Tempo di bilanci in casa Genoa. La stagione dei rossoblu è stata più travagliata del previsto. La vittoria contro l’Inter a Marassi ha permesso di tenere il Crotone a distanza di sicurezza e una vittoria contro il Palermo potrebbe definitivamente chiudere la questione salvezza. Trovarsi coinvolti nella lotta per non retrocedere a tre giornate dalla fine è però un fallimento per una società come il Genoa, abituata negli ultimi anni ad altre (e più tranquille) zone di classifica.
Blackout
Nel 2017 il Genoa ha ottenuto solo due vittorie (contro Empoli ed Inter) a fronte di una serie impressionante di sconfitte. Considerando il girone di ritorno, i rossoblu sarebbero in zona retrocessione con soli 10 punti raccolti. Per intenderci, a pari merito con il retrocesso Palermo, meglio solo del Pescara (5 punti). Il lungo calvario è iniziato con le cessioni del calciomercato di gennaio. Cedere due pilastri come Pavoletti e Rincon ha infatti impedito a Ivan Juric di riproporre il medesimo gioco visto nel girone d’andata e che aveva fatto ben sperare i tifosi genoani. Le vittorie casalinghe contro Fiorentina, Juventus e Milan (ed il pareggio interno con il Napoli) sono risultati importanti, maturati prima che il presidente Preziosi decidesse di fare cassa, probabilmente convinto che il discorso salvezza fosse già archiviato. L’esonero di Juric, avvenuto il 19 febbraio, e l’arrivo di Mandorlini ha evidenziato come il problema non fosse certamente l’allenatore croato, che godeva inoltre del favore dell’ambiente rossoblu. Certo, la sconfitta per 5 a 0 rimediata sul campo del Pescara ultimo in classifica rimane una macchia indelebile, ma il progetto Juric sembra la soluzione giusta anche per il futuro e l’esperienza Mandorlini lo ha dimostrato. A prescindere dalla probabile salvezza, il tecnico ha dimostrato di essere in grado di continuare il lavoro sulla scia degli insegnamenti del suo maestro Gian Piero Gasperini. Il suo 3-4-3 infatti riprende molti concetti dell’allenatore rivelazione di questa Serie A: marcatura a uomo e ritmo forsennato le caratteristiche distintive del suo Genoa, molto bravo a riconquistare palla in zone avanzate del campo grazie ad un sistema di pressing molto aggressivo. Sono proprio queste le chiavi che hanno permesso a Juric di ottenere risultati importanti nella prima parte di stagione. Davanti all’ennesima rivoluzione della rosa, però, il croato non è riuscito a trovare le giuste misure a stagione in corso, forse anche a causa della sua inesperienza ad alti livelli, finendo per collezionare 2 punti nelle ultime dieci partite della sua (prima) gestione.
Il Genoa, si sa, è un supermarket. Il presidente Preziosi si diverte spesso a montare e smontare il proprio giocattolo, ma non sempre i risultati coincidono. Dal punti vista economico la sua gestione è difficilmente criticabile. Puntare ancora su Ivan Juric potrebbe essere la scelta migliore per dare continuità ad un progetto che cambia spesso gli interpreti in campo, ma che non può permettersi continui avvicendamenti in panchina. A meno di non voler soffrire come in questa stagione.



