Chelsea, Manchester United, Tottenham e Paris Saint-Germain. Sono queste le squadre che si sono maggiormente interessate all’acquisto di Ivan Perisic, esterno offensivo dell’Inter. A Milano dovrebbe avvenire una vera e propria rivoluzione durante la sessione estiva di mercato e, con un’adeguata offerta, potrebbe partire anche il croato. I nerazzurri farebbero bene a sacrificare il 28enne per una cifra vicina ai 60 milioni di euro?

Ivan Perisic, 28 anni, è arrivato all’Inter nell’estate del 2015. I nerazzurri lo hanno acquistato per 19 milioni dai tedeschi del Wolfsburg.
Privarsi di un giocatore come Perisic non è facile. L’ex Borussia Dortmund, quando decide di salire in cattedra, può essere devastante e risultare spesso decisivo. I 10 goal e i 9 assist nelle 40 presenze stagionali sono la prova: le sue discese sulla fascia creano spesso situazioni interessanti, così come i suoi dribbling secchi, i suoi cross e i suoi movimenti. Anche il fiuto per il goal non è una qualità che gli manca: Ivan è il vice capocannoniere dell’Inter, alle spalle di Icardi. Inoltre, dall’alto dei suoi 28 anni, è nella piena maturità della sua carriera calcistica. Quindi, come abbiamo affermato all’inizio, privarsi di un giocatore come Perisic non è certamente facile.

L’ex giocatore del Borussia Dortmund ha collezionato 77 partite con la maglia nerazzurra, segnando 19 goal e servendo 15 assist.
La più grande lacuna dell’esterno, almeno per quanto si è visto negli anni in nerazzurro, è la costanza. Il croato scompare per intere partite, non lasciando nemmeno una traccia. Alle volte appare quasi svogliato, poco concentrato o addirittura scocciato. Questo suo freno potrebbe essere una delle pochissime ragioni per cui non viene considerato un top player a livello mondiale. Per il momento che sta attraversando l’Inter, vendere un giocatore come Perisic e incassare 60 milioni di euro, sarebbe un’operazione molto importante. Perisic è sicuramente uno dei migliori giocatori in rosa, ma incassare una cifra tale per un 28enne che gioca bene ‘a intermittenza’ non sarebbe una scelta sbagliata. Soprattutto se quei soldi venissero investiti in giocatori come Federico Bernardeschi o Domenico Berardi: giocatori giovani, italiani e talentuosi.



