Il derby capitolino tra Lazio e Roma, appena giocato, è stato il numero 170 ed è terminato a reti inviolate. Uno dei momenti più amati di ogni derby sono i cinque minuti che precedono il calcio di inizio. Quando entrambe le tifoserie ribadiscono all’altra la propria identità, mostrando i simboli e tenendo alto il nome della propria squadra. La Lazio ha spesso fatto un’arte delle sue coreografie, regalando ad ogni stracittadina un ulteriore motivo di interesse per scoprire il nuovo capolavoro della tifoseria biancoceleste. Delle tante coreografie memorabili, abbiamo scelto le cinque per noi più rappresentative dello spirito laziale, che è sempre presente tra i seggiolini della Curva Nord, ma mai come quando di fronte ci sono i cugini.
Roma-Lazio 1-3, 30 aprile 2017

Al quinto posto della nostra classifica abbiamo la stracittadina terminata per 1-3 in favore dei biancocelesti. Dopo il derby di andata perso, nella stagione 2016/17 la Lazio di Inzaghi prende il via nelle stracittadine e non si ferma più. Il calendario, complice la Coppa Italia, offrì un poker di match. Nel doppio confronto di coppa la Lazio esce vincitrice, nonostante la sconfitta per 3-2 nel match di ritorno, qualificandosi per la finale contro la Juventus, persa però per 2-0. Grazie a queste vittorie, neanche un mese dopo, venne creata una coreografia con il classico Mr. Enrich (mascotte degli Irriducibili) vestito da fantasma, con le date del celeberrimo derby del 26 maggio 2013 e dell’ultima delusione romanista, il 4 aprile 2017. L’avviso? Arrivederci al prossimo incubo, un richiamo ad un’altro derby, in cui la Nord aveva ricordato alla Sud che la Lazio è da sempre l’incubo peggiore dei cugini giallorossi. La partita terminò con la vittoria della Lazio: grazie alla doppietta di Keita e il gol di Basta, il rigore di De Rossi non servì a nulla per la squadra giallorossa.
Roma-Lazio 3-3, 29 novembre 1998

Al quarto posto, troviamo il derby di andata stagione 1998/99, probabilmente uno dei momenti migliori per essere tifosi della Lazio. La squadra crebbe a vista d’occhio (e a fine anno sfiorò lo Scudetto, vincendo però la Coppa delle Coppe), ma soprattutto la supremazia cittadina fu saldamente in mani biancocelesti. Nell’annata precedente il calendario aveva infatti messo di fronte Lazio e Roma per ben quattro volte. E in ognuno dei casi, la Lazio è uscita vincitrice dal confronto. Da qui l’idea di una coreografia rimasta nella storia, in cui si invitano i romanisti a fare il proprio gioco, con la consapevolezza che la Lazio aveva in mano un poker servito. E in campo sembra avere tra le dita anche la quinta vittoria consecutiva, ma la Roma rimonta due reti e uno dei derby più rocamboleschi della storia termina sul 3-3.
Juventus-Lazio 2-0, Finale di Coppa Italia 17 maggio 2017

Il gradino più basso del podio va alla splendida coreografia ideata per la finale di Coppa Italia contro la Juventus. Come simbolo sempre presente c’era l’aquila imperiale, contornata da uno sfondo a striature blu e celesti. Questa è stata una delle più belle coreografie fatte dalla Curva Nord, ma purtroppo lo spettacolo sugli spalti non venne trasmesso a sufficienza ai giocatori in campo. Infatti quella partita venne chiusa nei primi 25′ del primo tempo, grazie ai gol degli ex Juventus, Dani Alves e Bonucci. Dopo la sconfitta subita dalla Lazio, i biancocelesti affrontarono di nuovo ad agosto dello stesso anno la Juventus, nella finale di Supercoppa Italiana, vinta però questa volta dalla Lazio.
Lazio-Roma 0-0, 15 aprile 2018

La medaglia d’argento va proprio alla coreografia messa in scena nel derby giocato la scorsa giornata di campionato, terminato con un pareggio a reti inviolate. Durante il pre-partita abbiamo potuto ammirare una splendida coreografia, che mette in risalto l’aquila davanti allo stemma biancoazzurro (immagine ispirata ai loghi storici della Lazio), e spicca in blu “1900”. -Ciò che nasce puro, più grande vivrà- è lo striscione sottostante che sta ad indicare le origini pure della squadra. Sfottò nei confronti dei giallorossi, perché la seconda parte della coreografia, rappresentava in chiave comica la nascita della Roma, attraverso la fusione di altre società calcistiche. Lo spettacolo sugli spalti di entrambe le curve, si è trasmesso in campo regalando una partita piacevole, dove le occasioni sono arrivate da entrambe le squadre, ma non finalizzate. Partita che si è chiusa sullo 0-0 facendo rimanere le due squadre capitoline a pari punti in classifica.
Lazio-Roma 1-2, 25 maggio 2015

Eccoci arrivati al primo posto della nostra classifica. La rivalità sul simbolo della città aleggia di continuo tra le coreografie di entrambe le squadre. La Roma sfoggiò la Lupa Capitolina, mentre la Lazio mostrò orgogliosa l’aquila, il simbolo delle legioni della Città Eterna. E in occasione di un derby che poteva valere la Champions League, quello che si giocò alla penultima giornata del campionato 2014/15, l’intera curva Nord si trasformò in un’enorme ed imponente aquila. Lo striscione che l’accompagna recita “La sua virtù sfida da sola le tenebre”. Ma neanche quell’aquila riuscì ad illuminare la difesa biancoceleste, che concesse una rete di troppo ai giallorossi e si giocò (e soprattutto raggiunse) i preliminari di Champion’s League, nello scontro finale con il Napoli.
Le due squadre rivali sul campo, ma soprattutto sulle curve e nella vita di tutti i giorni, regalano ogni stagione uno dei derby più sentiti nel mondo del calcio. Sicuramente per il grado di rivalità è il più sentito in Italia, e lo spettacolo sulle due curve prima di ogni duello, non è da meno. Negli anni a venire le due squadre ci faranno vedere altre sfide avvincenti e coreografie sempre più belle, che rimarranno nella memoria di tutti i tifosi del calcio.



