A volte ritornano: Bruno Peres è rinato.
16 gennaio 2020, Parma-Roma, ottavi di Coppa Italia. Al minuto 79 i circa mille tifosi giallorossi al Tardini esplodono in un boato. Dopo quasi due anni Bruno Peres torna in campo con la maglia della Roma, sostituendo Alessandro Florenzi. Un passaggio di consegne, data l’imminente cessione (almeno a titolo temporaneo) del ragazzo di Vitinia. Bisogna mettere una toppa sul ruolo di terzino destro quanto meno fino a fine stagione e, visto lo stato di cose attuale (nonché l’inerzia della Roma nel mercato invernale), le previsioni sono tutt’altro che rosee. Zappacosta infortunato, Santon discontinuo. Il peso ricade interamente su Bruno Peres, che in quel momento tutto sembrava tranne che un giocatore.
Dopo due stagioni di prestazioni non all’altezza e macchine distrutte, durante le quali l’unico ricordo positivo è il miracoloso salvataggio sulla linea di porta in Shakhtar-Roma di Champions League, viene ceduto in prestito al San Paolo nell’estate 2018. Colleziona 19 presenze e un gol, e continua la sua discesa verso l’oblio passando, sempre in prestito, allo Sport Recife nella B brasiliana. Si vocifera di un atleta fuori forma e alcolizzato. Eppure Bruno Peres torna nella Capitale e, anche grazie ad un famoso personal trainer brasiliano, si rimette in sesto quanto meno per essere ancora qualificato come calciatore.
Fonseca, allenatore dello Shakhtar proprio nella partita del piede miracoloso , vuole fare di lui quel terzino offensivo alla Ismaily, che oltretutto aveva cercato di portare con sé dall’Ucraina. Petrachi, che da direttore sportivo del Torino lo portò in Italia nel 2014, in conferenza stampa lo ammonisce come un padre:”Lo conosco bene, sa giocare a calcio, ma deve ritrovarsi come uomo. Lui ne è consapevole: se sbaglia va via (con riferimento agli eccessi della vita privata ndr.)“.
Ora ritorniamo a quel boato di Parma, prodotto di una tifoseria che, nella situazione presente, non ha voglia di accanirsi contro un giocatore dal quale non si aspetta niente e nel quale forse si riconosce, soprattutto per la condizione di eterno incompiuto e per la debolezza verso i vizi. Del resto Bruno Peres, pur non essendosi mai dimostrato un professionista esemplare, non ha mai mostrato quell’arroganza (alla Kolarov per intenderci) tanto sgradita ai romanisti, quanto piuttosto l’attitudine sommessa di chi annega nell’errore e non ha la forza per rialzarsi, pagandone consapevolmente le conseguenze.
Rispetto a due anni fa le pretese si sono abbassate, tanto che un giocatore che prima era il brutto anatroccolo di una squadra semifinalista di Champions , viene oggi accolto come il figlio che, diseredato dal padre, torna a sostenerlo quando ormai non si regge in piedi, nonostante i rapporti reciproci non proprio floridi. E quindi pronti, via: rigore guadagnato contro il Sassuolo, che scuote temporaneamente la squadra, assist contro il Bologna e una serie di prestazioni complessivamente positive.
Ribadiamo, la Roma non è più ai vertici del calcio italiano e (quasi) europeo, ma questo è forse il contesto adatto alla rinascita di un calciatore non certo fenomenale, ma neanche così privo di valore e di professionismo come lo si è dipinto. Forse, un giocatore da Roma.
Coronavirus: gli aggiornamenti in tempo reale sulle squadre di Serie A – LIVE
Coronavirus: gli aggiornamenti in tempo reale sui campionati FIFA/UEFA – LIVE
Ascolta il nostro podcast settimanale dedicato alla Serie A
Nel podcast tematico sulla Serie A questa settimana abbiamo parlato dei nuovi acquisti dell’Inter: Young, Moses ed Eriksen, tutti e tre provenienti da squadre di Premier League, dunque un calciomercato simile a quello fatto dal duo Marotta-Ausilio già in estate. L’Inter di Conte ora ha tre nuove frecce nella propria faretra, ma cosa possono dare i nuovi arrivati ai nerazzurri? Corsa, dinamismo, tecnica ed esperienza sicuramente, ma basteranno per arrivare alla vittoria del tricolore?



