Si diceva una volta che gli allenatori amassero i problemi di abbondanza. Luciano Spalletti quindi gongolerà vedendo in quanti scalpitino per un posto nell’attacco della sua Roma. Intoccabile Edin Dzeko, ormai super-cannoniere (19 reti) e in stato di grazia. Intoccabile però anche Radja Nainggolan, ormai collocato stabilmente dal tecnico toscano in posizione avanzata nel suo 3-4-3. Il belga ex-Cagliari ha toccato ormai quota-9 reti stagionali, rendendosi prezioso anche per la capacità di rientrare in aiuto alla mediana. Resta il terzo posto, quello sull’ala destra. A contenderselo sono Diego Perotti, Stephan El Shaarawy e Mohamed Salah. Chi vincerà in questa corsa a tre? O, come recita un noto show televisivo, questo triello?
A occhio e croce, l’elemento con minori possibilità sembra essere El Shaarawy. L’ex-Milan non ha mai decollato davvero in maglia giallorossa, alternando prestazioni super a lunghe pause. I gol in stagione sono solo 3 in 28 presenze, da lui ci si aspettano rendimenti di altro spessore. Sta soffrendo la concorrenza di Nainggolan nel ruolo da lui solitamente occupato, sull’ala di sinistra. Per lui occorrerà quindi o approfittare di ogni momento utile per convincere Spalletti a non dimenticarlo, oppure provare a cambiare ruolo. D’altronde, se il belga può passare dal centrocampo all’attacco, perché non pensare a un El Shaarawy agente sulla corsia di destra? Molto ovviamente non dipenderà solo da lui.
A danno di Diego Perotti sono stati solo alcuni contrattempi fisici, altrimenti poche volte avrebbe lasciato il campo. Dalla parte dell’argentino vanno annoverati 8 gol quest’anno, ma soprattutto tanto lavoro in fase di costruzione del gioco. Perotti sa tenere palla e servire i compagni d’attacco come pochi nel nostro campionato. L’esplosione di Nainggolan ha danneggiato forse soprattutto lui, che si è trovato spodestato nel suo ruolo da un giocatore a cui è in parte complementare.
Il nostro favorito è quindi Mohamed Salah. L’attaccante egiziano è la perfetta sintesi dei due giocatori appena citati: sa giocare la palla e al contempo anche attaccare gli spazi con la sua straordinaria velocità. È mancino e quindi dalla destra può rientrare per scoccare il tiro, col quale ha già marcato 9 gol. Inoltre ha raggiunto un’intesa perfetta con Dzeko. Forse non è intoccabile come altri, ma Spalletti difficilmente se ne priverà. Anche quando non appare del tutto in forma. In tutto questo discorso, non abbiamo fatto menzione di Francesco Totti. Forse questo è il segno più evidente dell’apertura di una nuova fase nella storia della Roma.



