A pochi giorni dal derby della capitale abbiamo intervistato Massimo Mutarelli, ex giocatore della Lazio. Ecco quello che ci ha detto
Che emozione è stata il goal nel derby, vinto, della stagione 2006-2007? “Fare goal, per chi come me non è abituato a segnare, è una gioia indescrivibile e fare il 3-0, in una partita perfetta, da ancora più valore”.
Non un goal facilissimo, giusto? “No non fu un goal semplice ma nemmeno difficile; sono stato bravo a farmi trovare nel posto giusto al momento giusto”.
Che ricordo hai della Lazio e del pubblico biancoceleste? “Io mi ricordo un derby con uno stadio pieno con i tifosi che trasmettono le emozioni ai giocatori ed è un peccato vedere l’Olimpico vuoto; leggevo che anche quest’anno, probabilmente, sarà un derby con pochi tifosi ed è veramente un peccato perché una partita vedere una partita del genere senza la gente a riempire li spalti”.
Per i tifosi il derby è la partita più importante dell’anno. Da giocatore, invece, il derby si vive per una settimana o per una stagione intera? “Il derby vai a vedere quando giocarlo non appena escono i calendari. Nell’avvicinamento si fa molto sentire anche per il significato che ha per la gente. Mi ricordo che il giovedì, nella partita di allenamento, la tribuna era piena. Questo dimostra quanto ci tiene la gente”.
E’ il bello più bello d’Italia? Quello che regala più emozioni? “Io ho giocato anche altri derby ma quello di Roma è il più sentito”.
Tu sei stato compagno di squadra di Inzaghi. Che effetto ti fa vederlo sulla panchina biancoceleste? Considerato quanto successo in estate con Bielsa, si è presentato bene Inzaghi? “Assolutamente si. Si è trovato in una situazione non facile e sta facendo molto bene. Bisogna solo fargli i complimenti”.
Che squadra è la Lazio e che squadra è la Roma? Chi fa più paura e chi arriva meglio al derby? Chi ha più confidenza nei propri mezzi? “Il derby è una gara a parte che si deve solo vincere. Come si arriva alla gara è importante ma fino ad un certo punto. Credo che la Lazio arrivi molto bene sia fisicamente che mentalmente e con quella leggerezza che la Roma non ha. La Lazio è una squadra in salute, mentre la Roma parte forte ma se non riesce a chiuderla va in difficoltà”.
Quali sono i giocatori chiave da una parte e dall’altra? “La Lazio ha una quadratura come squadra ma i tre davanti possono sicuramente fare la differenza; nella Roma, Dzeko è un giocatore da temere”.
Quanto è importante la spinta del pubblico? “Molto e infatti è un peccato vedere l’Olimpico vuoto perché la gente può dare qualcosa di più nei momenti positivi e soprattutto in quelli negativi”.
Un pronostico per la partita e un giocatore chiave? “Il risultato preferisco non darlo, mentre il giocatore chiave credo che Anderson possa essere l’uomo decisivo”.



