Giovanni Simeone si sta trovando molto bene nella sua prima stagione in Serie A. L’attaccante del Genoa, figlio dell’allenatore dell’Atletico Madrid, ha rilasciato un’intervista a La Gazzetta dello Sport parlando del suo ambientamento nel campionato italiano e del rapporto che ha con papà Diego. Il primo insegnamento di papà è sempre stato questo: “Lo sforzo nel calcio è l’unica cosa che non si può negoziare’. Siamo cresciuti così, l’unico scopo è crescere pensando alla partita che verrà. Bello, perché sai che il futuro dipende solo da te. Brutto, perché non riesci a goderti a lungo le gioie. Dopo i gol alla Juve, ero già lì a pensare alla gara successiva. Il Genoa ha in rosa 6 argentini, è contento? Esatto. Qui non sento nostalgia di casa. Con Munoz, Burdisso, Gentiletti, Orban e Ocampos c’è un appuntamento fisso ogni due settimane. Se il tempo lo permette, cuciniamo l’asado sulla parrilla. Per me che qui vivo da solo è come trascorrere del tempo in famiglia. E poi guardate come si comportano gli italiani: le loro movenze, il modo di parlare. Se cucinaste l’asado, potrebbero scambiarvi per argentini. Siete identici e più simili a noi degli spagnoli. Juric e suo padre hanno gli stessi occhi da tigre? Sono uguali, stessa intensità e determinazione. Hanno la garra, come diciamo in Argentina, gli artigli. Il mister mi piace: il primo difensore è l’attaccante, la pensiamo allo stesso modo. Negli ultimi giorni si è accostato il nome di suo padre all’Inter. Una storia che è stata strumentalizzata. Papà è felice all’Atletico, l’Inter ha già un tecnico bravissimo come Pioli”.
Per ricevere sul telefono tutte le news riguardo al Genoa, iscrivetevi al nostro canale telegram: telegram.me/GenoaGoal24



