La dirigenza del Real Madrid propone Correa a Zidane

La dirigenza del Real Madrid propone Correa a Zidane

La testata spagnola Don Balon racconta un suggestivo scenario di calciomercato; la dirigenza del Real Madrid avrebbe infatti proposto al tecnico Zidane il profilo di Correa per rinforzare il reparto offensivo. L’ex calciatore francese non avrebbe però dato il via libera per presentare un’offerta, secondo Zidane il Real ha esigenza di investire in un centrocampista fisico tipo Pogba, ed un profilo come quello dell’attaccante argentino della Lazio ad oggi sarebbe superfluo per la rosa madridista. A dire il vero il Real sta anche cercando un centravanti, ma con caratteristiche profondamente diverse da quelle di Correa; Zidane infatti richiede una prima punta fisica che possa assicurare almeno venti goal a stagione e che possa sostituire Benzema, che ormai inizia ad essere in là con l’età. Per quanto quindi la dirigenza madrilena sia affascinata dall’idea di portare il Tucu a Madrid, ad oggi sembrerebbe impossibile vederlo calcare l’erba del Santiago Bernabeu, saranno contenti i tifosi della Lazio che potranno continuare ad ammirare le giocate del talento argentino. Da quando è arrivato alla Lazio Correa sembrerebbe aver trovato quella continuità che gli era sempre mancata nelle precedenti esperienze, e riuscendo ad abbinarla ai suoi lampi di talento è diventato un punto fermo del tecnico Simone Inzaghi.

 

Per tutte le NEWS del giorno in tempo reale clicca qui – LIVE

 

Ascolta il nostro podcast!

Ascolta l’intervista esclusiva al procuratore sportivo Alessandro Canovi!




Milan, Rangnick pretende totale libertà d’azione per accettare

Milan, Rangnick pretende totale libertà d’azione per accettare

In casa Milan la confusione è doppia, oltre alle problematiche comuni legate alla sospensione o all’eventuale proseguimento del campionato, i rossoneri devono gestire l’ennesima rivoluzione estiva. Da mesi ormai l’amministratore delegato Gazidis sta corteggiando l’ex calciatore tedesco Rangnick, anche se resta ancora incomprensibile con quale ruolo. Direttore sportivo, allenatore, o entrambi? Sta mattina Il Corriere dello Sport riporta le prime parole dello stesso Rangnick riguardo all’interessamento del Milan nei suoi confronti :

“C’è stato un interessamento, ma con il coronavirus ci sono state altre cose da considerare, oltre a pensare se Rangnick fosse l’uomo giusto per loro…Non sono interessato agli aspetti finanziari, per me si tratta di avere una certa influenza, che non c’entra con il potere…”

La dichiarazione chiarisce poco sul ruolo che andrà a ricoprire nel caso venisse arruolato dal Milan, l’unica cosa specificata dall’allenatore tedesco è che per accettare avrebbe bisogno di libertà d’azione, capacità di influenzare e prendere decisioni. Aspettiamo ancora, dato che in casa Milan ci sono numerose faccende irrisolte, su tutte il futuro di Maldini e Zlatan, ancora a Stoccolma nonostante il richiamo della società.  Se dovesse davvero arrivare Rangnick Maldini lascerebbe la società rossonera, dato che già a febbraio aveva espresso dei forti dubbi sul profilo indicato da Gazidis. Poi ci sono Almstadt e Moncada che nell’ultimo periodo sono nelle grazie dell’amministratore delegato, intenzionato ad affidare al primo il ruolo di direttore sportivo ed al secondo quello di capo scout.

 


Per tutte le NEWS del giorno in tempo reale clicca qui – LIVE


Ascolta il nostro podcast!

Ascolta l’intervista esclusiva al procuratore sportivo Alessandro Canovi!




Il Manchester United guarda in Serie A e punta Lozano

Il Manchester United guarda in Serie A e punta Lozano

Il Corriere dello Sport riporta l’indiscrezione riguardante l’interesse del Manchester United per Hirving Lozano. L’ex calciatore del PSV Eindhoven ha vissuto una stagione complicata a Napoli con molte ombre e poche luci; l’esterno messicano è un classe 95 e l’estate scorsa De Laurentiis ha speso quasi 40 milioni per portarlo alla corte di Ancelotti, l’investimento, per ora, non ha ripagato ma il patron del Napoli non lo lascerà partire per una cifra scontata. I Red Devils fiutano l’affare, consci di quanto fruttò l’acquisto del Chicharito Hernandez in termini di marketing, ma come detto poco fa, sarà difficile portarlo via da Napoli. Lozano piace in Premier League, infatti non è solo lo United a seguirlo, ma ci sono anche l’Arsenal, il Tottenham e l’Everton; le squadre britanniche negli ultimi anni non si sono fatte problemi a sborsare cifre molto elevate per acquistare dei giocatori della Serie A, quindi non ci sarebbe da stupirsi se dovesse arrivare un’offerta intorno ai 40 milioni, ed a quel punto il patron azzurro potrebbe decidere di rientrare dell’investimento, considerando anche che da quanto c’è Gattuso alla guida della squadra Lozano ha trovato poco spazio.

 

Per tutte le NEWS del giorno in tempo reale clicca qui – LIVE

 

Ascolta il nostro podcast!

Ascolta l’intervista esclusiva al procuratore sportivo Alessandro Canovi!




Marotta resiste ad un altro assalto del Barcellona per Lautaro

Marotta resiste ad un altro assalto del Barcellona per Lautaro

Ennesimo assalto del Barcellona per Lautaro, ma Marotta e l’Inter tengono duro: per meno di 90 milioni neanche si tratta. Ricordiamo che l’attaccante argentino ha un clausola rescissoria di 111 milioni, e la dirigenza nerazzurra per lasciarlo partire vorrebbe avvicinare l’offerta il più possibile a quella cifra. La Gazzetta dello Sport questa mattina riporta l’ultima offerta presentata dai blaugrana, che si avvicina molto alle richieste interiste: 80 milioni con l’aggiunta di tre calciatori, Junior Firpo, Todibo e Semedo. Marotta però ancora resiste, e come già detto, se sul piatto non ci saranno almeno 90 milioni cash Lautaro resterà all’Inter; la Gazzetta dello Sport spiega anche che questa per il Barcellona è la migliore offerta possibile, e che la dirigenza catalana si impegnerà per altri 10 giorni nel tentativo di portare Lautaro al Camp Nou, ma se non si dovesse chiudere entro metà maggio sonderà altre opportunità. Salgono quindi le possibilità di rivedere l’attaccante argentino con la maglia dell’Inter anche nella prossima stagione; saranno contenti i tifosi nerazzurri, ma in generale tutti gli amanti del nostro campionato.

 

Per tutte le NEWS del giorno in tempo reale clicca qui – LIVE

 

Ascolta il nostro podcast!

Ascolta l’intervista esclusiva al procuratore sportivo Alessandro Canovi!




Inter, cinque calciatori si giocano la conferma in squadra

Inter, cinque calciatori si giocano la conferma in squadra

Quando si parla di Inter nelle ultime settimane si fa generalmente riferimento a Lautaro Martinez, il giovane attaccante argentino è infatti sospeso tra la permanenza a Milano e la possibilità di vivere una nuova esperienza in una grandissima del calcio europeo. Ma, tralasciando Lautaro per un momento, ci sono cinque calciatori, che non sono così sicuri di vestire la maglia nerazzurra la prossima stagione e che dovranno lavorare per ottenere una riconferma. Stiamo parlando di Godìn, Asamoah, Biraghi, Moses e Vecino. Il centrale difensivo ex Atletico Madrid sta prendendo tempo per decidere cosa fare nel futuro prossimo, a 34 anni potrebbe anche optare per un ritorno a casa in Uruguay, anche se non mancano le offerte di squadre importanti come Valencia, Tottenham e Manchester United; Asamoah di anni ne ha 31, ma viene da una delle stagioni più complicate della sua carriera, avendo disputato solo 8 partite in campionato a causa di numerosi infortuni, potrebbe pensare di rilanciarsi in nerazzurro considerando anche il rapporto che lo lega ad Antonio Conte. Biraghi probabilmente tornerà a Firenze, l’Inter non dovrebbe esercitare il riscatto del cartellino, anche perché da gennaio l’out di sinistra è stabilmente occupato da Young. Moses è in prestito dal Chelsea ed a giugno tornerà a Londra, ma l’Inter potrebbe facilmente trattenere il ragazzo, che da febbraio 2021 sarà svincolato, anche i blues quindi sarebbero propensi a trattare la vendita totale del cartellino. Ed infine Vecino, che a gennaio sembrava sicuro di partire, ma invece continua ad essere una pedina utile nello scacchiere di Conte, che difficilmente ci rinuncia, il centrocampista ex fiorentina ha sempre un minutaggio importante indipendentemente dal fatto che parta tra i titolari o no; l’ Inter non ha interesse a liberarsi di Vecino, ma se dovesse arrivare un’offerta intorno ai 25 milioni una sua permanenza non sarebbe così scontata.

 


Per tutte le NEWS del giorno in tempo reale clicca qui – LIVE


Ascolta il nostro podcast!

Ascolta l’intervista esclusiva al procuratore sportivo Alessandro Canovi!




Spagna, le due squadre basche chiedono la finale di coppa a porte aperte

Spagna, le due squadre basche chiedono la finale di coppa a porte aperte

La stagione calcistica 2019-2020 sarà ricordata come la stagione martoriata dal Coronavirus. Quasi tutte le federazioni europee hanno deciso di sospendere la stagione e ci sono serie possibilità che in molti paesi non si riprenderà a giocare. In Spagna la scorsa settimana è stato presentato un protocollo per tornare ad allenarsi proprio oggi, il 4 maggio; il governo lo ha approvato e per il momento è stata concessa la possibilità ai calciatori di tornare nei centri sportivi. Ciò non significa che la Liga sia certa di riprendere, anzi, le prossime settimane saranno un crocevia fondamentale per monitorare l’andamento del virus e quindi poi decidere su quali attività potranno riprendere. Notizia di questa mattina è la richiesta, assurda sotto certi punti di vista, di Real Sociedad e Athletic Bilbao di giocare la finale di Copa del Rey a porte aperte. La sfida è senza dubbio un incontro storico, con due squadre basche finaliste della coppa nazionale, ma una richiesta del genere è al momento inaccettabile, considerando che per la ripartenza di concerti, eventi pubblici, spettacoli teatrali si parla addirittura di gennaio 2021. Le due società hanno richiesto la possibilità di posticipare l’evento se fosse impossibile assicurare la presenza dei tifosi nel giro di poche settimane, rinunciando così (solo l’Athletic che è ottavo, mentre la Real Sociedad è quarta) alla possibilità di ottenere la qualificazione in Europa League, ma allo stesso tempo hanno sollecitato a riconoscere l’ufficialità del trofeo indipendentemente da quando verrà disputata la finale.


Per tutte le NEWS del giorno in tempo reale clicca qui – LIVE


Ascolta il nostro podcast!

Ascolta l’intervista esclusiva al procuratore sportivo Alessandro Canovi!




La Roma è alla ricerca di un esterno offensivo, l’ultimo nome è Boga

La Roma è alla ricerca di un esterno offensivo, l’ultimo nome è Boga

Sappiamo oramai da mesi come la dirigenza romanista stia monitorando il mercato degli attaccanti esterni, specialmente da quando ha dovuto rinunciare a Zaniolo. Ora che la vendita della società ha subito una brusca frenata, Pallotta e Petrachi si stanno muovendo per rinforzare la squadra in vista della prossima stagione. Indipendentemente dal recupero di Zaniolo, alcuni giocatori offensivi non hanno ancora pienamente convinto Fonseca, che ha quindi richiesto un miglioramento sulle corsie offensive. Nelle ultime settimane è circolata con insistenza la suggestione Pedro, esterno in forza al Chelsea, con il contratto in scadenza il prossimo giugno. L’esterno ex Barcellona ancora non ha firmato per nessuna squadra e sta valutando l’offerta migliore, la Roma è quindi in attesa di una risposta e nel frattempo sta sondando altre piste. L’ultima idea riguarda un altro giocatore legato al Chelsea, Boga. L’esterno ivioriano gioca con il Sassuolo, ma i blues hanno un diritto di ricompra fissato a 15 milioni euro, inoltre il numero 7 neroverde è seguito con interesse dal Napoli e dall’Everton.

 

Per tutte le NEWS del giorno in tempo reale clicca qui – LIVE

Ascolta il nostro podcast!

Ascolta l’intervista esclusiva al procuratore sportivo Alessandro Canovi!

 




Tare a 360 gradi sul momento del calcio e della Lazio

Tare a 360 gradi sul momento del calcio e della Lazio

Il direttore sportivo della Lazio nella giornata di ieri è intervenuto ai microfoni di Sky Sport, rispondendo alle numerose domande dei giornalisti; Tare ha così detto la sua su un’eventuale ripresa, sulle accuse che sono state rivolte alla società in questo periodo, sulla crescita dei ragazzi di Inzaghi e del progetto Lazio. Ecco le parole del direttore sportivo biancoceleste:

“Siete preoccupati che si possa terminare qui la stagione?
Non siamo preoccupati, è stata trasmessa male questa idea della Lazio che spinge per la ripresa. Quello che abbiamo ce lo siamo guadagnato, siamo solo un punto dietro alla Juve, ma ci sono ancora 36 punti da conquistare e matematicamente non abbiamo ancora nemmeno la presenza in Europa League. Ho sentito che nelle prossime ore potrebbe uscire un’altra ordinanza del ministro dello Sport che potrebbe bloccare il campionato, ma questo non è nelle loro competenze. Deve decidere la FIFA che ha detto che i campionati vanno chiusi entro la fine dell’anno solare. Siamo disposti a riprendere anche in autunno seguendo il modello del Mondiale in Qatar. Secondo me è importante finire questo campionato perché sarà di grande importanza per gestire quello dopo”.

“Paratici dice che i calciatori sono preoccupati, come si sentono i giocatori della Lazio?
È giusto chiarire delle cose, la Lazio è stata la prima squadra che si è fermata a causa della pandemia e siamo stati i primi a rispettare dall’inizio alla fine tutte le ordinanze. Siamo rimasti tutti fermi e abbiamo rispettato tutte le regole. Mi risulta che altre squadre hanno ancora giocatori fuori dal Paese, non spetta a me giudicare ma un’opinione personale me la posso permettere. Forse siamo parsi un po’ aggressivi perché analizzando cosa comporterebbe lo stop dell’industria abbiamo visto che i danni che subirà il movimento calcistico italiano saranno molto importanti. Parlare di Scudetto a 12 partite dalla fine mi sembra una parola grossa. Per lo Scudetto serve il campionato perfetto dall’inizio alla fine, noi siamo stati perfetti fino allo stop. Non è detto che lo saremo fino alla fine, ma io me lo auguro”.

“Questo campionato può farvi cambiare indirizzo sul mercato?
Io penso che il nostro percorso sia molto difficile, siamo partiti da anni molto difficili e adesso, negli ultimi anni, analizzando il lavoro fatto siamo andati molto vicino sempre alla Champions League. Il lavoro c’è sempre stato, ma non dobbiamo nascondere che le possibilità sono quelle che sono. Noi abbiamo fatto un progetto controcorrente, puntando sui giovani, anche sconosciuti che negli anni sono cresciuti a livello tecnico e fisico. Non è un caso che dopo la Juve siamo la seconda squadra più titolata in Italia negli ultimi anni. Noi non abbiamo osservatori, il nostro lavoro viene fatto attraverso una rete di contatti e questo sicuramente porta al club un bel risparmio”.

“I giocatori si sentono pronti?
Dobbiamo fermarli noi, sono 2-3 settimane che ci telefonano chiedendo notizie, dicendo che vogliono iniziare perché non ce la fanno più. Anche loro hanno festeggiato quando hanno visto l’ordinanza della Regione Lazio perché finalmente si può ricominciare”.

“La crescita della squadra?
Quando ho iniziato questo lavoro ho cercato sempre di analizzare il lavoro degli altri, guardando Milan, Inter, Juventus. Formello si è trasformato diventando un modello per gli altri, chiunque arriva alla Lazio si sente protetto. Servono anni e tante sconfitte da cui si può imparare tanto. La sconfitta di due anni fa all’ultima giornata contro l’Inter, che ci ha tolto la Champions League, è stata molto importante. Da lì abbiamo costruito la squadra di adesso. Per vincere serve la stagione perfetta, io mi auguro che la Lazio possa farlo, ma penso che la rosa attuale della Lazio sia lunga e anche larga. In tante gare sono state fondamentali le seconde linee”.

“Luis Alberto è uno dei giocatori migliori quest’anno per la Lazio e in Serie A.
Quando è arrivato a Roma si è presentato da me in ufficio dicendo che il calcio italiano non era per lui, io gli ho detto che non avevo mai conosciuto un giocatore che dopo quattro giorni avesse capito come funzionava il mondo. Nei primi 6-7 mesi ha faticato più per questioni ambientali che tecniche. Gli mandavo tutti i giorni i video dei suoi allenamenti per fargli capire quanto era forte. Poi Inzaghi è stato bravo ad aiutarlo nel momento difficile che ha passato. Penso sia uno dei giocatori migliori del calcio italiano”.

“La Juventus sembra soffrire contro di voi, come mai?
Non lo so perché, per anni è stata una squadra che ci metteva in difficoltà, partivamo sempre sotto 1-0. Poi negli ultimi anni la ruota è girata, abbiamo vinto la Supercoppa col gol di Murgia e da lì qualcosa è cambiato. I giocatori hanno capito che si può fare. Mi ha fatto molto piacere la vittoria in Supercoppa in Arabia Saudita, soprattutto per come l’hanno approcciata. I ragazzi erano sicuri di vincerla, questo fa capire che dal punto di vista mentale la squadra è al livello della Juve”.

“C’è un episodio che ha fatto cambiare mentalità alla squadra?
La vittoria della Coppa Italia dell’anno scorso. Prima si parlava della Lazio come di una sorpresa che però non aveva ancora fatto il passo decisivo. Abbiamo fatto tanti colloqui con la squadra, dobbiamo essere una squadra che può lottare anche per obiettivi al vertice perché non si possono sentire frasi come “la Lazio ha vinto la Coppa Italia ma è arrivata ottava in campionato”. Abbiamo sempre cercato di proteggere la squadra mettendo obiettivi magari anche un po’ più bassi, ma ora dobbiamo essere chiari e dire per cosa dobbiamo lottare e anche questo ci ha aiutati”.

“Milinkovic-Savic può andare via?
Se i giocatori pensano di aver chiuso un ciclo possono anche andare. Anche il Napoli ha ceduto dei giocatori importanti ed è rimasta comunque competitiva e questo può succedere anche per Milinkovic-Savic. È rimasto cinque anni alla Lazio, ci sono state tante richieste. Le cose vanno valutate sempre al termine della stagione”.

“Preoccupato di riprendere dopo l’interruzione nel miglior momento della Lazio?
Se dovessimo partire domani, vedendo cosa abbiamo vissuto negli ultimi due mesi, penso che siamo la squadra più motivata per vincere questo Scudetto. Sarebbe un grande peccato veder sfumare questo obiettivo, c’è curiosità per vedere come la squadra si presenterà alla ripresa”.

“Il vostro cambio di rotta è arrivato con l’arrivo di Acerbi.
È stata una grande sorpresa, è arrivato quando abbiamo perso De Vrij che è andato all’Inter. Abbiamo conosciuto un calciatore di un altro pianeta, è impossibile non essere un suo fan. È il primo ad arrivare e l’ultimo ad andare via, non c’è una partita nemmeno amichevole dove lui non dia il massimo. È un trascinatore”.

“Immobile?
L’unico problema che avevamo all’inizio è che il suo stipendio era fuori dalla nostra portata, appena si è aperto uno spiraglio con il Siviglia siamo stati bravi a intervenire. Lui ci è venuto incontro accettando di ridursi l’ingaggio pur di venire alla Lazio. È un trascinatore, per noi è stata una grossa fortuna”.

 

Per tutte le NEWS del giorno in tempo reale clicca qui – LIVE

Ascolta il nostro podcast!

Ascolta l’intervista esclusiva al procuratore sportivo Alessandro Canovi!




Fiorentina, 4,5 milioni di ragioni per blindare Chiesa

Fiorentina, 4,5 milioni di ragioni per blindare Chiesa

In casa viola si pensa in grande, Rocco Commisso sembra davvero intenzionato a riportare la Fiorentina in alto. Già durante il mercato invernale il presidente italo-americano è intervenuto con decisione nel rinforzare la formazione, portando a Firenze: Duncan, Kouamè, Cutrone, Amrabat (per giugno) ed Igor. Inoltre ha ribadito con sempre maggior insistenza che Castrovilli e Chiesa non indosseranno un’altra maglia la prossima stagione; proprio riguardo al figlio d’arte La Repubblica riporta un’indiscrezione: Commisso sarebbe pronto a blindarlo offrendo un contratto da 4,5 milioni di euro a stagione. La mossa del presidente può essere soggetta ad una duplice interpretazione: la prima la volontà primaria di mantenere i suoi gioielli; e la seconda, la più importante, l’intento di alzare il monte ingaggi per trattenere  i grandi giocatori a Firenze, mandando così un messaggio chiaro sulla competitività della Fiorentina in sede di mercato. Con queste mosse la viola potrebbe anche essere una meta più gradita per i grandi giocatori; il processo di crescita della viola è appena iniziato, e lo viviamo tutti con la speranza che possa tornare alla ribalta una città magnifica ed una squadra storica del nostro calcio.

 

Per tutte le NEWS del giorno in tempo reale clicca qui – LIVE

Ascolta il nostro podcast!

Ascolta l’intervista esclusiva al procuratore sportivo Alessandro Canovi!




Lazio, l’ultimo nome per l’attacco è Dzyuba

Lazio, l’ultimo nome per l’attacco è Dzyuba

Il calcio sta affrontando come tutti sappiamo una fase di stallo da ormai due mesi, e come è lecito immaginarsi il calciomercato che ci apprestiamo a vivere sarà concentrato su scambi, prestiti e parametri zero. La Lazio del presidente Lotito, quasi certa della partecipazione alla prossima Champions League, è una delle squadre concentrate sul rinforzare la rosa in tutti i reparti. Tra le richieste di mister Simone Inzaghi c’è anche quella di un attaccante di peso, forte fisicamente e nel contrasto aereo, che possa dare delle soluzioni differenti rispetto ai tre centravanti attualmente in organico. L’ultimo nome che riporta la Gazzetta dello Sport è quello di Artem Dzyuba, 31enne, russo, in scadenza di contratto con lo Zenit San Pietroburgo; è altro quasi 2 metri e potrebbe assicurare le qualità giuste per completare il reparto. Dzyuba ha trascorso l’intera carriera in Russia, collezionando numerose presenze in europa con le maglie del Rostov, dello Zenit e dello Spartak Mosca; il fatto che non si sia mai cimentato con un altro campionato genera qualche dubbio su un suo rapido inserimento nel gruppo, motivo per cui la società non ha ancora deciso di affondare il colpo per portarlo a Roma.

 


Per tutte le NEWS del giorno in tempo reale clicca qui – LIVE


Ascolta il nostro podcast!

Ascolta l’intervista esclusiva al procuratore sportivo Alessandro Canovi!