Stagione 2015/16: un anno difficile per Dzeko che da uomo scudetto, colui che poteva interrompere l’egemonia della Juventus, è diventato un peso per la Roma che giocava meglio quando il gigante di Sarajevo sedeva in panchina. La principale colpa del numero nove giallorosso? Non segnare, anzi divorarsi goal, come quello contro il Palermo, che lo hanno trasformato in Edin “Cieco”. Quest’estate, le voci su una possibile partenza dell’attaccante bosniaco sono state molte ma la società di Trigoria non ha mai preso in considerazione l’idea di cedere la sua punta; questo perché Spalletti ha sempre creduto nelle qualità di Dzeko ed è sempre stato convinto che potesse essere fondamentale nell’economia del gioco giallorosso.
Lo scetticismo intorno a Dzeko, all’inizio di questa stagione, era molto anche se la carriera dell’attaccante bosniaco parla chiaro: i suoi secondi anni hanno sempre avuto un rendimento nettamente maggiore rispetto al primo. E anche in questo inizio di stagione questa particolare statistica si sta confermando: dieci goal nelle prime dieci giornate (l’ultima volta che aveva iniziato in questa maniera portò lo scudetto al Manchester City) hanno portato Dzeko al comando della classifica marcatori ma sopratutto gli hanno dato quella fiducia che l’anno scorso non aveva mai avuto. In questo momento tutto sta girando per il verso giusto ma l’attaccante bosniaco non deve abbassare la tensione perché a Roma, passare dal paradiso all’inferno, è un attimo. Edin lo sa bene.




