonta ed il pari agguantato. Tutto meraviglioso, ma che ripercussioni può avere su una squadra che ha vinto solo due partite nelle ultime cinque di campionato?  Per non parlare del passaggio del turno con il Cluj che non ha lasciato un buon ricordo (accolto da sonori fischi al termine della gara) e la perdita di Fernando in mezzo al campo che può sicuramente influire nei 180 minuti.
La Roma, dal canto suo, non è impegnata in alcuna partita di Serie A in questi giorni e affronterà una squadra che ha dato tutto e che ha poco tempo per rimettersi in carreggiata e preparare la partita.
Giovedì l’appuntamento, pubblico presente o meno, che indirizzerà l’andamento della stagione giallorossa. L’Italia è con voi, la metà di Madrid biancorossa anche, fatevi valere.
Forza le italiane in Europa, forza Roma!


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Florenzi ritorna da esterno alto: la Roma ha sbagliato?

Florenzi ritorna da esterno alto: la Roma ha sbagliato?

Ieri sera il Valencia era ospite dell’Alavés, la gara si è conclusa con il risultato di 1-1. Ci sono stati segnali confortanti da Alessandro Florenzi, l’ex giocatore della Roma ha sfiorato il goal in un’occasione ed ha mostrato una buona forma fisica. Questa è stata probabilmente la prima gara ben giocata da Florenzi, che è stato impiegato esterno nel centrocampo a quattro dell’allenatore Albert Celades. L’ex giallorosso, in teoria, è arrivato in Spagna per sostituire il terzino destro Piccini, indisponibile per infortunio; complice qualche settimana di stop, Florenzi non ha ancora convinto a pieno e l’allenatore ha preferito abbassare Wass sulla linea di difesa piuttosto che schierarci l’esterno italiano. L’obiettivo del laterale romano è quello di conquistare un posto agli Europei cercando di farsi trovare pronto quando Celades avrà bisogno di lui. Un’altra domanda che sorge spontanea è perché  Fonseca in questi mesi non abbia provato ad inserirlo sull’esterno dietro Dzeko, cercando di stimolare la vena offensiva del ragazzo, che tanto si era vista negli anni giallorossi con Spalletti e Garcia. Probabilmente tra Florenzi e l’allenatore portoghese non è mai scattata la scintilla aldilà dei valori in campo, al momento sembra aver avuto ragione Fonseca, che nelle ultime giornate ha visto rifiorire l’attacco grazie sopratutto alle buone prestazioni di Kluivert e Mkhitaryan, mentre il laterale italiano, nonostante questa prestazione, sta faticando ad esprimersi al meglio nella Liga. Vedremo quale sarà il destino di Fonseca per la prossima stagione, certo una sua permanenza potrebbe significare il definitivo addio dell’ormai ex capitano romanista.

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