Tante parole sono state spese sul rapporto tra Manolo Gabbiadini e il Napoli (con Maurizio Sarri spesso protagonista). L’attaccante, dopo un ottimo avvio in maglia azzurra, si è trovato spesso relegato in panchina, spesso per cause a lui non imputabili (vedasi la stagione dei record di Higuain). Adesso, complice il lungo infortunio di Milik, è chiamato a giocarsi le sue carte da titolare assoluto, in una piazza in cui la pressione, soprattutto dopo tre sconfitte consecutive, inizia a farsi sentire: “Pressione? Io la vivo serenamente, se soffrissi la pressione non giocherei a Napoli. Sono sereno e mi alleno serenamente, poi vado in campo e cerco di dare il massimo. Logicamente mi dispiace per l’infortunio di Milik, colgo l’occasione per fare gli auguri a lui e Montolivo. I numeri sono a mio favore, per le presenze ed i goal che ho fatto. Sono fiero di essere in una squadra come il Napoli anche se fin a questo momento ho giocato poco. L’anno scorso, quando Higuain si fermò e toccò a me, le persone mi incontravano per strada e mi facevano sentire forse un po’ troppo importante, quei momento li ho vissuti stranamente però i miei compagni mi hanno aiutato subito in campo. Sono un attaccante che si sa adattare ai vari moduli, largo a destra o centrale. Sono uno con un tiro forte ed anche forte fisicamente“. Stranamente l’attaccante italiano non cita Maurizio Sarri quando parla degli allenatori a cui è più legato: “Posso citare due allenatori: il primo è Ferrara, se non fosse stato per lui non sarei qui visto che mi ha fatto giocare sempre titolare nell’Under 21 dandomi fiducia, e poi Mihajlovic che ti dice sempre tutto sia bello che brutto e quando ho un rapporto con un allenatore cosi riesco a dare il massimo“.
Napoli, Gabbiadini: “Non sento la pressione, i numeri sono a mio favore”
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