La sconfitta con la Roma ha interrotto la rincorsa dell’Inter al 3° posto. La squadra di Stefano Pioli non ha superato la “prova del 9”, uscendo da San Siro con le ossa rotte. Sicuramente nel ko contro i giallorossi è pesata tanto, anzi tantissimo, l’assenza di João Miranda, uno dei perni della nuova gestione Pioli. Il centrale brasiliano, infatti, non aveva mai saltato un minuto in campionato ma quel giallo contro il Bologna è costato carissimo. Nonostante Miranda non stia ripetendo l’eccellente stagione scorsa, la sua presenza in campo si fa sentire. Il classe ’84 è il leader difensivo indiscusso e nelle ultime partite stava salendo di rendimento, al pari del compagno di reparto Murillo.
Galeotto fu il cartellino del Dall’Ara
La squalifica di Miranda ha enormemente complicato i piani del tecnico nerazzurro nell’approcciare la gara contro la Roma. Pioli, nonostante tutto, ha deciso di confermare la difesa a 3 sacrificando la spinta di D’Ambrosio e lanciando nuovamente Medel nel ruolo di libero. Tale scelta, però, ha avvantaggiato gli avanti giallorossi, in primis Edin Dzeko, che non ha trovato un avversario capace di contrastarlo fisicamente. Al contempo anche la prestazione di Perisic, almeno nei primi 60 minuti, è stata ampiamente condizionata, con l’esterno croato che si è dovuto sacrificare su tutta la fascia fornendo una prestazione sterile in fase offensiva, almeno fino all’assist per Icardi (quando Perisic era stato spostato più avanti per cercare di recuperare il risultato, ndr).
La solidità di Miranda
Miranda ha collezionato 25 presenze in stagione per un totale di 2250 minuti. La media voto del brasiliano è di poco inferiore alla sufficienza (5,88 per l’esattezza), causa anche il brutto inizio di stagione della gestione de Boer. Sono 1355 i passaggi effettuati dal centrale 32enne, di cui 1154 riusciti (85,2%), dati molto simili a colleghi di primissimo livello come Bonucci (87%) e de Vrij (86%, con solo 775 passaggi tentati), per un totale di circa 54 passaggi ogni 90 minuti, che confermano le doti di impostare il gioco del calciatore nerazzurro. Ottima anche la statistica dei duelli singoli (164 su 263) che lo fanno attestare al 62,4%, addirittura meglio proprio del difensore della Juventus (54,5) e di quello della Lazio (61,7), e praticamente sullo stesso livello del compagno di squadra Murillo (62,6) e di Manolas (64,9). Miranda è nuovamente pari con Bonucci e de Vrij anche per quanto riguarda la % dei contrasti aerei vinti (57,6) con 53 su 92 (irraggiungibile invece il difensore della Roma che è al 74%, ndr), che dimostrano la grande qualità nel colpo di testa e soprattutto nella scelta di tempo. Sui 58 contrasti di gioco, Miranda ne ha vinti 40, attestandosi circa al 70%, come Murillo. Ma cos’è che ci spinge ad affermare l’importanza di Miranda nel contesto Inter? Il brasiliano è 1° in Serie A per tiri respinti (ben 106), che lo rendono un vero e proprio “muro” difensivo. Le 57 intercettazioni completano invece il quadro facendo comprendere la capacità del centrale brasiliano nel “vedere prima” la giocata avversaria, anticipando le mosse degli attaccanti. Concludiamo con un altro dato interessante: quello della percentuale di precisione dei passaggi nella propria metà campo e in quella avversaria. Miranda ha il 92,2% di passaggi completati nella metà campo difensiva (dato di primissimo livello) ma, a sorprendere, è il 75% in quella offensiva, che rimarca anche la qualità del classe ’84 nel saper gestire il possesso del pallone anche in situazioni complicate, e se pressato, grazie anche alla sa capacità di giocare sempre a “testa alta”, ormai una caratteristica molto difficili da trovare nei calciatori moderni. Sicurezza, solidità, esperienza e qualità, questo è João Miranda e per l’Inter il suo apporto è fondamentale. Non siete convinti? Chiedete a Pioli…
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