La favoletta del biscotto non la racconteremo, Francia e Romania hanno solo giocato la loro gara secondo le possibilità, sarebbe stato folle rischiare e anzi c’è da dire che la Romania ci ha anche provato. Il processo alle intenzioni non lo faremo, il processo lo facciamo all’UEFA. Nei campionati giovanili si lavora per annientare l’ossessione del risultato, cambiando regolamenti e mettendo in secondo piano il risultato effettivo delle gare. Poi si organizza un europeo a tre gironi con miglior seconda? I conti sono facili, le classifiche avulse sono inevitabili. Come può una squadra che ha vinto due gare, battendo i campioni in carica, non passare il turno? Come può l’ultima giornata essere solo calcolo matematico e soprattutto offrire così tante combinazioni per poter scegliere il risultato migliore a cui puntare. E ora veniamo ai nostri azzurri: detto questo che colpe si possono dare a Di Biagio? La sconfitta con la Polonia? Statistiche alla mano parliamo di gara persa per delle situazioni, parte integrante del calcio. Inoltre la gestione di Zaniolo e Kean, coraggiosa, decisa e specchio del problema giovani in Italia. Troppo pompati, troppo osannati, troppo coccolati. Ce ne vorrebbe di più di uomini come Di Biagio nel nostro calcio, coerente fino in fondo, avendo dato le dimissioni. Detto questo, Mancini potrà solo che essere soddisfatto, perché questa era parte della rosa che presenteremo agli europei, e sul campo abbiamo visto che i ragazzi ci sono.
Di Biagio, coerente fino all’ultimo
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