La voce è oramai confermata dai maggiori quotidiani spagnoli e dalla tv inglesi, non è più solo uno dei tanti rumors che impazzano durante il calciomercato: Cristiano Ronaldo è pronto a lasciare il Real Madrid. Un annuncio che ha sconvolto il calciomercato, suscitando la fantasia di tutti i tifosi d’Europa.
Tra un fotomontaggio e l’altro, il web è stato letteralmente invaso da immagini del fenomeno portoghese con indosso le maglie più impossibili, da quella del Barcelona a quella del Benevento.

Cristiano Ronaldo (32 anni), 394 partite e 406 goal con la maglia del Real Madrid.
Ma, ironia a parte, chi è che davvero può ambire ad aggiudicarsi le prestazioni del 4 – diciamo anche 5 – volte Pallone d’Oro? Perché anche se la volontà del giocatore fosse davvero quella di fuggire da Madrid senza voltarsi indietro, la società spagnola non lo lascerebbe certo partire a buon mercato. Si parla infatti di un costo complessivo di circa 400 milioni di euro. Una cifra fantasmagorica. E le società in grado di investire un tale capitale su un singolo giocatore si contano sulle dita di una mano.

Josè Mourinho (54 anni), allenatore del Real Madrid dal 2010-11 al 2012-13.
Il primo club balzato nella mente di giornalisti, appassionati e bookmakers è ovviamente il Manchester United, società che ha lanciato Cristiano Ronaldo e con cui ha vinto i primi grandi trofei della sua scintillante carriera. Un ritorno alle origini, come quello di Paul Pogba l’estate scorsa; un altro figliol prodigo che torna all’Old Trafford.
L’operazione sarebbe possibile per molteplici ragioni: lo United sarebbe economicamente in grado di far fronte alla spesa; lo stesso attaccante non disdegnerebbe un ritorno in un ambiente che già conosce, per di più agli ordini di un allenatore come Josè Mourinho con cui ha già avuto modo di confrontarsi, lavorare ma soprattutto vincere; il club inglese inoltre, dopo un campionato mediocre ma gli eccellenti risultati nelle coppe che gli hanno permesso di qualificarsi alla Champions 2017-18, punta a rilanciarsi nel panorama inglese ed europeo (lo scudetto manca dal 2013 e la Champions addirittura dai tempi dello stesso Ronaldo).
L’unico inconveniente è forse quello tattico, perché a meno che Mourinho non se ne inventi un’altra delle sue, sarà difficile riuscire a far giocare Martial, Rushford, Rooney, Mata e Cristiano Ronaldo tutti insieme; forse sarà necessaria una cessione o una rivoluzione tattica, con Rooney costretto ancora a schierarsi dietro agli attaccanti in un 4-2-3-1 estremamente offensivo e sbilanciato, o addirittura relegato in panchina come spesso è accaduto nell’ultima stagione.

Edinson Cavani (30 anni), 50 presenze e 49 goal con il PSG in questa stagione.
Altro club che economicamente può permettersi di offrire al Real Madrid e al portoghese le cifre astronomiche richieste è il Paris Saint-Germain di Nasser Al-Khelaifi, da sempre a caccia di Lionel Messi per fare quel tanto ambito salto di qualità in grado di rendere il club competitivo anche in Europa, e le cui mire ora invece potrebbe virare verso l’attuale campione d’Europa in carica.
Addirittura sembra che l’incontro tra il procuratore Jorge Mendes e il presidente qatariota sia già avvenuto nel pomeriggio della finale di Champions League, due settimane fa, all’hotel Hilton di Cardiff.
Nel club parigino, Cristiano Ronaldo ritroverebbe l’ex Blancos Di Maria e formerebbe con Edinson Cavani un tandem d’attacco di pura potenza; a livello tattico si inserirebbe facilmente negli schemi di una squadra che, al momento, ha soltanto un attaccante titolare e tantissime seconde linee.

Carlo Ancelotti (58 anni), allenatore di Cristiano Ronaldo per 2 stagioni nel Real Madrid.
Una terza opzione, sulla quale tuttavia quasi nessuno ha ancora vociferato, è quella della meta bavarese. Il Bayern Monaco viene da una stagione che, nonostante lo scudetto, può essere definitiva negativa o da minimo sindacale ed è al lavoro per un progetto che porti di nuovo la coppa dalla grandi orecchie nella propria bacheca. Inoltre, se il PSG trabocca di giovani ancora inesplosi, il club tedesco deve fare i conti con gli imminenti addii di Ribery e Robben (67 anni in 2).
Infine, fattore più determinante degli altri, il Bayern è ora sotto la guida di Carlo Ancelotti, colui che ha regalato al “Decima” al Real e allo stesso Ronaldo, che per sua stessa ammissione, prima delle partite, chiedeva al fuoriclasse dove preferisse giocare, e che quindi adatterebbe la squadra in qualunque modo pur di far spazio al suo pupillo.
Ovunque andrà, se davvero se ne andrà dal Real, Cristiano Ronaldo rafforzerà la squadra di cui vestirà la maglia, indipendentemente da chi dovrà essere sacrificato per fargli posto. Tuttavia, oltre ai 3 club summenzionati, è difficile immaginare il nome di CR7 stampato su altre casacche.



