Quest’anno, calcisticamente parlando, ci sono state vittorie inaspettate, vedi il Leicester in Premier League ed il Portogallo agli Europei, e ritiri eccellenti di giocatori che hanno fatto la storia recente del calcio. Storia recente ma non troppo, visto che hanno giocato per quasi un ventennio, ed hanno conquistato trofei e record. I 5 che quest’anno hanno scelto di appendere gli scarpini al chiodo sono pezzi di storia che hanno fatto sognare, e a volte hanno anche deluso per le loro scelte. Ma comunque sono riusciti a rendere le loro carriere uniche ed irripetibili.
5. Antonio Di Natale – L’attaccante napoletano classe ’77, ha esordito nel calcio che conta nella stagione 2002-2003 con l’Empoli. E lo ha fatto nel migliore dei modi segnando 13 reti. Ma è stato due anni dopo che l’Udinese, squadra che lo ha consacrato, ha deciso di scommettere su di lui. E Totò ha ripagato i friulani segnando ben 191 goal in 12 anni con i bianconeri. Un recordman assoluto, con 2 classifiche cannonieri vinte di seguito, nel 2009-2010 e nel 2010-2011. La longevità è stata una sua grande caratteristica. Il periodo migliore della sua carriera lo ha vissuto dopo i 30 anni, in particolare dai 32 ai 36, durante i quali è stato particolarmente prolifico.
4. Walter Samuel – Il fortissimo difensore argentino, detto The Wall ha esordito giovanissimo con il Newell’s Old Boys. Nell’arco della sua carriera ha vinto quasi tutto: 2 campionati argentini, 6 italiani, 3 Coppe Italia, 5 Supercoppe italiane, 2 campionati svizzeri, 1 Coppa Libertadores, 1 Champions League ed un Mondiale Under 20. A parte l’incolore esperienza al Real Madrid, ha lasciato il segno ovunque è andato. In particolare in Italia. Alla Roma è stato protagonista dello storico Scudetto conquistato dai giallorossi nel 2001, poi con l’Inter è stato un punto di rifermento sia con Mancini che con Mourinho. La Champions conquistata con i nerazzurri è probabilmente il trofeo più importante della sua carriera. Ma è riuscito a vincere anche in Svizzera, nell’anno del suo ritiro.
3. Steven Gerrard – Colonna portante e simbolo del Liverpool. Con i Reds ha esordito a 18 anni, ed ha vestito quella maglia per altri 16. Un metronomo di centrocampo con una caratteristica unica: un tiro dalla distanza potente e preciso. Ha sempre avuto il vizio del goal nonostante non frequentasse quasi mai l’area di rigore avversaria. Nel periodo migliore, quello in cui vinse la Champions League in finale con il Milan, è stato in lizza per il Pallone d’Oro, che però nel 2005 andò a Ronaldinho. Gli ultimi due anni ha “svernato” in America, ai Los Angeles Galaxy.
2. Luca Toni – Un vero predatore d’area, che ha fatto del goal la sua arma migliore. Non un predestinato, perché è stato definitivamente lanciato tra i big all’età di 27 anni dal Palermo, con il quale l’anno prima ottenne una storica promozione segnando 30 reti in Serie B. Il primo top team a puntare su di lui è stata la Fiorentina. Uno degli acquisti più azzeccati dei viola. Infatti Toni durante il suo primo anno a Firenze ha segnato 31 reti, e conquistato la scarpa d’oro divenendo il primo italiano a riceverla. Poi la vittoria del Mondiale 2006, nel quale segnò una doppietta pesantissima contro l’Ucraina. Il Bayern Monaco lo ha preso per 11 milioni, ed in Bundesliga ha continuato a fare la differenza a suon di “tor”. Ha così conquistato il titolo di capocannoniere in Germania con le sue 24 reti. Tornato in Italia nei sei mesi con la Roma è stato decisivo e ha rischiato di vincere lo Scudetto con Ranieri. La sua ultima esperienza, più che positiva, è stata a Verona con l’Hellas. Un esempio di concretezza e determinazione.
1. Raul – Un altro attaccante di razza, simbolo di Madrid, sponda Real. Tuttavia la sua carriera calcistica è iniziata nelle giovanili dell’Atletico. Ma successivamente è stato preso dai Blancos con i quali ha giocato dal 1994 fino al 2010 ed segnato un totale di 323 reti, baciandosi sempre la fede durante l’esultanza (un gesto che ha fatto tendenza). Numeri da capogiro. Con i madridisti ha vinto tutto quello che c’era da vincere, comprese 3 Champions League. Dopo il Real ha voluto andare lontano, prima allo Schalke 04, poi in Quatar, ed infine in America, ai New York Cosmos. Al livello individuale è stato 2 volte Pichichi e 2 volte capocannoniere in Champions, della quale è il terzo marcatore di sempre con 71 reti, alle spalle dei due alieni Cristiano Ronaldo, a quota 96, e Messi a 93.



