Una grana…positiva per Luciano Spalletti. A Roma è infatti rientrato Mohamed Salah, tornato da una Coppa d’Africa agro-dolce. L’egiziano ha infatti perso in finale, rientrando nella Capitale la settimana scorsa, andando anche in panchina nella vittoria contro la Fiorentina, sua ex squadra. Perché si parla di grana? La Roma, nel mese di gennaio, ha trovato un certo equilibrio a livello tattico, grazie sopratutto all’utilizzo della difesa a 3. Il trittico Rudiger-Manolas e Fazio hanno dimostrato di essere uno dei pacchetti arretrati più competitivi d’Italia e anzi, dati alla mano, con loro in campo quella della Roma è la difesa meno perforata d’Europa. E’ ovvio che, per una squadra come quella giallorossa (che da anni deve far fronte ai problemi difensivi) in un campionato come quello italiano, avere una squadra che subisce pochi gol è solo che una risorsa. Nei primi mesi del campionato questo problema non si poneva, visto che il difensore tedesco era infortunato e Spalletti, per necessità, doveva schierare un 4-3-3 con Salah e Perotti sugli esterni. Se il ragionamento fosse “Va fuori quello meno in forma” allora toccherebbe Bruno Peres, esterno destro di centrocampo che non sta rendendo come le aspettative. Tuttavia togliere il brasiliano porterebbe ad un cambio di modulo, ad un abbandono di un sistema tattico che, Sampdoria a parte, ha sempre dato grandi soddisfazioni. Una possibile soluzione potrebbe essere adattare Perotti a destra, mettendo Salah come seconda punta accanto a Nainggolan dietro a Dzeko. Ovviamente sarebbe un sacrificio tattico molto pesante, visto che l’argentino non ha mai dato grandi soddisfazioni in quella posizione, rendendo meglio centrale per la sua capacità di svariare su tutto il fronte offensivo. Di sicuro l’allenatore della Roma non vorrà rinunciare a Salah, visto che ha delle caratteristiche che nessuno ha nella rosa e anzi, è un giocatore che obbliga, per gli avversari, di cambiare tutta e interamente la fase difensiva. Difficile un esclusione dell’egiziano quindi, ma considerando che i tre a centrocampo (Nainggolan-Strootman-De Rossi) sono ancora più intoccabili, dare una posizione certa all’ex Chelsea appare molto difficile. Una soluzione potrebbe essere un ibrido che cambia da fase di non possesso e non. In attacco la Roma si potrebbe disporre con una 4-3-3, con rudiger adattato terzino e in attacco Salah e Perotti sugli esterni. Sono due i difetti di questa scelta: innanzitutto la posizione di Nainggolan, che smetterebbe quindi di fare la seconda punta (ruolo in cui sta facendo benissimo) anche se la sua versatilità gli può permettere di fare benissimo anche il ruolo di interno continuando a fare la differenza. Un altro possibile difetto è più celato, ovvero la posizione di Rudiger: il problema è che il tedesco da centrale, in fase offensiva, può a volte avanzare sulla trequarti (completamente libero, cosa non possibile da terzino) e mettere deliziosi cross in mezzo per l’inserimento di Dzeko (come il gol contro il Cagliari). E’ ovvio quindi che ogni scelta ha le sue conseguenze positive e negative, ma gli infortuni e i tanti impegni, ma sopratutto la bravura di Spalletti, risolveranno la grana tattica.



