La Ligue 1 si ferma, cosa succede a Juve-Lione?

La Ligue 1 si ferma, cosa succede a Juve-Lione?

Notizia di giornata che la Ligue 1 ha deciso di fermare ufficialmente la stagione. Mentre Inghilterra e Germania galoppano verso la ripresa, Francia ed Olanda sono le due nazioni che hanno ufficializzato lo stop dell’annata 2019-2020. Le squadre francesi si ritroveranno nella prossima stagione, pianificheranno i ritiri estivi per arrivare pronte agli impegni di settembre. A questo punto sorge spontanea una domanda cosa accadrà a Lione-Juventus? La Uefa aveva manifestato l’intenzione di far giocare le competizioni europee in agosto, scenario quantomeno da rivalutare, considerando la decisione del governo francese di interrompere la Ligue 1. In quel periodo infatti il Lione potrebbe essere in pieno ritiro estivo per preparasi alla prima di campionato, solitamente fissata per metà agosto; il problema potrebbe anche protrarsi fino ai primi di settembre se la squadra di Garcia dovesse eliminare la Juventus. Tra le varie opzioni vi potrebbe essere anche un’automatica eliminazione dei francesi con i bianconeri che si qualificherebbero per i quarti di finale, ma prima di fare voli pindarici è opportuno aspettare delle comunicazioni dalla Federazione francese e dalla Uefa.

 

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Trigoria pronta, ma il Governo posticipa la ripresa degli allenamenti

Trigoria pronta, ma il Governo posticipa la ripresa degli allenamenti

Nella politica, così come nel nostro calcio, da sempre c’è poca chiarezza, ed anche questa volta si è persa occasione per esser chiari con la popolazione. Si era parlato di Fase 2, con conseguente ripresa degli allenamenti il 4 maggio nei vari centri tecnici rigorosamente da sanificare, nei quali poi far trascorrere alla squadra una sorta di ritiro per isolarli dai possibili contagi dell’ambiente esterno. Tutto da rifare. Il Governo, nella figura del Premier Giuseppe Conte, ha emanato un decreto che prevede la ripresa degli allenamenti il 18 maggio, data comunque troppo ravvicinata all’eventuale ripresa del campionato ipotizzata per giugno.

Come riportato da Il Messaggero, in vista della ripresa prevista inizialmente per il 4 maggio, la società Roma aveva predisposto la sanificazione di Trigoria in questi giorni, processo che avrebbe avuto 2-3 giorni di durata, ma che all’improvviso è stato cancellato e posticipato a ridosso della ripresa degli allenamenti per via del decreto che ha cambiato i piani della società. Sia i dirigenti che l’allenatore della Roma sono rimasti spiazzati da questa decisione ed insieme alle altre società stanno sperando che il Governo torni sui suoi passi e permetta la riapertura dei centri d’allenamento quanto prima, visto che nel decreto emanato non solo c’è stata la posticipazione degli allenamenti a due settimane più tardi del previsto ma è stato anche impedito alle società di portare l’intera squadra ad allenarsi al proprio centro sportivo.

Da Trigoria fanno sapere che al centro sportivo Fulvio Bernardini ci sono ben sei campi e spazio in abbondanza per non concentrare tutti i giocatori e lo staff nella stessa zona, e trattandosi di un processo iniziale di riatletizzazione non servirebbe nemmeno che si allenino tutti insieme. Il preparatore atletico della Roma, il fidato Nuno Romano di Mr Fonseca, giorni fa a Roma TV aveva dichiarato che: “Quello che è più difficile è conservare la resistenza dei giocatori in questo momento. Allenarsi con una cyclette, come stanno facendo ora i calciatori, è completamente diverso dal correre su un campo da calcio ed è lontano dalle specificità del campo, come ad esempio sprintare, calciare, fare azioni ad alta intensità, cose che bisogna cercare di replicare in un appartamento o in una casa”.

 

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Milan, nessun contributo al risarcimento di Leao allo Sporting

 

Rimane problematica per Rafael Leao la sentenza del Tas di Losanna, che condanna il portoghese al pagamento di 16,5 milioni di euro in favore dello Sporting Lisbona, da cui si era liberato in seguito agli episodi di violenza con una parte della tifoseria nel 2018 per poi firmare con il Lille. In Portogallo si è scritto che Jorge Mendes (procuratore, tra gli altri, di Cristiano Ronaldo) vorrebbe coinvolgere il Milan nel pagamento di una parte di questa cifra per sostenere Leao; niente di tutto questo, il club rossonero ritiene di aver già abbondantemente investito  su Leao tra cartellino e stipendi, lo ha comprato dal Lille e non certo a parametro zero. Dunque, la speranza di tutti è che l’annullamento della sentenza possa essere il finale della storia dopo la contromossa di Mendes e degli avvocati che stanno difendendo Leao.

Il Milan crede molto nel giovane a prescindere dalle scelte tecniche del futuro e vorrebbe blindarlo, anche a fronte delle chiamate che potrebbero arrivare dalla Premier (e che sono già arrivate nella scorsa sessione di mercato). L’impressione è che per ora il suo potenziale si sia espresso solo in parte, e c’è l’intenzione di vedere Leao sbocciare in rossonero. 

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Ufficiale: stop definitivo a Ligue 1 e Ligue 2

Ufficiale: stop definitivo a Ligue 1 e Ligue 2

Adesso è ufficiale: la Ligue 1 e la Ligue 2 si fermano definitivamente a causa della pandemia COVID-19. Il primo ministro francese Edouard Philippe, braccio destro del Presidente della Repubblica Emmanuel Macron, ha tenuto una conferenza stampa in cui ha annunciato le mosse del paese per la ripartenza: nel corso della conferenza il Premier Philippe ha annunciato che tutte le manifestazioni sportive, calcio incluso pertanto, sono state interrotte fino ad agosto, e visto che l’UEFA ha annunciato che i campionati nazionali devono finire entro il 3 agosto, la Ligue 1 e la Ligue 2 di fatto vengono cancellate per il resto della stagione.

La Ligue 1 e la Ligue 2 potrebbero anche riprende, a patto che i vertici della Federazione calcistica francese i club decidano di riprendere la stagione 2019/2020 in autunno, il che obbligherebbe lo start della stagione 2020/2021 ad esser posticipato quantomeno a gennaio 2021. Questa ipotesi comunque andrebbe proposta alla UEFA che dovrebbe approvarla in via del tutto eccezionale, ma questo poi si rifletterebbe anche sulle competizioni come Europa League e Champions League.

Il Coronavirus ha interrotto la Ligue 1 al ventottesimo turno, quando la classifica vedeva il Paris Saint Germain primo con 68 punti, secondo il Marsiglia con 56, terzo il Rennes con 50 e quarto il Lille con 49, mentre in coda figuravano Nimes diciottesimo con 27 punti, Amiens diciannovesimo con 23 e Tolosa ultimo con appena 13 punti raccolti. Resta da capire se le posizioni verranno congelate, i trofei assegnati e le retrocessioni confermate, o se si considererà la stagione 2019/2020 nulla, cancellando di fatto qualsiasi risultato raggiunto in questo campionato. Come riportato da La Gazzetta dello Sport, in caso di sospensione definitiva della stagione si procederà seguendo la classifica maturata all’ultima giornata disputata per decretare i vari verdetti.

 

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Acerbi tuona contro il Governo “il 18 potrebbe essere tardi”

Acerbi tuona contro il Governo “il 18 potrebbe essere tardi”

Il centrale difensivo della Lazio Acerbi stamattina ha parlato ai microfoni di LazioStyle Radio commentando le nuove direttive governative riguardanti la ripresa degli allenamenti. L’ex calciatore del Sassuolo ha praticamente rimarcato gli stessi concetti espressi da Parolo ieri: non si capisce cosa cambi tra correre al parco o nel proprio centro sportivo con tutti i controlli medici del caso. Ecco le sue parole riportate da Tuttomercatoweb:

“Cosa avete pensato in questi due giorni dopo la conferenza del Premier Conte e le dichiarazioni del Ministro dello Sport Spadafora?
Io sono un calciatore e cerco di fare bene il mio mestiere. Non voglio fare polemica, ma c’è qualcosa che non quadra e penso di parlare a nome di tutti i giocatori. La corsa nei centri sportivi, con tanti campi, è più sicura a quella fatta in un parco pubblico, dove la distanza può non essere rispettata. Da quello che sento, è una cosa non chiara un po’ a tutti visto che si parla del tema sicurezza. Per quanto è grande Formello noi rischiamo anche di non vederci con gli altri compagni: per noi è importante allenarsi in campo con gli scarpini. Abbiamo sempre rispettato le norme, ma ora sono perplesso: non ha senso aprire i parchi e non permetterci di andare al campo.

Le risposte del governo?
Siamo abituati a muoverci, è la nostra passione e il nostro lavoro. Lavoriamo sempre in un certo modo, abbiamo bisogno di adrenalina per raggiungere gli obiettivi. Adesso che ci sarebbe la possibilità di andare nei centri sportivi, rispettando il decreto, non si può. Non è per creare polemica, è perché vorremmo capire perché correre nei parchi va bene e nei campi no. Se ci danno una motivazione adeguata, la accettiamo, ma il governo non ci ha neanche risposto. Non stiamo dicendo di fare le partitelle, ma solo di correre sul verde dei campi.

Le modalità di allenamento:
Abbiamo la fortuna di avere una struttura come quella di Formello. Ci sono 9-10 ore di luce da sfruttare durante il giorno, se ci dividono sui tanti campi non si incontrano neanche i compagni. Si fa un’oretta di corsa, senza palla e in piena sicurezza, prima di tornare a casa: perché non si può? Vorremmo delle risposte per fare al meglio il nostro lavoro, mi sembra è una richiesta legittima.

Il sistema calcio ha un valore sociale ed è una delle più grandi industrie del paese, su cui si reggono altri sport individuali…
Il calcio è lo sport più amato ed è un’industria. È normale che ci sia più voglia di riprendere, è fondamentale per l’economia nazionale. Vogliamo ricominciare nel modo giusto, rispettando anche le persone scomparse e chi ha perso il lavoro e non arriva a fine mese. Diventa dura riprendere la Serie A se non ci possiamo allenare individualmente il 4 maggio, perché si passerebbe al 18 e ci sarebbe poco tempo per finire il campionato. Adesso non stiamo staccando, dobbiamo farci trovare pronti: non siamo in vacanza, quindi servirà del tempo anche prima di cominciare la prossima stagione.

Un messaggio per le persone che si ammalano:
Bisogna tenere duro, nella vita ci sono sempre due strade: una è quella giusta e l’altra è quella sbagliata. La prima fa più paura all’inizio, perché ci sono degli ostacoli, ma se li superi diventa tutto più bello. Serve forza d’animo per oltrepassare le paure e prendere la direzione giusta non arrendendosi”.

 

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Juve, prendi Zapata. Può sostituire Higuain

Con Gonzalo Higuain sempre più vicino all’addio al termine della stagione attualmente sospesa, la Juventus si sta guardando intorno per aggiungere una punta in vista del prossimo campionato. Oltre a Milik e Icardi, ai bianconeri piace molto anche Duvan Zapata, esploso letteralmente sotto la guida di Gasperini all’Atalanta. Non solo però, perché in attacco potrebbe arrivare anche un altro rinforzo, con la Vecchia Signora che sarebbe interessata anche a riportare Stephan El Shaarawy in Italia dopo l’esperienza in Cina. A riportarlo è il sito di Sport Mediaset.

I limiti caratteriali del Pipita non hanno mai compensato completamente la sua straordinaria tecnica e capacità di essere devastante davanti alla porta. Dopo la stagione 2015-16, quando con Sarri in panchina a Napoli ottenne il bottino record di 36 gol in 35 partite di Serie A, la carriera del Pipita ha subito una lenta ma inesorabile involuzione, complice anche la frequente difficoltà nel mantenere un’adeguata forma fisica. Lo dimostrano  le mancate capacità di adattamento a Milano (sponda Milan) e Londra (sponda Chelsea) e il ricongiungimento con Sarri a Torino (oltre che allo stesso Chelsea) non è riuscito a bloccare il calo di rendimento del giocatore. Quest’anno solo 5 reti e 4 assist in 23 presenze. D’altro canto, Zapata è un attaccante in rampa di lancio (seppur non più giovanissimo), in cerca della definitiva consacrazione in una grande piazza. Ha sia gli attributi da rifinitore che da realizzatore rendendolo un interprete completo del suo ruolo. Quest’anno 11 gol e 6 assist in 15 presenze, nonostante una rottura del crociato che lo ha tenuto fermo da novembre a febbraio. La Juve sarà il suo trampolino per affermarsi come top player?

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La Premier League pianifica la ripresa della stagione per il 9 giugno

La Premier League pianifica la ripresa della stagione per il 9 giugno

Il virus sta ancora circolando in Europa, ma in un modo o nell’altro quasi tutti le nazioni del vecchio continente sono chiamate a riaprire le attività per non far gravare ancor di più sui cittadini questa drammatica crisi. Il calcio rientra tra i settori imprenditoriali che più stanno spingendo per tornare a lavorare, sappiamo che in Germania gli allenamenti proseguono ormai da una decina di giorni, mentre in Italia  il Governo ha individuato il 18 maggio come data per la riapertura dei centri sportivi, anche se i club di Serie A sperano che alla fine si anticipi la data quantomeno di una settimana. Oggi invece l’Ansa mette chiarezza sulla situazione in Inghilterra, dove il Governo ha acconsentito alla ripresa del campionato nel rispetto di alcune stringenti raccomandazioni igenico-sanitarie. La data fissata per riprendere la Premier League dovrebbe essere il 9 giugno, mentre piano piano le squadre inglesi stanno già tornando ad allenarsi: West Ham, Arsenal e Brighton già sono a lavoro, mentre oggi è fissata la ripresa delle sedute del Tottenham. Il 25 maggio la Uefa attende dalle Federazioni un piano per terminare i rispettivi campionati, e la Premier vuole farsi trovare pronta.

 

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Gosens: “Speriamo si riprenda a giocare!”

Gosens: “Speriamo si riprenda a giocare!”

Robin Gosens, esterno sinistro dell’Atalanta agli ordini di Gasperini, ha rilasciato un’intervista ai microfoni di Sky Sport dove ha toccato molti temi: la quarantena, la vita a Bergamo, il suo rendimento con l’Atalanta, la Champions League e la Nazionale. Andiamo a vedere cosa ha detto:

“È una situazione difficile per tutti, ma ho tempo per studiare psicologia e allenarmi. Spero che il calcio riparta presto, non vogliamo finire la Champions League così ma chiaramente ci vuole un protocollo per giocare in sicurezza. Ho lavorato per migliorare il mio rendimento e sono contento, ora voglio continuare così per conquistare la Nazionale”

Come stai vivendo questa situazione?

“I giocatori dell’Atalanta vivono una situazione difficile, così come tutti quelli che sono in casa. Per me è molto complicato, mi piace la vita fuori. Per fortuna non conosco nessuno con il coronavirus. Se devo trovare un aspetto positivo dico che in questo momento ho più tempo per studiare, sto facendo psicologia e ogni giorno posso fare gli esercizi e preparare i miei esami. E poi tutti i giorni svolgo il programma che ci manda il nostro preparatore atletico“.

Pensi che la stagione sarà regolarmente finita?

“Spero di poter ricominciare a giocare, sono un calciatore e voglio sempre che questo accada. Dopo l’ultimo decreto sono fiducioso, chiaramente ci vuole un protocollo medico e di sicurezza che garantistica la salute di tutti i calciatori e di chi lavora nel calcio“.

C’è anche la Champions League e voi siete ai quarti di finale…

“Giocare la Champions League è una cosa fantastica, anche ad agosto non cambia nulla. Spero di poterla proseguire, non voglio finisca la nostra avventura in questa maniera. La città di Bergamo vive per il calcio e per l’Atalanta, vogliamo ripagarli e diamo sempre tutto per far felici i nostri tifosi“.

Prestazioni, gol e assist: soddisfatto della tua stagione?

“Ho sempre detto di voler alzare il mio rendimento, ho lavorato tanto per questo. Sono contento di esserci riuscito, non è normale che un giocatore che fa il mio ruolo segni così tanto e non era neanche il mio obiettivo“.

Cosa pensi dei complimenti ricevuti dal Ct tedesco Loew?

“Sono contento per quello che ha detto, significa che sono sulla strada giusta. Questa è una motivazione in più per quando si ricomincerà, voglio mettermi in mostra per puntare all’esordio in Nazionale“.

Cosa ti aspetti dopo il coronavirus?

“La libertà di movimento e la salute sono le cose più belle e che mancano di più. Spero che dopo questa situazione si possa apprezzare la vita in un altro modo, essendo felici anche con le piccole cose“.

 

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Moise Kean può tornare in Italia: piace a Napoli e Roma

Moise Kean può tornare in Italia: piace a Napoli e Roma

Il calcio sta provando a ripartire con tutte le prevenzioni del caso; in attesa di avere una data definitiva per poter tornare a vedere una partita di calcio, il mercato continua a muoversi seppur in maniera contenuta. Uno dei giocatori che potrebbe infuocare la prossima sessione estiva è Moise Kean, ex centravanti della Juventus. Il giocatore, dopo aver fatto vedere le sue qualità con i bianconeri, non è riuscito a confermarsi in Premier League; la sua stagione con l’Everton, infatti, ha avuto più bassi che alti e questo sembra spingere l’attaccante a lasciare il club di Liverpool. Il futuro del classe 2000 potrebbe essere nuovamente in Italia; due le squadre fortemente interessante al talento italiano. Si tratta di Napoli e Roma. I partenopei, nel processo di rinnovamento del reparto offensivo (Mertens, Callejon e Lozano sembrano gli indiziati a lasciare il San Paolo) potrebbero ripartire dal giovane centravanti nonostante il suo passato bianconero rischierebbe di non facilitare il suo inserimento. Diverso il discorso per la Roma; nella capitale, infatti, l’arrivo del giocatore permetterebbe a Fonseca di avere una valida alternativa sia a Dzeko sia nel pacchetto dei trequartista. Kean e l’Italia: un matrimonio destinato a continuare.

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Calciomercato, attenta Juve! Il Barça vuole De Ligt

Calciomercato, attenta Juve! Il Barça vuole De Ligt

Calciomercato. Secondo quanto riporta La Gazzetta dello Sport, il Barcellona torna su un suo vecchio pallino, Matthijs De Ligt. Dopo averlo corteggiato senza successo nel corso del passato mercato estivo, il Barcellona non sembra voler mollare la presa su quello che considera al momento il difensore centrale più forte in circolazione per età e prospettiva. Il numero 4 della Juventus, dopo la lunga militanza nell’Ajax, ha cominciato un pò in sordina la sua avventura in bianconero, complice anche l’assenza di una guida importante del reparto difensivo come Giorgio Chiellini, infortunatosi proprio ad inizio campionato. Nel corso della stagione, però, l’olandese è cresciuto per rendimento e sicurezza, formando con Leonardo Bonucci una coppia difensiva di sicuro affidamento. Mister Sarri ha sempre puntato su di lui, complice anche il grande esborso economico fatto dalla Juventus per strapparlo ai lancieri olandesi e per allontanare la concorrenza proprio del Barcellona. Il club blaugrana ha monitorato tutta la stagione disputata fino ad ora da De Ligt e proprio per questo vuol provare l’affondo decisivo. La Juventus, dal canto suo, non sembra essere minimamente intenzionata a privarsi del classe 2000, dopo averlo pagato 75 milioni di € nel Luglio del 2019 . A questo va aggiunto anche che il difensore a Torino ed in bianconero si trova molto bene e non ha proprio intenzione di cambiare squadra dopo nemmeno 12 mesi.

Il rientro poi di Giorgio Chiellini permetterà all’olandese di crescere ancora di più, con l’obiettivo di diventare il numero 1 nel giro di pochi anni.

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