Coronavirus, Thiago contro la Bundesliga: “Tutto questo è una follia”

Coronavirus Thiago contro la Bundesliga

Il 13 Marzo tramite il proprio account su Twitter, il centrocampista spagnolo del Bayern Monaco, Thiago Alcantara scriveva così “E’ davvero folle. Per favore, smettetela di scherzare e atterrate sulla terra. Siamo onesti: ci sono priorità molto più importanti di qualsiasi sport”. Nella stessa giornata, poche ore dopo l’appello di Thiago, è arrivato lo stop della Bundesliga per via del diffondersi del Coronavirus. Nonostante le buone intenzioni dello spagnolo, le sue parole sono state interpretate in modo non positivo dalla stampa tedesca. In buona sostanza viene invitato il centrocampista a donare parte del suo lauto stipendio in favore della ricerca al vaccino per contrastare il virus.

Ricordiamo che attualmente tutte le competizioni calcistiche europee sono state sospese.

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Nel podcast tematico sulla Serie A questa settimana abbiamo parlato dei nuovi acquisti dell’Inter: Young, Moses ed Eriksen, tutti e tre provenienti da squadre di Premier League, dunque un calciomercato simile a quello fatto dal duo Marotta-Ausilio già in estate. L’Inter di Conte ora ha tre nuove frecce nella propria faretra, ma cosa possono dare i nuovi arrivati ai nerazzurri? Corsa, dinamismo, tecnica ed esperienza sicuramente, ma basteranno per arrivare alla vittoria del tricolore?

 

 




Manuel Neuer: colui che ha per sempre cambiato il ruolo del portiere

Lo scorso 27 marzo ha spento 33 candeline uno dei giocatori più influenti degli ultimi anni: Manuel Neuer, portiere della Germania e del Bayern Monaco. Uno che in carriera ne ha passate tante: ricordi spiacevoli – il suo manichino impiccato dai tifosi dello Schalke quando si trasferì in terra bavarese – ed altri gloriosi, come il Mondiale vinto con la sua Nazionale.
Neuer ha cambiato per sempre il modo di interpretare il ruolo del portiere. L’apice della sua espressione calcistica si è visto ai Mondiali in Brasile nel 2014: raramente fra i pali, spesso fuori dall’area di rigore; un regista aggiunto, un portiere coi piedi di un centrocampista in grado di impostare il gioco con estrema qualità.

E poi le uscite, punto debole per molti suoi colleghi ma punto di forza per Manuel: forse il migliore di sempre in questo settore. Ha mischiato il coraggio di lasciare la porta libera per affrontare gli attaccanti al suo talento da colosso difensivo – sia fisicamente che tecnicamente – aggiungendoci una sfrontatezza che per molti è definibile “pazzia”, ma da tanti altri vera e propria genialità.

Da quando esiste Neuer, il ruolo è cambiato per sempre: ora il portiere perfetto non è più solo colui che è forte ed agile fra i pali, ma chi riesce anche a giocare coi piedi contribuendo alla fase di possesso palla e, appunto, a garantire una presenza negli ultimi 20 metri di campo grazie alle uscite.

Ora, a 33 anni e dopo aver vinto un Mondiale, una Champions League, sei campionati tedeschi e cinque Supercoppe (di cui una europea), Neuer sta vivendo il suo peggior momento: un infortunio al piede che lo tormenta da mesi e che non gli garantisce la continuità e la condizione di cui necessita.
Chissà se tornerà quello di prima, con lo spettro di Ter Stegen in Nazionale e un posto da titolare al Bayern Monaco condizionato dai problemi fisici: intanto noi gli auguriamo buon compleanno, perché grazie a lui abbiamo visto la rivoluzione del ruolo di portiere. E vorremmo rivederlo come qualche anno fa il prima possibile.




La rivoluzione di Kovac: il Bayern ora vince dando spazio ai giovani

La vittoria per sei a zero sul Wolfsburg (una delle squadre migliori per rendimento degli ultimi due mesi di Bundesliga) ha dimostrato come il Bayern Monaco sia in un grandissimo momento di forma. Il lavoro di Kovač sta portando i suoi frutti e non era così scontato, specie al suo primo anno all’Allianz Arena dove sappiamo quanto pretenda il presidente del club; l’ex allenatore dell’Eintracht Francoforte ha cambiato totalmente filosofia e vestito dei bavaresi a partire dalle scelte tecniche. Attenzione, l’ampia rosa del Bayern e l’età avanzata di alcuni elementi hanno sicuramente aiutato Kovač in determinate valutazioni ma il tecnico ha dato una precisa impronta alla sua squadra.

Partiamo dalla difesa dove un certo Niklas Süle si è preso, piano piano, il posto da titolare al posto di Boateng (non proprio uno qualsiasi); le qualità del giovane centrale non sono mai state in discussione ma riuscire, nel giro di un anno, a prendersi il centro della retroguardia bavarese non è cosa da poco. Nell’ultimo turno ha giocato Boateng ma solo per far riposare l’ex Hoffenheim in vista della delicata sfida di Champions League contro il Liverpool. A centrocampo la novità è Renato Sanches, sbarcato all’Allianz Arena nella stagione 2016-2017; il centrocampista all’inizio ha deluso le aspettative al punto che è stato mandato in prestito allo Swansea dove non ha avuto miglior fortuna. Tornato alla base, Kovač ha fortemente voluto la sua permanenza in squadra; in diciotto mesi non ha giocato tantissimo ma ogni volta che è entrato in campo ha dimostrato di poter essere un’arma importante per il presente e soprattutto il futuro visto le sue caratteristiche (fisico e con gli strappi che tanto piacciono al mister). Il cambiamento più importante è l’attacco: se Lewandowski è il punto fermo e Muller si alterna tra il reparto offensivo e il ruolo di mezzala, la novità è rappresentata da Gnabry e Coman. Rispettivamente classe 95′ e 96′ hanno sfruttato al meglio le difficoltà di Robben e Ribery; questi ultimi due, a fine anno, lasceranno il Bayern Monaco e allora il testimone passerà alle due giovani promesse.




Champions League, 5 episodi che dovrebbero spingere la UEFA ad adottare il VAR

Non si placano le polemiche arbitrali in Champions League, anzi: al termine delle due semifinali, il chiasso che si è creato attorno agli arbitraggi sembra essere aumentato esponenzialmente. Nella serata di martedì ha dato via alle danze il Bayern Monaco, che al termine del match finito 2-2 contro il Real Madrid, ha reclamato ben tre rigori negati dall’arbitro. Sulla stessa scia la Roma, che tramite le parole del direttore Monchi, si è lamentata di due rigori negati, un cartellino rosso mancante al Liverpool e un goal in fuorigoco dei reds nel match d’andata. Curioso come, almeno per una volta, la Juventus e la Roma si alleino mediaticamente, con l’ex direttore del Siviglia che invita il calcio italiano ad alzare la voce, proprio come fece Agnelli al termine del quarto di finale perso contro la squadra di Zidane. Sono sempre di più le società che reclamano l’adozione del VAR anche in Champions League, così da poter scremare il lavoro della terna arbitrale e poterne giovare senza alzare polveroni dannosi e tediosi. Andiamo ad analizzare quali sono stati i cinque episodi più emblematici di questa edizione della più prestigiosa coppa europea.

 Real Madrid – Paris Saint-Germain

Nel match d’andata degli ottavi di finale tra Real Madrid e Paris Saint-Germain, terminato 3-1 in favore dei Blancos, i parigini reclamano un rigore per fallo di mano di Sergio Ramos: sul risultato di 1-1, all’inizio della ripresa, il capitano del Real stoppa un bel tiro di Rabiot, con il braccio non attaccato al corpo. Niente rigore per l’arbitro Rocchi, che da ottima posizione fa segno di continuare a giocare. Il fischietto italiano verrà poi duramente criticato da tutta la società francese, anche per altri errori commessi nel corso del match.

Roma – Liverpool

Probabilmente è questo l’episodio più clamoroso dei tanti reclamati dalla Roma: sul risultato di 2-2, con i giallorossi padroni del campo e con il Liverpool in difficoltà, El Shaarawy calcia da dentro l’area piccola e Alexander-Arnold si immola sulla traiettoria del tiro e para clamorosamente con la mano aperta. Calcio di rigore ed espulsione secondo il regolamento, tutto regolare secondo l’arbitro Skomina che lascia proseguire.

Real Madrid – Bayern Monaco

Anche l’altra semifinale può vantare un episodio analogo a quello della Roma: durante il primo tempo, sul risultato di 1-1, Marcelo ha toccato con la mano un cross di Kimmich, ma il fischietto turco Çakır ha deciso di lasciar correre. Lo stesso terzino del Real Madrid, il giorno dopo la partita, ha ammesso di averla toccata di mano e che sarebbe stato giusto assegnare il rigore ai bavaresi.

Juventus – Real Madrid

Si sta giocando l’ultima azione del quarto di finale tra Juventus e Real Madrid quando, sul risultato di 3-0 per i madrileni, Cuadrado si presenta davanti a Navas e viene steso da Carvajal, che impedisce al colombiano di calciare liberamente. L’episodio poteva sembrare di poco conto dato il risultato della partita, ma a posteriori sarebbe potuto cambiare completamente l’esito del match di ritorno.

Real Madrid – Juventus

Il mondo del calcio si è diviso su questo episodio, di cui tanto, forse anche troppo, si è già parlato: la Juventus ha ribalatato incredibilmente il 3-0 subito in casa, quando al 93′ Benatia frana addosso a Lucas Vazquez, toccando però il pallone. Rigore per i Blancos e 3-1 firmato da Ronaldo. Il rimpianto più grosso è quello di non aver dato la possibilità all’arbitro di visionare il fallo con il VAR, in modo tale che la sua decisione poteva essere la più professionale possibile.




Bayern Monaco-Real Madrid: formazioni ufficiali e radiocronaca

Manca pochissimo all’inizio del match valido per la semifinale di andata di Champions League. Vediamo nel dettaglio le formazioni ufficiali di Bayern Monaco-Real Madrid.

Formazioni ufficiali Bayern Monaco-Real Madrid

FORMAZIONI UFFICIALI BAYERN MONACO (4-3-3): Ulreich; Kimmich, Boateng, Hummels, Rafinha; Muller, Javi Martinez, James Rodriguez; Robben, Lewandowski, Ribery. Allenatore: Heynkes

 

FORMAZIONI UFFICIALI REAL MADRID (4-3-3): Keylor Navas; Carvajal, Varane, Sergio Ramos, Marcelo; Modric, Casemiro, Kroos; Isco, Cristiano Ronaldo, Lucas Vazquez. Allenatore: Zidane

Radiocronaca Bayern Monaco-Real Madrid

La radiocronaca di Bayern Monaco-Real Madrid verrà trasmessa da RadioGoal24 sul proprio sito web www.radiogoal24.it e sulla pagina Facebook di RadioGoal24 a partire dalle 20.30.




Incubo Liverpool: ecco le altre 5 batoste subite in Champions dalla Roma

Si ridimensionano le aspettative della Roma dopo l’andata delle semifinali di Champions Leauge: i giallorossi perdono 5-2 all’Anfield contro il Liverpool di Klopp, trascinato da uno stratosferico Salah, autore di una doppietta e di due assist. I Reds hanno ingabbiato e strapazzato la squadra di Di Francesco per circa un’ora, quando poi è arrivata l’ormai tarda reazione della Roma. I quarti di finale insegnagno che le partite di Champions si giocano in 180′: infatti, dopo la clamorosa rimonta ai danni del Barcellona, il tecnico giallorosso non demorde e crede che nella partita all’Olimpico ci siano delle possibilità per ribaltare il risultato dell’andata. I più appasionati ricorderanno che non è la prima volta che la Roma imbarca una goleada nelle coppe europee: andiamo a scoprire quali sono le altre ‘macchie nere’ della storia giallorossa.

17/18 – Barcellona-Roma 4-1

Per trovare la prima goleada non bisogna andare troppo indietro nel tempo. A posteriori, il sapore di questa sconfitta è più dolce che amaro, considerando la rimonta di cui De Rossi e compagni si sono resi protagonisti nel match di ritorno. Fatto sta che all’andata i blaugrana si imposero grazie ai goal di Pique e Suarez e gli autogoal di Manolas e De Rossi.

15/16 – Barcellona-Roma 6-1

Sconfitta più pesante quella di due stagione fa, quando sempre il Barcellona rifilò ben sei goal alla Roma. Durante la fase a gironi, le doppiette di Suarez e Messi e le reti di Pique e Adriano affondarono la squadra allenata da Garcia, che si arrese con il goal della bandiera firmato da Dzeko.

14/15 – Roma-Bayern Monaco 1-7

 

Un altro incubo venne vissuto la stagione precedente, forse il peggiore considerando che la partita si giocò all’Olimpico. Sempre con Garcia al comando, e ancora una volta nella fase a gironi, il Bayern Monaco di Guardiola si impose con 7 goal segnati da Robben (doppietta), Goetze, Lewandowski, Muller, Ribery e Shaqiri. Servì a poco il temporaneo 5-1 firmato da Gervinho.

06/07 – Manchester United-Roma 7-1

Un altro 7-1 nella storia giallorossa, questa volta rimediato contro il Manchester United di Ferguson. Nel match di andata dei quarti di finale, la squadra di Spalletti riuscì a imporsi 2-1 sui Red Devils, ma il sogno svanì presto: le reti di Carrick, Smith, Rooney, Ronaldo (doppietta), Carrick ed Evra, fecero pronunciare a Totti le seguenti parole: “La sera più triste della mia carriera.

80/81 –  Carl Zeiss Jena-Roma 4-0

Nei sedicesimi di finale della Supercoppa, la Roma arrivò a giocare il ritorno dopo un secco 3-0 rifilato ai tedeschi nel match d’andata. In Germania accadde l’irreparabile: la squadra allenata da Liedholm capitolò a causa delle reti segnate da Krause, Lindemann e la doppietta di Bielau. Alla disfatta contro il Carl Zeiss Jena partecipò anche Carlo Ancelotti, in campo con la maglia giallorossa.




Roma, continua il sogno: l’analisi delle possibili avversarie

Dopo l’eliminazione della Lazio dall’Europa League, la Roma rimane l’unica squadra a rappresentare il calcio italiano in Europa. L’impresa dell’Olimpico contro il Barcellona è ancora fresca negli occhi dei tifosi giallorossi, che adesso attendono con ansia il sorteggio di Nyon, in programma quest’oggi alle ore 13.00. Nel frattempo, noi di RadioGoal24 abbiamo analizzato le tre possibili avversarie della squadra capitolina: Real Madrid, Liverpool e Bayern Monaco. 

Real Madrid

Dopo un inizio di stagione assai complicato, caratterizzato sia da crisi di gioco che di risultati, il Real Madrid è tornato alla carica, e non è un caso che tutto ciò sia coinciso con il grande recupero del suo giocatore più importante: Cristiano Ronaldo. Il primo a dover essere temuto è senza dubbio lui, Mr. Champions League, che dal 21 gennaio ad oggi ha segnato la bellezza di 26 reti: una macchina da goal praticamente perfetta, la cui ultima marcatura su calcio di rigore ha eliminato la Juventus, tra sogni infranti e mille polemiche. In Liga le cose non vanno bene, il -15 dal Barcellona è pesante, ma in Europa è tutta un’altra storia: quello è l’habitat naturale dei Blancos, e lo confermano le tre finali vinte negli ultimi quattro anni, per un totale di 12 coppe dalle grandi orecchie collezionate in bacheca. La squadra di Zidane si schiera spesso con un 4-3-1-2, facendo affidamento all’imprevedibilità di Isco, che in posizione di trequartista può giocare tra le linee, effettuando costanti inserimenti in area e creando diversi grattacapi alle difese avversarie. In attacco, poi, non dimentichiamoci di due fuoriclasse assoluti come Bale e Benzema. Se il reparto avanzato resta il punto di forza del Real però, lo stesso non si può dire della difesa: 35 reti subite in campionato e ben 9 in 10 partite di Champions League sono sinonimo di numeri allarmanti. La retroguardia madrilena quindi non è impeccabile, ma parecchio penetrabile, e lo ha dimostrato anche la gara di due giorni fa contro la Juventus: Sergio Ramos rimane la colonna portante della difesa (e la sua assenza mercoledì si è sentita parecchio), ma le corsie esterne sono ampiamente attaccabili, dato che Marcelo e Carvajal tendono di più ad impegnarsi nella fase offensiva che in quella difensiva.

Liverpool

Stagione fantastica per il Liverpool, che viaggia al terzo posto in Premier League e che ora ha tutte le possibilità di potersi giocare un posto in finale di Champions League dopo 11 anni. La squadra di Klopp si caratterizza soprattutto per la sua intensità, per la corsa e per il peso offensivo: tutte doti che hanno permesso di eliminare il Manchester City di Guardiola, battuto tre volte in questa stagione. Con un 4-3-3 votato all’attacco, infatti, la squadra inglese ha la possibilità di contare sul tridente offensivo composto da Salah, Firmino e Mane, con l’egiziano (ex Roma tra l’altro) a rappresentare il nemico numero uno: in questa stagione ha siglato 39 goal in 44 presenze, a cui si aggiungono anche 13 assist. Numeri quindi straordinari per Salah, che sta vivendo il periodo più bello della sua carriera, confermandosi tra l’altro uno degli attaccanti più prolifici d’Europa. In casa Liverpool però le cose non sono tutte rose e fiori, perché se il reparto avanzato può vantare un notevole rateo di goal, lo stesso non si può dire della difesa, dove le cose vanno un tantino peggio: 49 reti stagionali subite sono troppe, specialmente se si pensa al grande sborso economico fatto a gennaio per Van Dijk, pagato 85 milioni e diventato il difensore più pagato nella storia del calcio. L’olandese sembra non aver dato la giusta quadratura ad una squadra inadatta a saper gestire le partite e capace di saper andare solo a tutta sparata: non è un caso che il Liverpool sia stato rimontato 8 volte dopo una situazione di vantaggio, un vizio che la squadra inglese non vuole togliersi.

Bayern Monaco

Il Bayern Monaco, già vincitore della Bundesliga con sei giornate di anticipo, è approdato alle semifinali di Champions League dopo quattro anni. Anche per i tedeschi la stagione non è iniziata nel migliore nei modi, con Ancelotti colpevole di non essere riuscito a dare una sua impronta alla squadra ed esonerato per questo dopo pochi mesi. Sembrava una squadra allo sbando il Bayern, ma il ritorno di Jupp Heynckes sulla panchina bavarese a novembre ne ha permesso la rinascita: da quel momento sono arrivate 29 vittorie, 2 pareggi e soltanto 2 sconfitte. Il lavoro svolto dal tecnico tedesco si è visto fin da subito, dato che è stato capace di far adottare alla sua squadra delle varianti tattiche che possono cambiare anche a partita in corso, passando dal 4-3-3 al 4-1-4-1. Il giocatore più pericoloso è sicuramente Lewandowski, un killer d’area di rigore, capace di segnare in questa stagione ben 35 goal. Non bisogna però sottovalutare Muller, giocatore preso spesso in scarsa considerazione ma micidiale, dotato di imprevedibilità e buona tecnica, oltre ai due velocisti per eccellenza, Robben e Ribery, che in Inghilterra definirebbero “old but still good”. Anche il centrocampo merita la sua parte, con Thiago Alcantara ritrovato in cabina di regia e con un James Rodriguez che, dopo un inizio difficile, sta finalmente tagliandosi il suo spazio. Per quanto riguarda la difesa, il Bayern ha subito 21 goal in Bundesliga e 8 in 10 partite di Champions League, confermandosi quindi una squadra più equilibrata rispetto a Real Madrid e Liverpool. La coppa dalle grandi orecchie manca a Monaco da cinque anni: l’ultima è stata vinta proprio da Heynckes nella stagione 2012-2013, in quella bellissima finale contro il Borussia Dortmund.

 

 

 




Inter, il Bayern Monaco piomba su Icardi

Nella nuova Inter di Spalletti uno dei protagonisti principali è senza dubbio Mauro Icardi; l’attaccante argentino, in questa stagione, è risultato molto spesso decisivo (contro Roma e Milan in particolare). Le sue prestazioni ma soprattutto i suoi goal non sono passati inosservati; il capitano dell’Inter, infatti, piace molto al Bayern Monaco che, in caso dovesse cedere Lewandowski, ha nell’attaccante nerazzurro la prima scelta.




Juventus, pazza idea James Rodriguez

James Rodriguez alla Juventus? Difficile ma non impossibile. Il giocatore del Bayern Monaco, dopo l’esonero di Ancelotti, non sembra convinto di restare in terra bavarese dove era giunto proprio per la presenza del tecnico italiano. Rodriguez, arrivato dalle parti dell’Allianz Arena con la formula del prestito biennale, già a gennaio potrebbe decidere di lasciare il Bayern e la Juventus sarebbe in prima fila per acquistare il talento colombiano; i bianconeri, infatti, sono da sempre interessati al giocatore.




Bayern Monaco, ufficiale: Heynckes nominato nuovo allenatore

Morto un papa se ne fa un altro: Jupp Heynckes è il nuovo allenatore del Bayern Monaco, dopo l’esonero di Ancelotti. Ad annunciarlo è il club bavarese tramite un comunicato nel quale viene confermata la durata dell’accordo fino al 30 giugno 2018. Si tratta di un gradito ritorno del tecnico, visto che l’ultima volta con i bavaresi è riuscito a vincere la Champions League.