Lazio, Luis Alberto: “Siamo pronti per tornare a far emozionare i tifosi”

Lazio, Luis Alberto: “Siamo pronti per tornare a far emozionare i tifosi”

Lazio – Il numero 10 biancoceleste Luis Alberto ha pubblicato sul proprio profilo social Instagram una lunga considerazione sul momento legato all’emergenza Coronavirus e alla possibile ripresa del campionato.

“Stiamo iniziando a vedere la luce alla fine del tunnel. Senza fretta, con grande cautela e anche con un po’ di paura, ma l’Italia sta lentamente tornando in attività e anche noi vogliamo farlo. Noi ci siamo! Vogliamo e dobbiamo tornare al lavoro”. È il messaggio del centrocampista della Lazio Luis Alberto, affidato ai suoi profili social. “Non solo pernoi calciatori – specifica il giocatore biancoceleste – ma perché ci sono molti addetti e lavoratori che dipendono dal calcio. Dipendenti con famiglie che ora sono senza stipendio e che devono tornare alla normalità. Non vogliamo essere responsabili di ulteriori tagli o licenziamenti”. “Vogliamo essere d’aiuto per la riapertura del Paese – conclude lo spagnolo – e far emozionare di nuovo i nostri tifosi, per far tornare quella la passione e quella gioia che hanno dentro. Ecco a cosa serve il calcio: ad unirci. Siamo pronti per tornare”.

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Il post ha ricevuto anche gli apprezzamenti di altri 2 biancocelesti: Ciro Immobile e Sergej Milinkovic-Savic.

Prima dello stop della Serie A Luis Alberto stava disputando senza dubbio la sua miglio stagione in biancoceleste con 30 presenze totali e 5 reti all’attivo ma la differenza l’ha fatta soprattutto con i suoi 14 assist.

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Lazio, Viviano potrebbe essere il nuovo secondo portiere

Lazio, Viviano potrebbe essere il nuovo secondo portiere

Ancora non si ha certezza del futuro prossimo dell nostra Serie A, sospesa tra la ripartenza e l’interruzione forzata. In ogni caso la Lazio è praticamente certa della partecipazione alla prossima Champions League; Tare e Lotito dovranno inevitabilmente intervenire sul mercato per allungare la rosa, che è si di qualità, ma non lunghissima. Nelle ultime settimane sono stati fatti tanti nomi, specialmente per il centrocampo e la difesa, ma i biancocelesti per la prossima stagione sono anche alla ricerca del secondo portiere, poiché il 35enne Proto è prossimo al ritiro e comunque non sembra abbia mai guadagnato la completa fiducia del mister. L’ultimo nome per il ruolo di vice-Strakosha è quello di Emiliano Viviano: il portiere toscano, dopo l’ultima esperienza alla SPAL è rimasto svincolato e potrebbe essere un’occasione di mercato a basso costo. Viviano è un portiere d’esperienza, che in Serie A ha vestito le maglie di Bologna, Palermo, Fiorentina e Sampdoria, vanta anche due esperienze all’estero in Portogallo e in Inghilterra con l’Arsenal, anche se in entrambi i casi non è mai sceso in campo.

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Lazio, intesa vicina per il rinnovo di Inzaghi

Lazio, intesa vicina per il rinnovo di Inzaghi

Mentre continua il braccio di ferro tra il Governo e la Lega di Serie A, i club iniziano comunque, per quanto possibile, ha pianificare il futuro prossimo. In casa Lazio l’obbiettivo primario è quello di rinnovare i contratti dei suoi gioielli, si parla molto infatti degli accordi con Immobile e Luis Alberto, ma un altro contratto in attesa di essere prolungato è quello di mister Inzaghi, vero e proprio collaudatore della Lazio da sogno di questa stagione. Simone è da 21 anni a Roma, oramai il suo cuore è biancoceleste, ma le sirene di grandi squadre iniziano a farsi sentire, considerando la crescita che ha avuto il tecnico piacentino in questi 4 anni alla guida della Lazio. Secondo quanto riporta la Gazzetta dello Sport,  Lotito e Tare avrebbero proposto ad  Inzaghi di prolungare il suo attuale contratto (scadenza 2021) fino al 2025 per provare a puntare allo Scudetto anche nelle prossime stagioni. Sul piatto un’offerta da 2,5 milioni di euro più bonus. Un Inzaghi stile “Simeone” all’Atletico Madrid, con le dovute proporzioni, dato che sarebbe già un successo raggiungere la metà dei traguardi che il Cholo ha ottenuto con il colchoneros.

 

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Figc, Serie A rimarrà a 20 squadre: interruzione della stagione in vista?

Figc, possibile interruzione dei campionati?

Nella giornata di giovedì si è svolta una riunione della Figc. Come riporta Sky Sport, la federazione lavora in questi giorni come se si andasse avanti senza ulteriori impedimenti. In caso di stop definitivo, che deve arrivare dal governo, la Serie A rimarrà a venti squadre.Verrà di fatto seguito il modello francese, che proprio oggi ha decretato le retrocessioni e le promozioni, oltre che alla vittoria del Psg in campionato.Resteranno dunque promozioni e retrocessioni, e il formato a 20 squadre verrebbe così “salvato”. Ad ogni modo la priorità rimane ancora quella di terminare la stagione in corso, e la Figc sarebbe anche pronta ad una possibile estensione della stagione oltre il 2 agosto.

Una soluzione che da una parte potrebbe evitare dei problemi, dall’altra potrebbe crearne altri. Per un verso infatti verrebbero assecondate le velleità di Serie A del Benevento, che quest’anno ha letteralmente dominato la Serie B tanto da annunciare il ricorso a misure drastiche qualora il primo posto conquistato sul campo fosse stato reso privo di effetti. Chi rimarrebbe scontento sarebbe invece in particolar modo la Lazio, che si trova al secondo posto in classifica a -1 dalla Juve e che da mesi, per bocca del Presidente Lotito e dei dirigenti Tare e Diaconale, spinge per una ripresa al più presto; bisogna ricordare però che  circa 3/4 della Serie A hanno manifestato la volontà di riprendere . Nonostante ciò, la positività di Dybala al quarto tampone consecutivo, la decisione presa dalla Francia (nonché da altri Paesi) e il fatto che nessuno voglia prendersi la responsabilità nel caso altri giocatori venissero contagiati dopo la ripresa degli allenamenti (un rischio che metterebbe a repentaglio la salute pubblica oltre che lo svolgimento stesso del campionato) fanno sì che negli ultimi giorni la possibilità che il campionato venga interrotto con congelamento della classifica attuale abbia preso sempre più piede.

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Lazio, per il centrocampo piace Dendoncker del Wolverhampton

Lazio, per il centrocampo piace Dendoncker del Wolverhampton

In un momento in cui il calcio non può essere protagonista nei nostri fine settimana, il mercato prova (seppur in maniera limitata) ad essere protagonista in vista della prossima stagione qualora non si dovesse tornare a giocare e l’ipotesi è piuttosto concreta. Una squadra che vuole rinforzarsi è la Lazio; il club biancoceleste, dopo un campionato giocato ai vertici in cui i ragazzi di Inzaghi sono stati capaci di tenere testa ad una corazzata come la Juventus, vogliono restare competitivi per sognare il definitivo salto di qualità. Lotito, da questo punto di vista, ha intenzione di tenere tutti i big e aggiungere qualche elemento in grado di alzare il valore della rosa. Il primo nome sull’agenda di Tare è quello di Leander Dendoncker, centrocampista belga in forza al Wolverhampton. Un ritorno di fiamma per il club biancoceleste che aveva messo gli occhi sul giocatore nel lontano 2013 al Torneo di Viareggio quando l’Anderlecht sfidò la Lazio; operazione di mercato non semplice considerando la richiesta del club inglese di almeno venticinque milioni di euro. Giocatore dinamico, dotato di grande forza fisica che garantirebbe ad Inzaghi una valida alternativa aumentando, sensibilmente, il valore della rosa. La Lazio ci riproverà con il chiaro obiettivo di restare competitiva e continuare un sogno iniziato in questa stagione.

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Immobile: “Bisogna tutelare chi con il calcio guadagna 1000 euro al mese”

Immobile: “Bisogna tutelare chi con il calcio guadagna 1000 euro al mese”

Dopo Lotito, Tommasi, Acerbi e Parolo anche Immobile, altro tesserato della Lazio, si interroga sulla decisioni prese dal governo riguardo alla ripresa degli allenamenti. In diretta sulla radio ufficiale del club, l’attaccante azzurro ha rilasciato delle dichiarazioni che spingono verso un tentativo di ripresa, per lo meno degli allenamenti; ed ha provato a mandare un messaggio spesso non chiaro a tutti che nel mondo del calcio non esistono solo plurimilionari, ma anche lavoratori che tirano avanti guadagnando 1000 euro al mese. Ecco le parole dell’attaccante della Lazio:

Sul Dpcm che vieta l’allenamento all’interno dei centri sportivi per gli sport di squadra:

“Sono d’accordo con il presidente Lotito, è pazzesco che io posso andare con Dzeko a Villa Borghese ma non a Formello, dove ci sono sei campi e posso correre da solo. Ci sono anche quattro ingressi e quattro uscite di servizio, possiamo anche non incontrarci con gli altri compagni. Come ha detto l’AIC, è un atto discriminatorio. Molti nostri compagni stanno vivendo questa situazione da soli, mi dispiace che non abbiano la famiglia vicino. Spero che si possa ricominciare, anche per far distrarre la gente in un momento del genere. Noi vogliamo riprendere nella massima sicurezza e col permesso dello Stato. Sono convinto che non stiamo facendo polemica, stiamo soltanto cercando di capire il motivo per cui non possiamo correre a Formello. C’è bisogno che qualcuno ce lo spieghi, ce lo dicessero che si potrebbe non riprendere. Tutti i calciatori che io sento sono d’accordo, aspettano notizie per tornare in campo. Nessuno era contrario alla riapertura: se ci sono le condizioni io ripartirei subito. Siamo pronti a giocare anche col caldo ogni tre giorni”.

Riguardo alle ripercussioni economiche di una mancata ripresa:

“C’è solo una piccolissima parte della Serie A che ha problemi, io penso alla Serie B, alla C e a tutte le altre persone che girano intorno al calcio. Dobbiamo pensare al bene della gente che lavora intorno ai calciatori ma non guadagna come noi. Alcuni prendono 1000 euro al mese ma senza calcio non hanno neanche quelli, penso per esempio anche ai giornalisti. Mi diranno che voglio ripartire perché sono primo tra i marcatori, ma a me non frega niente di questo. Come tutti io spero di tornare a lavoro, ma non perché con la Lazio sono secondo in classifica”.

Vedremo cosa accadrà, ma le notizie degli ultimi giorni non lasciano sperare in una ripresa della stagione, con la Ligue 1 che ha ufficializzato lo stop della stagione, seguendo l’esempio dell’Olanda e Paulo Dybala che è risultato positivo anche al quarto tampone. Spadafora continua a non essere convinto di una ripresa e lo stop del campionato francese avrà delle ripercussioni anche sulle decisioni della UEFA.

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Acerbi tuona contro il Governo “il 18 potrebbe essere tardi”

Acerbi tuona contro il Governo “il 18 potrebbe essere tardi”

Il centrale difensivo della Lazio Acerbi stamattina ha parlato ai microfoni di LazioStyle Radio commentando le nuove direttive governative riguardanti la ripresa degli allenamenti. L’ex calciatore del Sassuolo ha praticamente rimarcato gli stessi concetti espressi da Parolo ieri: non si capisce cosa cambi tra correre al parco o nel proprio centro sportivo con tutti i controlli medici del caso. Ecco le sue parole riportate da Tuttomercatoweb:

“Cosa avete pensato in questi due giorni dopo la conferenza del Premier Conte e le dichiarazioni del Ministro dello Sport Spadafora?
Io sono un calciatore e cerco di fare bene il mio mestiere. Non voglio fare polemica, ma c’è qualcosa che non quadra e penso di parlare a nome di tutti i giocatori. La corsa nei centri sportivi, con tanti campi, è più sicura a quella fatta in un parco pubblico, dove la distanza può non essere rispettata. Da quello che sento, è una cosa non chiara un po’ a tutti visto che si parla del tema sicurezza. Per quanto è grande Formello noi rischiamo anche di non vederci con gli altri compagni: per noi è importante allenarsi in campo con gli scarpini. Abbiamo sempre rispettato le norme, ma ora sono perplesso: non ha senso aprire i parchi e non permetterci di andare al campo.

Le risposte del governo?
Siamo abituati a muoverci, è la nostra passione e il nostro lavoro. Lavoriamo sempre in un certo modo, abbiamo bisogno di adrenalina per raggiungere gli obiettivi. Adesso che ci sarebbe la possibilità di andare nei centri sportivi, rispettando il decreto, non si può. Non è per creare polemica, è perché vorremmo capire perché correre nei parchi va bene e nei campi no. Se ci danno una motivazione adeguata, la accettiamo, ma il governo non ci ha neanche risposto. Non stiamo dicendo di fare le partitelle, ma solo di correre sul verde dei campi.

Le modalità di allenamento:
Abbiamo la fortuna di avere una struttura come quella di Formello. Ci sono 9-10 ore di luce da sfruttare durante il giorno, se ci dividono sui tanti campi non si incontrano neanche i compagni. Si fa un’oretta di corsa, senza palla e in piena sicurezza, prima di tornare a casa: perché non si può? Vorremmo delle risposte per fare al meglio il nostro lavoro, mi sembra è una richiesta legittima.

Il sistema calcio ha un valore sociale ed è una delle più grandi industrie del paese, su cui si reggono altri sport individuali…
Il calcio è lo sport più amato ed è un’industria. È normale che ci sia più voglia di riprendere, è fondamentale per l’economia nazionale. Vogliamo ricominciare nel modo giusto, rispettando anche le persone scomparse e chi ha perso il lavoro e non arriva a fine mese. Diventa dura riprendere la Serie A se non ci possiamo allenare individualmente il 4 maggio, perché si passerebbe al 18 e ci sarebbe poco tempo per finire il campionato. Adesso non stiamo staccando, dobbiamo farci trovare pronti: non siamo in vacanza, quindi servirà del tempo anche prima di cominciare la prossima stagione.

Un messaggio per le persone che si ammalano:
Bisogna tenere duro, nella vita ci sono sempre due strade: una è quella giusta e l’altra è quella sbagliata. La prima fa più paura all’inizio, perché ci sono degli ostacoli, ma se li superi diventa tutto più bello. Serve forza d’animo per oltrepassare le paure e prendere la direzione giusta non arrendendosi”.

 

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Lotito: “Accetterei una partita secca con la Juventus per il titolo”

Lotito: “Accetterei una partita secca con la Juventus per il titolo”

Il calcio sta tentando di ripartire; dal quattro maggio ripartiranno gli allenamenti individuali mentre dal diciotto ci sarà la ripartenza a livello collettivo. Un primo passo verso il ritorno in campo con la speranza di poter chiudere una stagione calcistica indubbiamente segnata dall’emergenza sanitaria che sta colpendo il mondo. In Serie A il campionato si è fermato con il duello Juventus-Lazio separate da un solo punto; un duello meraviglioso merito soprattutto dei ragazzi di Inzaghi e che nel weekend appena passato avrebbe avuto il suo atto secondo in casa bianconera. Proprio il presidente dei biancocelesti, Claudio Lotito, ha rilasciato una lunga intervista a Repubblica; ecco le parole del patron della Lazio: “I play-off per assegnare il titolo? Sono a un punto dalla Juventus e solo per Juve-Inter che… L’avete vista. Per equità, una squadra come l’Inter che ha 8 punti meno di noi o l’Atalanta che è a -14, mi dica se devono essere coinvolte. Una partita secca sì, la accetterei“. In conclusione una frecciatina ai club che vogliono terminare la stagione. “Perché io ragiono nell’interesse di 20 club. Chi non lo fa? Incrociate le dichiarazioni con le posizioni in classifica, nella testa delle persone c’è l’idea di bloccare le retrocessioni”. Dichiarazione forti quelle del numero uno della Lazio che dimostra, ancora una volta, sia la volontà di tornare in campo sia quella di difendere i suoi giocatori.

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Kumbulla, alla fine dovrebbe spuntarla l’Inter

Kumbulla, alla fine dovrebbe spuntarla l’Inter

Intorno al centrale difensivo albanese classe 2000 si è scatenata una vera e propria asta di mercato. L’Hellas si gode la situazione ed attende un’offerta che si aggiri intorno ai 25 milioni; negli ultimi mesi le squadre di Serie A che hanno seguito il giocatore sono Lazio, Napoli ed Inter. I partenopei sono l’unica squadra ad aver presentato un’offerta ufficiale, ma Napoli sembrerebbe la destinazione meno gradita al ragazzo. Lazio  ed Inter potrebbero assicurare al talento dell’Hellas la possibilità di giocare con la difesa 3, stesso modulo con il quale si è espresso in questa stagione con la maglia del Verona; i biancocelesti hanno insistito qualche mese fa tramite il Direttore Sportivo Tare, connazionale di Kumbulla, ma ad oggi sembrano aver mollato la presa,  mentre sembrerebbe che l’Inter sia già nella fase avanzata della trattativa con il Verona. Le ultime indiscrezioni lasciano presagire un cauto ottimismo in casa Inter, con il ragazzo che sarebbe entusiasta di essere allenato da Conte. Vedremo come evolverà la situazione, ma ad oggi i nerazzurri sembrerebbero davanti alla concorrenza.

 


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Lazio, Parolo svela i segreti della crescita della squadra

Lazio, Parolo svela i segreti della crescita della squadra

Il centrocampista della Lazio Marco Parolo ha rilasciato un’intervista ai canali ufficiali della società, riportata anche dalla redazione di Tuttomercatoweb. Nella lunga chiacchierata il centrocampista lomabardo si è espresso sulla lontananza dal campo, sulla ripresa, sulla crescita della squadra ed anche sulla drammatica situazione che sta vivendo la sua regione. Ecco le considerazioni di Parolo:

“Manca l’adrenalina da competizione che ci nutre. Più che l’abbraccio con i compagni, ho bisogno della singola sfida nella partitella e  della voglia di superare l’avversario ogni giorno. Poi la vittoria è sempre bella”.

“C’è tanta voglia di ripartire. Il problema della mancanza del pubblico è grande, si era creata una sinergia incredibile: partivamo già 1-0 per noi. La carica che ti davano i tifosi era pazzesca, sapevi che per gli avversari non c’era scampo: i laziali sanno aiutare meglio di tutti, anche in trasferta. Sarà un problema per noi e dovrà essere compensato dalla voglia che abbiamo di raggiungere l’obiettivo. Non so come sarà, si capirà dai primi sguardi quando ci ritroveremo tutti insieme. Come nelle prime settimane di ritiro, già capisci come andrà la stagione. Quest’anno ho subito detto che sarebbe stata una grande annata, c’era una qualità e un’intensità nell’allenamento che non c’erano in passato”.

“L’entusiasmo ci ha trascinato tantissimo. Quando lotti per un qualcosa di concreto è diverso dal quando lo fai per una qualificazione in Champions. Hai sempre tanta energia sì, ma non quanta ne hai quando ti giochi un trofeo. Il sogno scudetto deve essere uno sprono per farci continuare con la stessa fame e voglia di prima”.

“Due step sono stati fatti. Il primo è la costruzione dal basso, siamo migliorati tantissimo perché ci abbiamo lavorato molto. E poi c’è la fase di non possesso, nella quale abbiamo cambiato qualcosa. Non lasciamo più solo i difensori dietro, ma torniamo tutti con delle grandi transizioni negative che prima non facevamo. Il bello di essere in un progetto è quello di poter trovare gli errori e migliorarli durante gli anni. Con il lavoro, vedendo anche i video del passato, siamo riusciti a essere la miglior difesa del campionato. Ci sono calciatori di qualità altissima che però si sono messi a disposizione, capacità che prima non sapevano di avere. Negli ultimi minuti spesso siamo stati in 11 nella nostra metà campo, ci buttiamo a peso morto per fare da scudo su un tiro. Come ha fatto anche la Juventus negli anni passati: sapeva difendersi bene e poi fare male palla al piede”.

“Fortunatamente la zona di Varese è stata colpita in maniera più lieve rispetto a Milano e Bergamo. Ci sono dei disagi ma qualcosa comincia a muoversi. C’è molta attenzione alle richieste dello stato: il rispetto delle distanze e l’uso delle mascherine. L’attenzione delle persone è migliorata, questo è un bene”.