Ennesima rivoluzione in casa Inter, con l’arrivo di Stefano Pioli sulla panchina nerazzurra. Il tecnico italiano è chiamato a risollevare una situazione in classifica molto al di sotto delle aspettative, con pochissimo tempo a disposizione. Una Mission Impossible, a prima vista, ma l’allenatore ex-Lazio è convinto di poter invertire la rotta e puntare al terzo posto, obiettivo minimo stagionale. Ecco le sue dichiarazioni nella consueta conferenza stampa di presentazione:
“Sono particolarmente felice di essere qui, darò tutto per questi colori. Potremo ottenere dei risultati se tutti riusciranno a mettersi a disposizione. Il talento non basta, dovremo metterci soprattutto tanta passione. Solo così potremo fare bene, giocando da squadra”.
Il derby?
“Normale pensarci già da adesso. Ora non siamo in tanti per via delle Nazionali, ma bisogna lavorare da subito sui primi concetti. Il derby è una partita importantissima, ma abbiamo le nostre carte da giocare. Ci aspetterà una grande partita, le motivazioni ci saranno e saranno molto elevate. Il Milan sta facendo molto bene, ma possiamo far molto bene anche noi”.
La sua idea di calcio?
“Non conta il modulo, ma i principi e l’atteggiamento. Punterò sulla difesa ‘a quattro’, ma ripeto: dipende molto dall’atteggiamento. Le mie idee sono molto chiare, indipendentemente dal modulo. Il mio calcio è intenso, gli allenamenti saranno finalizzati proprio a questo. Spero che a fine stagione si possa dire che sia stato un ‘potenziatore’. Le caratteristiche di un giocatore rappresentano l’aspetto più importante, così come la posizione in campo e la mentalità. Vogliamo una manovra fluida e imprevedibile. Credo che sia necessario un buon calcio, ma ripeto: conterà la passione. Chiedo proprio questo ai miei calciatori, dovranno avere la voglia necessaria per mettere all’angolo l’avversario. I valori tecnici ci sono e sono molto importanti. Non conta un solo reparto, ma tutta la squadra. Dobbiamo muoverci bene, io parlo di fase difensiva di squadra. Lavoreremo su tutto, non c’è qualcosa di particolare da sottolineare. Dobbiamo stare attenti sia alla fase di possesso che di non possesso. Non abbiamo tanto tempo, dobbiamo lavorare. Antepongo la qualità del lavoro alla quantità”.
La rosa dell’Inter?
“Dal 20 novembre avremo tante partite importanti, ci sarà bisogno di tutti. Ognuno avrà una possibilità. Antonio è un grande professionista. Ora il contesto è diverso, siamo entrambi dei professionisti e io conto tantissimo su di lui. Ha le qualità per poter dare molto di più, mi aspetto tanto. Sono contento di allenare un giocatore come Icardi. Dovremo lavorare anche per far segnare gli altri, servirà soprattutto inserirsi negli spazi. Tutti i giocatori che possono farci vincere le partite troveranno spazio. Gabriel si sta allenando molto bene. Io divido i calciatori in intelligenti e non intelligenti. Banega sicuramente fa parte della prima categoria, quindi potrà essere molto utile per il nostro gioco”.
Il suo staff?
“Murelli è il mio secondo storico, è da sempre con me. Ma vorrei parlare di un gruppo molto affiatato che non può lasciare nulla al caso. Dobbiamo rimanere sempre sul pezzo. Samuel era già in società, quindi ho chiesto di inserirlo nel mio staff. Ho sempre considerato Walter una persona di valore che conosce benissimo questo ambiente. Sono convinto che potrà aiutarmi. Ci siamo sentiti ieri, è molto felice di questa nuova occasione”.
L’obiettivo?
“Sarei contento con la Champions League. C’è ancora tempo per farcela. Non voglio illudere nessuno, ma ci credo. Tutti noi puntiamo a questo. So che possiamo raggiungere traguardi importanti, inutile guardare indietro”.
Il suo futuro?
“Non sono preoccupato per il mio futuro. Alleno l’Inter, voglio dare il massimo e pretenderò altrettanto. Dobbiamo e possiamo fare bene. Il contratto non conta, l’importante è il bene dell’Inter. Il nostro ruolo da tecnico dipende dai risultati, è normale”.
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