Sinisa Mihajlovic, allenatore del Torino, ha parlato in conferenza stampa prima del super match di domani contro la Juventus. Prima del derby della Mole, infatti, il tecnico serbo sembra molto teso, concentrato e motivato. Ecco di seguito riportate le sue parole:
“Oggi in conferenza stampa ho portato alcune persone che domani giocheranno il derby. Renato Cornaglia detto Socrates, che sarà con noi anche se non scenderà in campo sarà con noi da grande tifoso di sempre. Gianluca Finetto, magazziniere e anche lui giocherà insieme a noi il derby. Amos Ferini, il figlio del grande Giorgio. Capitano dei capitani che incarnava ilo spirito del Toro e da lassù ci guarderà come sempre. C’è il meno famoso (ride, ndr), il nostro capitano, che domani giocherà. La Juve è la squadra favorita, ma deve sapere che domani giocherà contro tutta la nostra gente. Contro tutti quelli che lavorano nel Torino e contro tutta la nostra gente. Suderanno sette camicie. Non so se sarà rispettato il pronostico, ma so che noi usciremo a testa alta e giocheremo da Toro. Vorrei vedere un derby bello, pieno di intensità e di colori, ma con correttezza. Nel derby c’è intensità, passione, ma comunque è un gioco”.
Derby importante per voi contro i bianconeri che sono al comando:
“La Juventus ha giocatori forti, sono pericolosi sulle palle alte e inattive e faranno una grande partita. Devono tuttavia stare attenti perché noi abbiamo il secondo attacco della Serie A e la nostra squadra ha qualità. Come diceva Boniperti, il risultato non importa. Conta solo vincere. Noi dobbiamo giocare secondo i nostri principi. Come diceva Boskov le partite si possono vincere, pareggiare e perdere, ma a me interessa come si gioca”.
Cosa è la Juventus per Mihajlovic?
“C’è una frase che ha detto Trapattoni: è come un dragone che se gli tagli la testa ne ricrescono due. Ho rispetto per la Juve, ma non paura. Farò e faremo di tutto domani per batterli, sappiamo che sarà difficile ma giocheremo cercando di seguire i nostri principi. Usando la testa e ognuno sarà concentrato sul suo compito”.
Come ha vissuto la settimana? Si è lasciato trasportare dall’aria che si vive in città?
“Cerco sempre di essere lucido e so che in città tutti tengono molto al derby, ho trascorso la settimana tranquillo e sereno. L’ho vissuta come ogni altra partita, i derby sono gare più facili da preparare e non c’è bisogno di caricare nessuno perché chi va in campo sa quello che deve fare”.
Sfida a distanza tra Higuain e Belotti, saranno loro gli uomini derby?
“Sono uomini da cento milioni di euro. Per Higuain li hanno già versati, per il Gallo per fortuna non ancora. Sono calciatori importanti, possono risolvere le partite come altri calciatori. Alla fine vince la squadra, non il simbolo”.
La gara disputata dal Genoa contro i bianconeri può essere un esempio per voi?
“Non giochiamo a tutto campo, uno contro uno. Noi siamo abituati a giocare alto e pressare, lo faremo ma ci vuole coraggio e convinzione per farlo. Speravo che la Juve non perdesse prima di giocare con noi, come ci è successo prima della gara con la Sampdoria. Tuttavia sapevo che prima o poi avremmo perso e la Juve si è ripresa, perché è una grande squadra. Ma noi dobbiamo giocare da Toro. Se così dovesse essere, qualsiasi risultato sarà accettato con più serenità”.
Nella storia del Toro vincere il derby valeva la stagione, oggi è diverso?
“Sicuramente, ho raccontato che quando arrivai a Roma la prima cosa che mi chiesero i tifosi fu vincere il derby e per me vincere solo il derby è una mentalità provinciale. Non basta vincere il derby e poi vivere di rendita. E’ una partita importante, ma porta – come tutte le altre – solo tre punti”.
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