Su Twitter spopola ormai l’hashtag #lafiestadeladeshonra (“la festa del disonore”). Il party post-partita in casa Cristiano Ronaldo non è andato proprio giù alla tifoseria madridista. Festeggiare dopo uno storico k.o per 0-4 nel derby con l’Atletico Madrid? Una beffa inaccettabile, anche se sei la stella assoluta del Real e hai appena compiuto 30 anni. In Spagna è iniziata una vera e propria gogna mediatica. A infuriarsi però è anche la società, Florentino Perez in testa, visto che a far baldoria in casa del portoghese c’erano anche tutti gli infortunati eccellenti della squadra: Pepe, Modric, James Rodríguez e Khedira. Il capitano Casillas e il vice Sergio Ramos, pur invitati, hanno deciso di restare a casa. Magari a meditare sulla batosta nella stracittadina. L’unico a difendere il povero Ronaldo è Jorge Mendes, il suo procuratore. E che difesa, la sua: “La festa era preparata da un mese. Annullarla sarebbe stata una mancanza di rispetto per i convenuti”. E poi “Cristiano era distrutto” e “la gente è stata lì due ore a tirargli su il morale”. Difficile però spiegare questi discorsi al tifoso. Il quale, contrariamente a Mendes, non è pagato per sostenere Cr7 qualunque cosa faccia.
Real Madrid, tutti contro Cr7: “Festa preparata da un mese”
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