Se in Italia la smettessimo di parlare continuamente di arbitri potremmo aprire gli occhi e notare come il livello del nostro campionato è oramai al suo punto più alto dal post-Calciopoli. La dimostrazione esemplare sta nella sfida fra Lazio e Torino, due compagini che possono mettere in mostra due reparti offensivi di tutto rispetto, con 6 giocatori (da una parte e dall’altra) che non farebbero fatica ad essere titolari nel 90% delle squadre europee. Seppur con obiettivi oramai diversi, la partita potrà rivelarsi equilibrata ma allo stesso tempo spettacolare: molto dipenderà appunto da come approcceranno la partita i due tridenti, che sono l’anima di entrambe le squadre. La Lazio quest’anno ha trovato un nuovo bomber dopo il ritiro di Klose, ha saputo dar fiducia finalmente a Keita e ha saputo responsabilizzare Felipe Anderson. Il Torino, dal canto suo, ha costruito la sua squadra intorno al Gallo Belotti, capocannoniere provvisorio del campionato, affiancandogli due giocatori molto diversi: da una parte il talento pazzesco ma incostante di Ljajic, dall’altra la duttilità e la costanza di Iago Falque. Quale dei due è il migliore?
NOME IN CODICE: KIA
Se la Lazio è considerata una delle squadre rivelazioni del campionato, gran parte del merito va dato sicuramente, oltre ad Inzaghi, al trio là davanti, costituito da giocatori con un talento veramente pazzesco: dei 45 gol segnati in campionato 26 sono arrivati da questi tre giocatori, sopratutto da Ciro Immobile, che si è riatgliato uno spazio importante dopo le esperienze all’estero non positive. La punta ex Torino ha segnato ben 16 gol in 26 partite giocate, realizzando anche 2 assist per i propri compagni. L’attaccante italiano ha dimostrato anche grande precisione nei passaggi, con una percentuale del 78% che si aggiunge ad un buon 59 per quanto riguarda la precisione nei tiri. La media realizzativa del giocatore è comunque molto alta, con un gol ogni 143 minuti e un totale di 40 palloni toccati di media a partita, oltre 24 cross effettuati. Immobile ha segnato sopratutto di destro (13 gol contro uno solo di sinistro e 2 di testa) ma sopratutto tutte le sue reti sono arrivate da dentro l’area. La concretezza del bomber è accompagnata dalla velocità innata di Keita Balde, senegalese che quest’anno, nonostante fosse stato vicinissimo all’addio, è riuscito finalmente a guadagnarsi un posto da titolare fisso nell’ 11 di Inzaghi. Buono il suo score realizzato, composto da 7 reti e 2 assist, con una precisione nei passaggi dell’82% (435 totali) che dimostrano come non sia il solito esterno anarchico che spesso vediamo sui campi di gioco. Il giocatore è sempre più al centro del gioco biancoceleste, visto che tocca di media 80 passaggi a partita, sebbene difetti ancora nella precisione dei cross (una percentuale del 18% su 50 totali effettuati). Anche lui , come Immobile, ha segnato solamente da dentro l’area ed ogni sua rete è arrivata di destro. Buona la media dribbling, che si aggira intorno ai 40 a partita. Se Immobile e Keita sono stati decisivi in zona gol, a sfornare assist ci ha pensato principalmente Felipe Anderson, l’esterno brasiliano ormai diventato da tempo idolo della tifoseria biancoceleste. Il numero 10 ha infatti sfornato già 8 assist, che compensano i pochi gol messi a segno, solo 2 (numero molto basso se vista le stagioni precedenti). Il brasiliano è comunque il fulcro di goni azione offensiva, con una media di 90 palloni toccati a partita conditi da una percentuale del 76% di passaggi riusciti. Il giocatore si sta dando molto da fare anche in fase offensiva, con 36 palloni intercettati e un buon 79% di scivolate riuscite e un 51% di contrasti vinti. E’ nella distribuzione del gioco che però Felipe dà il suo meglio, grazie ai suoi 1085 passaggi totali e i suoi 98 cross (di cui però solo il 23% a buon segno).
IL BELLO, IL BRUTTO ED IL CATTIVO
Quella del Torino è una stagione sicuramente strana, inusuale: all’inizio del campionato la squadra granata era considerata una delle possibili outsider del campionato, visto il buonissimo mercato portato a termine: nonostante la difesa sia stata smantellata (via Glik, Maksimovic e Bruno Peres) la società aveva pesantemente investito nel reparto offensivo, andando a comprare Ljajic e Iago Falque per poter affiancare nel migliore dei modi Belotti. Alla fine il campionato del Torino non si sta rivelando molto positivo, viste le difficoltà nel centrare la zona europea, ma resta comunque una squadra che (come dice Mihajlovic) può far male a chiunque, grazie sopratutto al suo tridente. Il più pericoloso è sicuramente Andrea Belotti, attaccante italiano che sta vivendo la stagione dei sogni, visto che è momentaneamente capocannoniere del campionato, con due reti in più di due mostri sacri come Dzeko e Higuain. L’attaccante granata lotta addirittura per la scarpa d’oro, visto che in 24 patite di campionato disputate ha segnato la bellezza di 22 gol, con 3 assist. Nonostante la precisione dei suoi tiri non sia al massimo (si parla di una percentuale del 56%) fa piacere notare di come il Gallo sia comunque un attaccante moderno, capace di far salire la squadra e dialogare con i compagni di reparto. L’ex Palermo è un attaccante completo, visto che i suoi gol sono arrivati sia di destro (9) , di sinistro (5) ma anche di testa (8, record europeo). Dei suoi tanti gol va ricordato inoltre di come uno sia stato siglato anche fuori area. Il principale pregio del giocatore è però la sua grinta, la sua cattiveria nell’andare a prendersi ogni pallone e lottare su ogni contrasto grazie ad una voglia innata. Se riuscirà a mantenere questa dote il ragazzo andrà sicuramente lontano. Accanto a Belotti gioca di solito Adem Ljajic, uno che andando a vedere solo i numeri non si capisce il perché sia così criticato dalla tifoseria: in stagione ha realizzato 6 gol e ben 8 assist (quindi in teoria meglio di Felipe Anderson), con una precisione nei passaggi dell’87% e una precisione nei tiri del 4%. Il serbo dovrebbe però essere più al centro del gioco, visto che tocca in media solo 68 palloni a partita. Il problema principale del ragazzo è la continuità, percché andando a vedere le qualità tecniche è veramente un gran giocatore, molto bello da vedere grazie alla sua abilità di rientrare dalla fascia verso il centro e tirare sul palo opposto. Se da Ljajic non sai cosa cosa aspettarti, ecco invece che l’altro esterno, Iago Falque, è sicuramente molto più facile da decifrare: è un esterno molto particolare, che non ama puntare l’area di rigore a suon di dribbling (forse è per questo che Spalletti lo vedeva mezz’ala) ma che preferisce crossare, cambiare gioco o tirare da fuori. Il giocatore ha una buona vena realizzata, visto che è riuscito a mettere a segno 10 reti in campionato con anche 5 assist all’attivo. Molto buona la capacità nella distribuzione della palla, visto l’83% di passaggi riusciti compresi i 62 cross totali provati nel corso della stagione. Il giocatore difetta forse nel mancato uso del piede destro, visto che ogni passaggio, tiro o cross viene effettuato dal suo mancini, con cui ha realizzato tutti i suoi gol eccetto 3 tramite colpo di testa. Falque non è quindi uno di quei calciatori che fa sognare i tifosi grazie alle sue incredibili doti tecniche (anche se il piede buono ce l’ha eccome), che lo rendono quasi bruttino da vedere visto che fa anche tutto con il mancino, ma è inevitabile di come sia anche l’esterno che riesce a creare equilibrio e geometria, dando spesso una mano a centrocampo.
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