La Nazionale è una meta a cui tutti i giocatori aspirano, anche coloro che hanno vinto tutto. Vincere con la propria nazionale non ha eguali ed è per questo che nel momento delle convocazioni da parte di un Ct riusciamo a percepire il lato più umano di tutti i calciatori: chi è arrabbiato, chi gioisce, chi prova rammarico. La maglia del proprio paese è l’aspirazione massima che ognuno si pone.
Il calcio italiano sta vivendo un periodo di rinascimento con la comparsa di giovani con un futuro luminoso. Tanti sono coloro che Giampiero Ventura ha lasciato fuori nelle ultime convocazioni in azzurro, forse anche immeritatamente. RadioGoal24 analizzerà un giocatore in particolare che non è stato chiamato nonostante il buon operato con il proprio club: Mario Balotelli.
Il ragazzo nato a Palermo era considerato un predestinato, un vero e proprio personaggio su cui scommettere. Cresciuto nel vivaio dell’Inter, Super Mario dimostrò in tenera età di avere la stoffa per competere a livelli altissimi grazie al mix di fisicità e tecnica che aveva a disposizione. Un centravanti perfetto che diventò icona del calcio italiano quando si trasferì al Manchester City, in quel periodo, nel 2012, giocò gli europei disputati in Ucraina ed in Polonia che lo consacrarono come uno degli attaccanti più forti al mondo. Una gioia per tutti, anche per chi lo ha temuto come avversario, vedere un ragazzo che ha vissuto tra noi trafiggere un mostro come Neuer ed abbattere una Germania spaventosa, per poi togliersi la maglia per mostrare i muscoli, muscoli di chi non ne ha ancora abbastanza, di chi è ancora affamato.
Un’altro match importante è stata la finale degli europei, raggiunta proprio grazie alla vittoria sulla nazionale tedesca, contro la Spagna. La nazionale di Cesare Prandelli uscì sconfitta con un umiliante 4-0 che infranse tutti i sogni degli italiani e di Mario che nel finale di partita non riuscì a trattenere le lacrime.
Quella finale forse è stato un colpo duro per lo stato mentale dell’attaccante che da lì ha smesso di giocare come prima. Forse ha pensato che lottare in campo non ne valeva più la pena? Probabilmente, sta di fatto che da lì non ha più giocato con la stessa intensità, con la stessa forza, con la stessa fame. Balotelli ha vissuto un netto decadimento della sua carriera ed è stato scartato da molte squadre, specie Liverpool e Milan.
Abbandonati i top club europei, Balo ha fatto un passo indietro cercando di ripartire dal Nizza, in Ligue 1. Risultato? 6 gol in 6 presenze in campionato che fissano il club in una sorprendente prima posizione, a 3 misure dai miliardari Monaco e PSG.
Da molto tempo non indossa la maglia dell’ Italia e questo attimo di risorgimento non è bastato secondo il Ct Giampiero Ventura.
L’importante è non arrendersi e continuare a lottare perché c’è tempo per stupire e magari, chissà, per i mondiali 2018 il popolo italiano griderà la stessa frase che recitò tanto tempo fa La Gazzetta dello Sport: “Balo is back!”.




