In questo approfondimento RadioGoal24 analizzerà il momento negativo di Manolo Gabbiadini, punta centrale del Napoli di Maurizio Sarri.
Giovane attaccante classe ’91, arrivato a Napoli lo scorso anno, vive un momento molto negativo dal punto di vista calcistico.
Arrivato dalla Sampdoria come un grandissimo acquisto, l’attaccante n° 23 di certo non si aspettava di essere messo da parte in questo modo.
Nonostante la sua fisicità, la sua tecnica ed il suo gran tiro da fuori, Sarri ha sempre preferito far giocare altri rispetto a lui. Lo scorso anno ha dovuto subire l’inamovibilità di Gonzalo Higuain, attaccante fenomenale che è andato a segno ben 36 volte su 35 presenze superando il record di reti in un solo campionato detenuto prima da Gunnar Nordahl.
Lo stesso giocatore era conscio di non poter competere contro lo strapotere dell’attaccante argentino che inoltre aveva conquistato anche la piazza partenopea.
La sua più grande delusione però arriva in questa stagione: dopo la partenza improvvisa del Pipita per Torino, Gabbiadini sperava di essere utilizzato come degno sostituto, ma l’arrivo di Arkadiusz Milik ha compromesso tutto.
L’impressione è che Sarri non voglia fondare le basi del suo reparto offensivo sull’ex doriano, considerato immaturo ed apatico. Per il giocatore invece è stato completamente demotivante il suo scarso impiego a causa della presenza del talento polacco, arrivato a Napoli dall’ Ajax.
Il momento negativo degli azzurri si riflette nelle prestazioni dei singoli, specie in quelli non sereni come il ragazzo di Calcinate.
A causa di un grave infortunio al legamento crociato, molto probabilmente Milik non rientrerà prima di febbraio ed il Napoli, in crisi dopo tre sconfitte consecutive, dovrà affidarsi all’apatico ragazzo n°23.
Episodio culminante che fa piovere sul bagnato sia per il club che per il giocatore avviene nell’ultimo match contro il Crotone: Gabbiadini perde la testa dopo un fallo a centrocampo di Gian Marco Ferrari e prende a “pedate” l’avversario.
Carattere aggressivo? Sicuramente no, conoscendo il ragazzo. Rabbia repressa? Probabilmente. Il 24enne, che vive forse il momento più negativo della sua carriera, tira fuori una rabbia (che non si tratta di rabbia agonistica) a cui non ci ha mai abituato e reagisce male per un fallo a centrocampo dopo solo mezz’ora di gioco.
Il giocatore è stato squalificato per due giornate ma ha ancora 4 mesi per convincere il suo allenatore, che dovrà fare del suo meglio per tirare fuori il carattere di un ragazzo che vive una soluzione difficile e che potrebbe diventare uno dei più forti centravanti della nazionale.
Sarri ha tra le mani il futuro di una carriera molto importante anche per la nazionale italiana che, almeno in questo momento, è a corto di attaccanti di livello.




